Armenia: Siria riconosce genocidio

Pubblicato il 17 febbraio 2020 alle 6:10 in Armenia Siria

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Il Parlamento di Damasco ha approvato una risoluzione che prevede il riconoscimento e la condanna del genocidio del popolo armeno perpetrato dalle autorità turche ottomane durante la Prima guerra mondiale. Lo ha comunicato l’ufficio stampa dell’organo legislativo dello Stato siriano, segnala l’agenzia di stampa ufficiale Sana.

“Il Parlamento ha approvato il disegno di legge che riconosce e condanna il genocidio armeno nell’Impero Ottomano all’inizio del XX secolo e stabisce che armeni, assiri ed altri popoli che compongono la nazione siriana sono stati vittima di pulizia etnica, massacri mirati e genocidio” – si legge nel comunicato. I deputati siriani hanno inoltre “condannato i tentativi di negare questo crimine e distorcere la verità storica al riguardo”, un chiaro riferimento al governo di Ankara, ed hanno esortato i Parlamenti di altri Paesi ad approvare risoluzioni simili. 

Il voto del Parlamento di Damasco ha una chiara intenzione anti-turca, diversi deputati hanno tracciato un parallelo tra le operazioni militari turche nel nord della Siria e il genocidio armeno. Gli eventi in Siria hanno mostrato “il vero volto dell’aggressivo regime turco” – sottolinea la nota del Parlamento siriano. Lo stesso presidente della camera, Hammouda Sabbagh, ha affermato:”Ora vediamo l’aggressione turca, basata sull’ideologia razzista ottomana”, aggiungendo: “Gli antenati di Erdogan hanno commesso il genocidio armeno.

Il Ministero degli Esteri dell’Armenia ha rilasciato una dichiarazione in cui ha accolto con favore il riconoscimento da parte del parlamento siriano del genocidio armeno nell’Impero ottomano. “Apprezziamo molto l’adozione da parte del Consiglio popolare della Repubblica araba siriana di una risoluzione che riconosce e condanna il genocidio armeno nell’impero ottomano. Il genocidio scatenato dal governo dei giovani turchi, gran parte del quale è stato commesso in Siria, che era sotto il dominio dell’Impero ottomano, fa parte della memoria storica comune dei popoli armeno e siriano” – si legge nella nota della diplomazia di Erevan.

Le relazioni tra Damasco e Erevan attraversano una fase di netto miglioramento, dopo le problematiche sorte a seguito dell’emigrazione di massa della comunità armena siriana verso la Repubblica di Armenia durante la guerra civile. Giovedì 13 febbraio Tatevik Revazyan, presidente del Comitato dell’aviazione civile armena, ha comunicato che i due paesi stanno lavorando a un accordo per attivare contratti nel campo dell’aviazione e per stabilire collegamenti aerei diretti tra Erevan e Damasco.

Ankara, da parte sua, ha affermato che il voto è “l’ennesima provocazione del regime genocida di Assad”. Le relazioni tra Siria e Turchia sono pessime. Damasco ha ripetutamente accusato la Turchia di occupare territori siriani. Il presidente siriano Bashar Assad ha affermato che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è “un ladro impegnato nel saccheggio dei territori e delle risorse siriane”.

Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, l’Impero Ottomano attuò la persecuzione degli armeni, raggiungendo il culmine nel 1915. Secondo gli storici circa 1,5 milioni di armeni furono uccisi.  Ankara afferma che si trattava non di genocidio ma di operazioni di guerra, dato che gli armeni collaboravano con la Russia zarista, con cui l’Impero Ottomano era in guerra. L’Armenia insiste sul riconoscimento da parte della comunità internazionale del genocidio armeno nell’Impero ottomano.

La posizione di Ankara sul processo di riconoscimento internazionale del genocidio armeno del 1915 nell’Impero Ottomano è, assieme alla questione del Nagornij Karabach, una delle ragioni principali della mancanza di relazioni diplomatiche tra Turchia e Armenia.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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