Siria: elicottero militare siriano abbattuto ad Aleppo

Pubblicato il 15 febbraio 2020 alle 12:11 in Medio Oriente Siria

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Un elicottero militare siriano è stato abbattuto nel Nord-Ovest della Siria, dove è in corso un’offensiva del governo per riconquistare le ultime aree detenute dai ribelli, appoggiati dalla Turchia. 

I media statali siriani hanno riferito che l’aereo è stato colpito da un missile intorno alle 13.40 di venerdì 14 febbraio, vicino alla città di Urum al-Kubra, nella campagna occidentale di Aleppo. “Questo ha portato all’elicottero a schiantarsi, uccidendo tutto l’equipaggio a bordo”, ha riportato l’agenzia di stampa SANA, senza fornire alcuna informazione su chi fosse abbia lanciato il missile. Da parte sua, il gruppo di ribelli anti-governativi del Fronte di Liberazione Nazionale ha rivendicato la responsabilità dell’attacco in una dichiarazione, pubblicata su Telegram. Questi hanno specificato di aver colpito l’elicottero mentre sorvolava la parte occidentale della provincia di Aleppo. L’area circostante è interessata da numerosi scontri negli ultimi giorni tra l’esercito del regime siriano di Bashar Al-Assad, supportato dall’aviazione russa, e le ultime forze rimaste ai ribelli che volevano rovesciarlo.

L’incidente è avvenuto pochi giorni dopo che i ribelli avevano dichiarato di aver abbattuto un altro elicottero governativo l’11 febbraio, vicino alla città di Nairab. Inoltre, è necessario sottolineare che nell’area di Aleppo, i ribelli siriani sono appoggiati dalla Turchia. Il 13 febbraio, sono stati riportati attacchi reciproci, per mezzo di artiglieria pesante, tra le forze del governo siriano e quelle turche stanziate presso le postazioni di monitoraggio del Reggimento 46, nella periferia occidentale di Aleppo. Questi hanno causato diverse vittime civili, tra cui anche bambini. Anche la città di Saraqib è stata testimone di scontri sporadici, sebbene l’intera regione Nord-occidentale stia assistendo ad una calma relativa rispetto all’escalation degli ultimi giorni.

Le forze di Ankara controllano 12 postazioni di osservazione nel Nord della Siria, a seguito dell’accordo di Sochi del 17 settembre 2018, che prevedeva l’istituzione di una cosiddetta zona di “de-escalation” ad Idlib. Tuttavia, il governo di Assad ha promesso di riportare tutto il territorio siriano sotto il suo controllo, compresa l’ultima enclave dei ribelli, nonostante la presenza di forze straniere. In tale contesto, nel mese di febbraio, gli attacchi del governo siriano hanno ucciso 13 soldati turchi, provocando una dura risposta da parte di Ankara. Erdogan ha dichiarato che il governo siriano pagherà un “prezzo molto alto” per i suoi assalti. A seguito dell’assalto di Assad del 10 febbraio, le forze armate turche hanno bombardato 115 obiettivi siriani e ne hanno distrutti 101. A tal proposito, il Ministero degli Esteri turco ha dichiarato che Ankara continuerà a rispondere a qualsiasi attacco perpetrato contro le proprie postazioni di monitoraggio in Siria. 

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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