Cipro e Francia annunciano esercitazioni militari nel clima di tensioni con la Turchia

Pubblicato il 17 febbraio 2020 alle 15:15 in Cipro Francia

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Nel clima di tensioni con la Turchia, Cipro ha avviato una esercitazione militare con la Francia, impiegando le forze dell’Aviazione.

L’esercitazione ha avuto inizio lunedì 17 febbraio, quando un aereo caccia multiruolo Rafale dell’Aeronautica francese è stato lanciato dalla nave da guerra portaerei Charles De Gaulle, la quale sostava a circa 240 metri dall’area coinvolta nell’esercitazione.

L’impiego dell’aereo caccia, rivela il sito di informazione cipriota in inglese Kathimerini, è stato funzionale per mettere alla prova l’efficienza dei sistemi di difesa antiaerea dell’esercito cipriota. Nello specifico, in risposta al lancio dell’aereo caccia dell’Aeronautica francese, Cipro è riuscita tempestivamente ad attivare i propri sistemi antiaereo, localizzando e intercettando il Rafale.

La risposta dell’esercito di Nicosia è stata commentata positivamente dal suo ministro della Difesa, Savvas Angelides, il quale ha dichiarato che l’esercitazione del 17 febbraio è stata una dimostrazione del livello di cooperazione militare che Cipro ha con la Francia. Nello specifico, Angelides ha rivelato di aver avuto una prova concreta, osservando l’interazione tra le due Aviazioni dal centro di controllo, dell’alto livello della cooperazione e della coordinazione tra Cipro e Francia. In aggiunta, il ministro degli Esteri di Nicosia ha sottolineato come tale esercitazione dimostri anche il ruolo di Cipro nella regione.

L’esercitazione del 17 febbraio, ha annunciato Angelides, sarà la prima di una lunga serie. Nello specifico, il ministro della Difesa cipriota ha rivelato di aver messo in programma numerose esercitazioni anticarro e antiaereo con le rispettive Forze Armate francesi. A queste, ha annunciato il ministro di Nicosia, sono da aggiungere le esercitazioni pianificate con la Marina militare della Francia, grazie al coinvolgimento delle fregate che accompagnano la Charles De Gaulle nelle prossime attività congiunte.

In tale clima, Angelides ha annunciato inoltre che il ministro della Difesa francese, Florence Parly, si recherà a Cipro martedì 18 febbraio per incontrare il suo omologo cipriota e il presidente, Nicos Anastasiades. La visita di Parly, ha commentato Angelides, sarà occasione per i due Paesi per discutere e scambiare le proprie opinioni in merito alla situazione nella regione e ai rischi comportati. In aggiunta, nel corso del vertice con il ministro francese, i due Paesi discuteranno dell’avvio di ulteriori iniziative di cooperazione.

L’incremento della cooperazione tra Cipro e Francia era già emerso lo scorso 10 febbraio, quando il Ministero della Difesa di Cipro aveva annunciato l’acquisto di 240 milioni di euro di armi dalla Francia. A tale riguardo, un settimanale francese aveva ha rivelato che si trattava di missili Mistral, i quali sono terra-aria, ed Exocet, con funzione antinave.

In aggiunta, il 16 febbraio, la Marina militare cipriota ha presentato le sue nuove due navi, acquistate nel 2019 dall’Italia, la Posidonas 1 e la Nireas 1. I nuovi acquisti sono stati presentati in occasione di una cerimonia ufficiale, la quale, rivela In-Cyprus, è stata organizzata per disseminare alla cittadinanza il ruolo della Marina nella difesa dell’isola e della sua economia.

Tali mosse giungono in un clima di alte tensioni con la Turchia, la quale è accusata da Nicosia di essere uno “Stato pirata” che viola il diritto internazionale a seguito dei suoi rinnovati tentativi di ricerca di gas naturale all’interno di acque i cui diritti economici appartengono a Cipro.

Più nello specifico, le trivellazioni condotte da Ankara a largo delle coste di Cipro sono state oggetto di numerose contestazioni da parte della comunità internazionale sin dallo scorso 3 maggio, quando Ankara aveva inviato la nave Fatih a largo delle coste di Pafo, ad Ovest di Cipro. Il 2 giugno, la Turchia aveva inviato una seconda nave da perforazione,  la Yavuz, all’interno di un’altra area al centro di una disputa territoriale tra Turchia e Cipro. Lo scorso 18 settembre, la Yavuz aveva abbandonato le acque a largo di Cipro per far rifornimento al porto turco di Tasucu, nella provincia di Mersin, nell’area meridionale della Turchia, ma era tornata attiva lo scorso 5 ottobre. Stando alle ultime rivelazioni, la Yavuz si trova attualmente all’interno del blocco 8, un’area situata a Sud di Cipro, le cui licenze di esplorazione erano già state affidate a compagnie petrolifere italiane e francesi.

La disputa sui diritti minerari nelle acque orientali del Mar Mediterraneo si colloca inoltre al centro della più ampia questione cipriota, ossia la controversia tra Cipro e Turchia sulla sovranità dell’isola. Nello specifico, Ankara non riconosce la sovranità di Nicosia, Paese membro dell’UE, e non essendo Cipro uno Stato sovrano, a detta della Turchia, questo non dispone dei diritti per condurre esplorazioni energetiche nelle acque a largo dell’isola.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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