Venezuela denuncia USA alla Corte internazionale per crimini di lesa umanità

Pubblicato il 14 febbraio 2020 alle 9:31 in USA e Canada Venezuela

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Il ministro degli Esteri venezuelano, Jorge Arreaza, ha denunciato giovedì 13 dicembre dinanzi al Tribunale penale internazionale dell’Aia le misure imposte dal governo degli Stati Uniti contro la nazione sudamericana come crimini di lesa umanità. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri di Caracas.

Il capo della diplomazia venezuelana è arrivato nei Paesi Bassi per presentare una denuncia, a nome del popolo e del governo del Venezuela, per crimini contro l’umanità commessi dal 2014 a oggi dalle successive amministrazioni statunitensi.

Caracas ha comunicato che Arreaza era accompagnato dal vice ministro per le questioni multilaterali, Alexander Yánez, dal segretario esecutivo del Consiglio nazionale per i diritti umani, Larry Devoe, e dall’ambasciatore venezuelano presso l’organismo giudiziario internazionale, Haifa Aissami Madah.

Lunedì 10 febbraio, il presidente Nicolás Maduro ha annunciato che il governo venezuelano avrebbe denunciato l’amministrazione Trump presso tutte le istanze internazionali e ha affidato a Arreaza, così come alla vicepresidente, Delcy Rodríguez, e al procuratore generale, Reinaldo Muñoz, la preparazione e la presentazione delle denunce. “Cercheremo giustizia, basta con questa infame aggressione” – ha detto Maduro, sottolineando che le misure coercitive e unilaterali sono manovre criminali da parte di governi egemonici.

Il blocco economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti, cui il governo di Caracas attribuisce la crisi economica e il deficit di beni di consumo che attraversa il paese ormai da sei anni, ha un impatto negativo sulla vita dei venezuelani, con in particolar modo nei settori alimentare e sanitario. Per cui, spiega il governo chavista di Caracas, ci sono gli estremi per citare gli USA alla Corte dell’Aia.

Nel 2015, l’allora presidente USA Barack Obama aveva definito il Venezuela “una straordinaria minaccia alla sicurezza nazionale e alla politica estera degli Stati Uniti”. Successivamente, nel 2017, l’attuale presidente, Donald Trump, ha intensificato le sanzioni e congelato i beni di numerosi funzionari venezuelani, bloccando quelli della società statale Petróleos de Venezuela S. A. (PDVSA), principale fonte di introiti nelle casse dello stato venezuelano, e i conti intestati a persone ed enti legati al governo chavista nelle banche internazionali. Un anno dopo, l’amministrazione Trump ha applicato ulteriori sanzioni contro 20 società pubbliche e ha varato un blocco alle esportazioni di oro venezuelane. Nel 2019, i conti delle compagnie petrolifere legate alla PDVSA sono stati congelati.

Le sanzioni più recenti del governo degli Stati Uniti sono state varate il 7 febbraio scorso, quando il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha incluso 40 aeromobili del consorzio venezuelano di industrie aeronautiche e servizi aerei (Conviasa) nella lista nera dell’Ufficio del controllo delle attività estere. A giustificazione della misura, il governo degli Stati Uniti ha dichiarato che il presidente Maduro utilizza Conviasa per promuovere la propria agenda politica, compreso il trasferimento di funzionari in paesi come Corea del Nord, Cuba e Iran. Nel 2019 la stessa misura era stata applicata a 34 navi battenti bandiera venezuelana.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

 

di Redazione

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