Mali: attacco letale contro il villaggio di Ogossagou

Pubblicato il 15 febbraio 2020 alle 9:09 in Africa Mali

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Almeno 30 persone sono morte o disperse, dopo un attacco contro il villaggio di Ogossagou, in Mali. 

Il governo ha riferito che la mattina del 15 febbraio, alcuni uomini armati hanno bruciato case e saccheggiato bestiame nel villaggio di Ogossagou, dove vivono i pastori Fulani della regione centrale di Mopti. Non è chiaro chi abbia effettuato l’attacco. All’inizio, sembrava che le vittime fossero circa 20. Hamadou Dicko, di un’associazione dell’etnia Fulani, aveva subito riferito che il bilancio delle vittime arrivava almeno a 22. “Sono venuti e hanno sparato a tutto ciò che si muoveva”, ha dichiarato.

Moulaye Guindo, sindaco della vicina città di Bankass, e un altro funzionario locale, che è voluto rimanere anonimo, hanno riferito che Ogossagou è stato attaccato meno di 24 ore dopo che le truppe dell’esercito nazionale, che erano state di stanza vicino al villaggio, avevano lasciato la loro base. Un portavoce militare ha affermato che i soldati erano stati schierati per rispondere all’attacco, ma ha rifiutato di commentare se avevano precedentemente lasciato la base. La missione delle Nazioni Unite in Mali ha comunicato di avere inviato una forza di reazione rapida al villaggio, dove ci sono numerosi feriti, e di aver fornito supporto aereo per prevenire nuovi attacchi.

In Mali, gli scontri etnici hanno causato, nel corso degli anni passati, la morte di migliaia di persone. Il conflitto principale coinvolge cacciatori di etnia Dogon e i mandriani di entia Fulani. I primi sono una popolazione africana che conta circa 240.000 individui e vive prevalentemente a Sud del fiume Niger. I Fulani, invece, sono un’etnia nomade dell’Africa occidentale, dedita alla pastorizia e al commercio. Sono diffusi dalla Mauritania al Camerun e contano complessivamente fra i 6 e i 19 milioni di persone. Le violenze e gli scontri tra le comunità etniche del Mali si sono intensificate nel 2019. Il 23 marzo 2019, circa 160 Fulani erano stati arsi vivi nelle loro case dopo che alcuni uomini dell’etnia Dogon avevano bruciato il villaggio di Ogossagou, nell’area centrale del Paese.

Nel mese di giugno, i Fulani hanno risposto con ripetuti attacchi contro i villaggi Dogon, provocando un numero elevato di vittime. Il 17 giugno, uomini armati hanno ucciso circa 41 civili dell’etnia Dogon, sparando contro i cittadini e bruciando le loro case in due villaggi centrali del Paese. Qualche giorno prima, il 10 giugno, circa 100 persone erano morte a seguito di un attacco contro il villaggio di Sobane-Kou, nell’area centrale del Mali, dove anche qui la popolazione fa parte principalmente dell’etnia Dogon. Per entrambi gli attacchi, si ritiene che i responsabili siano i pastori del gruppo Fulani, in conflitto con i Dogon da anni. La risposta di questi ultimi era poi sopraggiunta il 30 giugno, quando 23 persone erano state uccise e 300 erano risultate disperse in un duplice attacco a villaggi Fulani nelle regioni centrali.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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