Venezuela: nuove tensioni tra Madrid e Washington

Pubblicato il 17 febbraio 2020 alle 8:16 in Spagna USA e Canada

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La controversia in Spagna sull’apparente cambio di posizione di Pedro Sánchez rispetto al Venezuela, coincide con i segnali emessi nelle ultime settimane da l’amministrazione Trump, che la crisi nel paese sudamericano è di nuovo in cima alla lista delle priorità degli Stati Uniti. A Washington, i recenti cambiamenti di posizione di Madrid hanno causato “scoramento”, “delusione” e, soprattutto, “confusione”.  Il premier spagnolo è passato dal riconoscere Juan Guaidó come “presidente in carica” per qualificarlo come “capo dell’opposizione” durante un’interrogazione parlamentare, costringendo il ministro Aracha González Laya a intervenire per affermare che Guaidó ricopre entrambi gli incarichi.

Durante la sua visita nella capitale degli Stati Uniti, al termine di un tour internazionale che i suoi collaboratori celebrano come successo diplomatico, Juan Guaidó ha tenuto un lungo incontro con il presidente Trump e i suoi consiglieri alla Casa Bianca. Il 4 febbraio, è stato applaudito dai legislatori di entrambi i partiti del Congresso come ospite d’onore al discorso sullo stato dell’Unione. La convinzione nella squadra di Guaidó è chiara: “Ci saranno azioni nei prossimi giorni o settimane per aumentare la pressione sul regime di Maduro” – dice, in un’intervista al quotidiano El País, l’ambasciatore di Guaidó a Washington, Carlos Vecchio.

Il rappresentante del leader dell’opposizione, che Washington e altri 54 paesi, tra cui la Spagna, riconoscono come “presidente legittimo” del Venezuela, spiega che, in questi giorni di conversazioni con i membri dell’amministrazione americana, ha notato la “preoccupazione” per ciò che considerano un coinvolgimento insufficiente dell’Europa e persino l’incomprensione per la mancanza di leadership a Madrid. “Per ovvie ragioni, tutti si aspettano che in Europa la Spagna conduca questo processo” – afferma Vecchio.

La reazione ufficiale a Washington a ciò che è accaduto in Spagna, che ha coinciso con l’annuncio della visita dello Stato del Re Felipe VI nel paese, è stata cauta e di basso profilo. Il Dipartimento di Stato non ha voluto commentare con la stampa il cambiamento di linea politica di Madrid, ma l’irritazione degli Stati Uniti è evidente. Il 7 febbraio, durante una conferenza stampa, il rappresentante americano per il Venezuela, Elliott Abrams, ha dichiarato che la “visita a Madrid” della vicepresidente di Maduro, Delcy Rodríguez, “sembra una violazione delle sanzioni europee”. “Non capiamo al cento per cento cosa è successo” – ha riconosciuto. “E la versione che danno sui giornali cambia ogni giorno” – ha aggiunto, facendo riferimento alle contrastanti dichiarazioni del governo spagnolo sull’incontro all’aeroporto Adolfo Suárez di Madrid-Barajas tra Rodríguez e il ministro dei trasporti spagnolo José Luis Ábalos, uomo di fiducia di Sánchez.

L’incontro tra Delcy Rodríguez e José Luis Ábalos è stato descritto dal vice segretario di Stato Joe Piechowski, il 24 gennaio, come “deludente” e “scoraggiante”. “Gli Stati Uniti hanno domande da porre a Madird su questo presunto incontro” – ha detto. Anche il vice segretario del Dipartimento di Stato per Cuba e Venezuela, Carrie Filipetti, ha definito l’incontro “non molto gradito”. “Mina la politica comune che gli Stati Uniti e l’UE hanno messo in atto sul Venezuela” – ha aggiunto.

Il 6 febbraio, in un altro briefing, Abrams ha fatto riferimento al fatto che Sánchez si era rifiutato di ricevere Guaidó a Madrid. “Crediamo che sia un peccato che non abbia accettato di incontrarlo” – ha affermato, sottolineando il contrasto con altri leader europei, quali Merkel, Macron e Johnson. Tuttavia, il rappresentante di Trump per il Venezuela ha affermato di essere stato in contatto con il governo di Pedro Sánchez e di aver ricevuto “garanzie che l’impegno della Spagna per il ripristino della democrazia in Venezuela rimane fermo”.

La squadra di Guaidó mantiene la stessa cautela. “Ciò che il governo spagnolo ha dichiarato ufficialmente è che continuano a riconoscere Juan Guaidó come presidente ad interim e come presidente dell’Assemblea” – afferma Vecchio, che aggiunge: “Abbiamo mantenuto i contatti con il governo Sánchez, con la persona che ha nominato, e ribadiamo che per noi la Spagna deve svolgere un ruolo in Europa. Spero, e non voglio dubitare, che Pedro Sánchez stia dalla parte della difesa dei diritti umani. Non vedo il presidente Sánchez o la Spagna schierarsi dalla parte della dittatura”. Stessa posizione espressa da Antonio Ecarri, rappresentante di Guaidó a Madrid. 

A irritare Washington anche il viaggio a Caracas dell’ex premier José Luis Rodríguez Zapatero, il trentanovesimo dall’inizio della crisi. Ricevuto da Maduro, l’ex leader socialista spagnolo non ha nascosto di puntare a riassumere il ruolo di mediatore tra chavismo e opposizione giocato già tra il 2016 e il 2017. Il governo di Madrid ha derubricato la visita a “personale” e “non concordata”.

Madrid afferma che continua a riconoscere Guaidó come “presidente ad interim”, tuttavia non nega un riposizionamento nello scacchiere venezuelano. L’opposizione accusa Sánchez di aver ceduto a Podemos, l’alleato di governo storicamente legato al chavismo venezuelano, il governo, tuttavia, spiega la nuova posizione sul Venezuela come “più funzionale al dialogo” rispetto ad un sostegno acritico a Guaidó.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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