La Corte europea dà ragione alla Spagna: potrà continuare a espellere i migranti da Ceuta e Melilla

Pubblicato il 14 febbraio 2020 alle 12:19 in Immigrazione Spagna

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) ha approvato all’unanimità le cosiddette “restituzioni a caldo” e ha revocato la condanna contro la Spagna emessa alcuni mesi fa da una delle sezioni della corte stessa.

La sentenza, notificata questo giovedì, 13 febbraio, riguarda le espulsioni di due immigrati sub-sahariani, un maliano e un ivoriano, che erano stati immediatamente consegnati alle autorità del  Marocco dopo aver saltato la recinzione di confine che separa l’enclave di Melilla dal paese nordafricano nell’agosto 2004.

La CEDU evidenzia che gli immigrati “si trovano in una situazione di illegalità” quando accedono a “luoghi non autorizzati” e “ricorrono alla forza” sfruttando un “effetto di massa”, poiché il muro di frontiera viene saltato da decine di persone nello stesso momento.

La sentenza aggiunge che i due sub-sahariani “hanno deciso di non utilizzare i mezzi legali esistenti” e di  accedere “irregolarmente” al territorio spagnolo. Pertanto, i magistrati ritengono che “l¡assenza di una decisione individualizzata” sul ritorno di ciascuno di essi possa essere attribuita al fatto che non hanno utilizzato i canali ufficiali e, pertanto, è una conseguenza “del loro comportamento”.

Per questo motivo, la Corte conclude che la Spagna non può essere considerata responsabile dell’assenza  di un canale legale a Melilla che consentirebbe loro di opporsi al loro ritorno in Marocco. Quello dell’assenza di canali legali per evitare di essere consegnati alla polizia di frontiera marocchina era uno degli argomenti centrali delle cause intentate contro la Spagna, che sostenevano rappresentasse una violazione del diritto a un’efficace protezione giudiziaria.

L’altro articolo presumibilmente violato dalla Spagna era quello che proibiva le espulsioni di massa di stranieri. Anche in questo caso la CEDU dà ragione a Madrid, che potrà quindi riprendere le “restituzioni a caldo”.

Inizialmente, la CEDU aveva condannato la Spagna a risarcire ogni persona colpita dal provvedimento contestato con 5.000 euro, considerando che aveva violato il divieto di espulsioni di massa. La decisione era stata impugnata da Madrid presso la Grande Camera della Corte, che ora abroga tale criterio.

Sebbene la sentenza si concentri su due singoli casi, i criteri generali stabiliti dalla Grande Camera riguardano casi simili a Ceuta e Melilla. La chiave della decisione è che i 17 magistrati ritengono che gli immigrati abbiano avuto la possibilità di “un accesso legale al territorio spagnolo” con diversi mezzi, il principale dei quali era il punto di confine di Beni Enzar. A ciò sono state aggiunte altre possibili vie legali: “I querelanti avevano anche accesso alle ambasciate e ai consolati spagnoli, in cui secondo la legge chiunque può presentare una petizione per protezione internazionale”. Quella “reale” possibilità di presentare una richiesta in Spagna con mezzi legali è ciò che induce la Grande Camera a dare ragione al ricorso presentato dalla Spagna.

L’unico punto su cui la CEDU dà torto alla Spagna è sull’interpretazione delle “restituzioni a caldo” che Madrid non considera espulsioni. I magistrati ritengono che tale procedimento debba essere considerato una “espulsione”, nonostante la Spagna sostenga che i migranti in questione non siano mai entrati legalmente nel paese. La Grande Camera ritiene inoltre che si possa parlare di espulsione “di massa” anche se i casi presentati sono due. Tuttavia, tali espulsioni sono legali poiché i migranti hanno un’alternativa legale e non la utilizzano.

La decisione avrà presto conseguenze nella legislazione spagnola. La Corte costituzionale stava aspettando la decisione di Strasburgo di decidere sulla costituzionalità delle “restituzioni a caldo”.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.