Bahrein: avviato un processo per riciclaggio di denaro per conto dell’Iran

Pubblicato il 16 febbraio 2020 alle 6:34 in Bahrein Iran

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Il Regno del Bahrein ha avviato procedimenti giudiziari contro una serie di individui e imprese coinvolti in un vasto piano di riciclaggio di denaro collegato a banche iraniane.

Ciò è avvenuto il 13 febbraio e tra i principali enti coinvolti vi è la Future Bank, con sede in Bahrain, a Manama, ma istituita e controllata dalle banche iraniane Saderat e Melli. In particolare, il procuratore generale, Ali bin Fadhel al-Buainain, ha dichiarato che l’Ufficio del Pubblico Ministero del Bahrain ha inviato in tribunale i casi di persone sospettate di riciclaggio di ingenti somme di denaro per l’Iran attraverso una delle maggiori banche del Bahrein, la Future Bank. Tali somme erano destinate a finanziare attività terroristiche.

Secondo quanto riferito da fonti media del Bahrein, gli imputati sono accusati di molteplici reati, sanciti dalle leggi antiriciclaggio e bancarie del Regno, attraverso cui diverse organizzazioni iraniane, tra cui alcune sanzionate per finanziamento al terrorismo, hanno trasferito denaro segretamente a livello internazionale.

In tale quadro, miliardi di dollari sono stati incanalati attraverso la Future Bank. Quest’ultima era stata chiusa nel 2016, ma, a detta della Banca centrale del Bahrein (CBB), nel corso degli anni ha continuato a commettere violazioni su vasta scala, come riferito altresì da un rapporto del 2018. Le autorità del Bahrein avevano sospeso le attività della banca già nel 2012, a causa delle sanzioni delle Nazioni Unite contro l’Iran. Manama aveva accusato la banca di essere un canale di finanziamento del terrorismo il 14 febbraio 2011.

Attraverso una serie di indagini, è stato scoperto che la banca, che agisce sotto la direzione di Bank Saderat e Bank Melli, ha eseguito migliaia di transazioni finanziarie internazionali per un valore di circa 5 miliardi di dollari nascondendo il coinvolgimento di entità iraniane. Il personale ha deliberatamente rimosso le informazioni durante il trasferimento di denaro tramite la rete SWIFT, una pratica definita illecita, o tramite un servizio di messaggistica sotto copertura con cui era possibile nascondere le transazioni ed i dati a queste relative.

Il governatore della CBB, Rasheed al-Maraj, ha affermato che la complessità e l’entità delle indagini sono state aggravate dalla necessità di comprendere il coinvolgimento delle entità sotto accusa nelle attività di finanziamento al terrorismo, sostenute dall’Iran. A tal proposito, al-Maraj ha affermato che il Bahrein è impegnato nella piena attuazione degli standard internazionali nell’ambito del contrasto al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo. Pertanto, le indagini e il perseguimento delle violazioni sono funzionali a salvaguardare l’integrità del sistema finanziario internazionale.

A tal proposito, il 29 gennaio scorso, l’unità di Intelligence finanziaria degli Emirati Arabi Uniti (FIU) ha annunciato la firma di un protocollo d’intesa con il Dipartimento di indagini finanziarie del Regno del Bahrain e il Centro di informazioni finanziarie della Repubblica della Namibia, con cui le parti si sono impegnate a coordinare i propri sforzi in materia di lotta al riciclaggio di denaro e terrorismo finanziario, fornendo altresì un quadro comune per la condivisione di informazioni ed esperienze.

In tale quadro, risale al 18 ottobre 2019 la notizia con cui l’Iran, entro il mese di febbraio 2020, avrebbe dovuto adeguarsi a tutte le norme internazionali relative al riciclaggio di denaro. In particolare, il Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale (GAFI) aveva esortato i diversi membri a controllare le transazioni effettuate con l’Iran e a monitorare in modo più severo le proprie società finanziarie operanti nel Paese. A loro volta, imprese a livello internazionale hanno più volte affermato che il rispetto dell’Iran alle regole del GAFI è fondamentale se Teheran vuole attirare investitori.

Il Bahrein, confinante con l’Arabia Saudita e situato di fronte all’Iran, è stato turbato da disordini interni sin dal febbraio 2011, quando i manifestanti hanno occupato la capitale di Manama, chiedendo più democrazia e la fine della discriminazione contro la maggioranza della comunità musulmana sciita, da parte della famiglia reale sunnita. Ancora oggi le tensioni nel Paese continuano e il Bahrein accusa l’Iran di essere coinvolto e di influire in tali turbolenze. Nel quadro delle recenti tensioni nel Golfo, invece, Manama, ha invitato Teheran a promuovere una tregua e a rispettare interessi, sovranità e indipendenza dei Paesi della regione del Golfo, oltre a preservare la pace e la sicurezza sia a livello regionale sia internazionale.

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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