Cosa è successo durante il vertice tra Francia e Cipro

Pubblicato il 18 febbraio 2020 alle 15:52 in Cipro Francia

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Il ministro della Difesa della Francia, Florence Parly, si è recata in visita ufficiale a Cipro, dove ha incontrato il suo omologo, Savvas Angelides.

L’incontro si è tenuto martedì 18 febbraio, nella cornice dell’esercitazione congiunta avviata il giorno precedente tra i due Paesi e finalizzata a mettere alla prova l’efficienza dei sistemi di difesa antiaerea dell’esercito cipriota. 

Nel corso della sua visita a Cipro, Parly ha incontrato anche il presidente, Nicos Anastasiades, al quale il ministro della Difesa francese ha espresso la solidarietà del proprio Paese in merito alle tensioni nella regione. In aggiunta, secondo quanto rivelato da un portavoce del governo, Panayiotis Sentonas, nel corso del vertice i due hanno discusso del rafforzamento della cooperazione bilaterale, soprattutto nell’ambito della difesa.

Al centro delle discussioni, secondo quanto emerso, vi è stato il tema della sovranità sul proprio mare territoriale e il legame privilegiato che la Francia intende mantenere con Cipro.

Nello specifico, il quotidiano ellenico Ekathimerini ha rivelato che la Francia deve essere considerata un alleato di Cipro e ciò viene dimostrato dall’ospitalità che la Marina francese ha ricevuto nel tempo da Nicosia. In tale contesto, Parly ha annunciato di essere dalla parte di Cipro per quanto riguarda ciò che accade all’interno della sua Zona Economica Esclusiva.

Al termine del vertice con i leader ciprioti, il ministro della Difesa di Parigi si è recato in visita presso il contingente francese attivo sulla principale portaerei della Francia, la Charles De Gaulle, attualmente in servizio nel Mediterraneo orientale. La portaerei, ha rivelato il quotidiano, ritornerà a Limassol il 21 febbraio, per poi ripartire dopo cinque giorni. In tale frangente di tempo, Cipro e la Francia terranno nuove esercitazioni militari congiunte.

Nel frattempo, proseguono le attività dell’esercitazione avviata il 17 febbraio, la quale ha visto un aereo caccia multiruolo Rafale dell’Aeronautica francese, lanciato dalla Charles De Gaulle, essere localizzato e intercettato dai sistemi antiaereo ciprioti.

L’esercitazione del 17 febbraio, ha annunciato Angelides, sarà la prima di una lunga serie. Nello specifico, il ministro della Difesa cipriota ha rivelato di aver messo in programma numerose esercitazioni anticarro e antiaereo con le rispettive Forze Armate francesi. A queste, ha annunciato il ministro di Nicosia, sono da aggiungere le esercitazioni pianificate con la Marina militare della Francia, grazie al coinvolgimento delle fregate che accompagnano la Charles De Gaulle nelle prossime attività congiunte.

L’incremento della cooperazione tra Cipro e Francia era già emerso lo scorso 10 febbraio, quando il Ministero della Difesa di Cipro aveva annunciato l’acquisto di 240 milioni di euro di armi dalla Francia. A tale riguardo, un settimanale francese aveva ha rivelato che si trattava di missili Mistral, i quali sono terra-aria, ed Exocet, con funzione antinave.

A tale riguardo, in una intervista rilasciata a Bloomberg il 16 febbraio, ripresa da Ekathimerini, Anastasiades ha dichiarato che l’incremento della presenza della Francia innalza speranze in merito all’aumento dell’impegno dell’Europa nel Mediterraneo orientale e nelle dispute regionali.

Tali mosse giungono in un clima di alte tensioni con la Turchia, la quale è accusata da Nicosia di essere uno “Stato pirata” che viola il diritto internazionale a seguito dei suoi rinnovati tentativi di ricerca di gas naturale all’interno di acque i cui diritti economici appartengono a Cipro.

Più nello specifico, le trivellazioni condotte da Ankara a largo delle coste di Cipro sono state oggetto di numerose contestazioni da parte della comunità internazionale sin dallo scorso 3 maggio, quando Ankara aveva inviato la nave Fatih a largo delle coste di Pafo, ad Ovest di Cipro. Il 2 giugno, la Turchia aveva inviato una seconda nave da perforazione,  la Yavuz, all’interno di un’altra area al centro di una disputa territoriale tra Turchia e Cipro. Lo scorso 18 settembre, la Yavuz aveva abbandonato le acque a largo di Cipro per far rifornimento al porto turco di Tasucu, nella provincia di Mersin, nell’area meridionale della Turchia, ma era tornata attiva lo scorso 5 ottobre. Stando alle ultime rivelazioni, la Yavuz si trova attualmente all’interno del blocco 8, un’area situata a Sud di Cipro, le cui licenze di esplorazione erano già state affidate a compagnie petrolifere italiane e francesi.

La disputa sui diritti minerari nelle acque orientali del Mar Mediterraneo si colloca inoltre al centro della più ampia questione cipriota, ossia la controversia tra Cipro e Turchia sulla sovranità dell’isola. Nello specifico, Ankara non riconosce la sovranità di Nicosia, Paese membro dell’UE, e non essendo Cipro uno Stato sovrano, a detta della Turchia, questo non dispone dei diritti per condurre esplorazioni energetiche nelle acque a largo dell’isola

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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