Siria: il regime vicino ad Aleppo, Trump esprime preoccupazione

Pubblicato il 17 febbraio 2020 alle 9:01 in Siria USA e Canada

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Le forze del regime hanno dichiarato, il 16 febbraio, di aver preso il controllo nella periferia di Aleppo. Il giorno successivo, il 17 febbraio, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha invitato Mosca a porre fine al proprio sostegno alle “atrocità” commesse nel Nord-Ovest della Siria.

Avvicinarsi ad Aleppo, per la prima volta dal 2011, rappresenta un importante risultato per le forze del presidente siriano, Bashar al-Assad. La notizia è stata confermata altresì dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR), il quale ha specificato che, nel giro di poche ore, l’esercito di Assad, il 16 febbraio, è riuscito a conquistare circa 95 aree e 30 tra villaggi e municipalità situati a Sud e a Ovest di Aleppo, tra cui Kafr Hamra, Huritan e Andan. Secondo quanto riferito, sono poche le aree che separano oramai il regime da tale città. A detta dell’Osservatorio, poi, è probabile che esista un accordo turco-russo, con cui le forze del regime andranno a controllare Aleppo e le regioni circostanti, dove i gruppi ad esse fedeli, tra cui Hezbollah, hanno già spinto i ribelli ad indietreggiare da vaste zone.

In tale quadro, secondo quanto riferito dalla presidenza statunitense, all’alba del 17 febbraio, Trump ha avuto una conversazione telefonica con il suo omologo turco, Recep Tayyip Erdogan, a poche ore di distanza dalle nuove conquiste del regime. Washington ha ringraziato Ankara per gli sforzi da essa profusi nel prevenire una catastrofe umanitaria, ma, al contempo, ha espresso la propria preoccupazione di fronte alla situazione attuale a Idlib e nel Nord-Ovest della Siria, anche a fronte degli ultimi progressi dell’esercito di Assad. Pertanto, ha esortato la Russia a porre fine al suo sostegno al regime, così come alle “atrocità” perpetrate, con l’obiettivo di trovare una soluzione politica al conflitto siriano.

Nel frattempo, secondo quanto riferito nelle prime ore del 17 febbraio, scontri e bombardamenti continuano nella regione siriana Nord-occidentale, sia verso Aleppo sia verso Latakia. Le forze di Assad hanno condotto attacchi aerei contro la periferia nord-occidentale di Aleppo, colpendo altresì la postazione turca di Sheikh Aqil, causando feriti tra i soldati turchi. Mosca, dal canto suo, ha continuato a bombardare Gerico e la strada M4.

La Turchia è sostenitrice dei ribelli protagonisti del conflitto civile siriano, il cui obiettivo principale è la caduta del regime di Assad. Ankara ha ripetutamente chiesto al presidente siriano di dimettersi e si è poi unita all’Iran e alla Russia, nel tentativo di trovare una soluzione politica al conflitto. Il perdurante conflitto civile in Siria ha avuto inizio il 15 marzo 2011. A causa della guerra, metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale del Paese è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive di Assad. Sin dalla fine del mese di aprile 2019, la provincia di Idlib e le aree adiacenti hanno assistito ad un’escalation di bombardamenti da parte di Siria e Russia.

Il 10 febbraio, le Nazioni Unite hanno dichiarato che l’offensiva di Mosca e del regime nel Nord Ovest della Siria ha causato lo sfollamento di circa 700.000 civili dall’inizio del mese di dicembre 2019, tra cui 100.000 solo nei sette giorni precedenti. Inoltre, un portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, David Swanson, ha affermato che la situazione è sempre più tragica, soprattutto vicino al confine con la Turchia, dove oltre 400.000 persone sono state già costrette a sfollare.

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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