L’economia marocchina alle prese con i prestiti non restituiti

Pubblicato il 15 febbraio 2020 alle 7:31 in Africa Marocco

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La Banca centrale del Marocco ha riferito che il numero di prestiti insoluti è raddoppiato nell’ultimo decennio, nonostante sia rimasta stabile, negli ultimi 5 anni, la crescita nel concederli. Il governatore della Banca Al Maghrib, Abdellatif Jouahri, ha dichiarato che, dal 2009, i prestiti non pagati rappresentano circa il 7,7% di quelli totali, costituendo in totale 70 miliardi di dirham, ovvero 7,3 miliardi di dollari.

Il processo di raccolta dei prestiti non restituiti in Marocco risulta particolarmente difficile perché manca al momento una legislazione vigente che regoli la materia. Jouahri ha riferito che le autorità hanno dovuto destinare circa 5,7 miliardi di dollari al sistema finanziario del Paese a causa della seguente crisi di prestito.

Ci sono 24 istituti bancari in Marocco, 5 dei quali sono banche cooperative che operano conformemente alla legge islamica. I dati ufficiali indicano che i prestiti bancari in Marocco sono aumentati del 10,9% nell’ultimo anno arrivando a 100 miliardi di dollari. Jouahri ha specificato che il livello dei prestiti concessi nel 2019 è stato il doppio rispetto a quello del 2014.

Ciò che i dati sembrano riflettere sono le difficoltà economiche delle famiglie marocchine che continuano a rappresentare un ostacolo per lo sviluppo del Paese nonostante le riforme introdotte dal governo per stimolare la crescita.

L’Alta Commissione marocchina per la pianificazione ha dichiarato, a gennaio, che le famiglie marocchine sono generalmente insoddisfatte delle condizioni economiche generali, del costo della vita e della qualità dei servizi pubblici. Diversi rapporti marocchini e stranieri denunciano altresì l’esistenza di forti disuguaglianze sociali, in particolare per i giovani.

Il re Mohammed VI ha nominato a dicembre 2019 una commissione incaricata di formulare un modello di sviluppo che riduca le disuguaglianze. I membri della commissione hanno incontrato diversi partiti politici e sindacati per raccogliere varie opinioni e suggerimenti sulla strategia da adottare e il modello dovrebbe essere annunciato a giugno.

Un rapporto redatto da Oxfam, lo scorso anno, ha classificato il Marocco tra i Paesi più socialmente divisi del Nordafrica. Circa 1,6 milioni di persone, su una popolazione di 35 milioni, soffrono di povertà estrema. Rabat prevede un tasso di crescita del 3,5% nel 2020, un aumento significativo rispetto al 2,7% del 2019. La Banca mondiale ha stimato che l’economia marocchina raggiungerà una crescita del 3,6% nel 2021 e del 3,8% l’anno successivo. Tuttavia, la forte siccità che si prevede interesserà il Nordafrica potrebbe avere ripercussioni significative su settori come l’agricoltura. Una crescita delle esportazioni potrà aiutare a raggiungere un relativo equilibrio.

Il tasso di disoccupazione del Marocco è sceso lo scorso anno al 9,2%, dal 9,5% del 2018. Le perdite di lavoro pesante nelle aree rurali del Paese sono state compensate dagli aumenti nelle città. Infatti, mentre nelle campagne sono stati persi circa 85.000 posti di lavoro nel 2019, le città ne hanno creati circa 250.000. Nell’arco dell’anno, circa un quarto delle persone di età compresa tra i 15 e i 24 anni è risultata disoccupata, con il 13,5% delle donne e il 15,7% dei neolaureati. Tuttavia, il lavoro informale abbonda in Marocco, rendendo difficile la raccolta di cifre affidabili sull’occupazione.

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Chiara Gentili

di Redazione

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