El Salvador: Corte costituzionale impone a Bukele di non utilizzare l’esercito contro i parlamentari

Pubblicato il 14 febbraio 2020 alle 6:30 in America Latina America centrale e Caraibi

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Il presidente salvadoregno, Nayib Bukele, ha ammesso parzialmente il suo errore accettando l’indicazione della Corte costituzionale che gli ha chiesto di “astenersi dall’utilizzare le forze armate per attività contrarie a scopi costituzionali”. Anche se ha affermato che la decisione della Corte potrebbe ostacolare il lavoro del suo governo, il comunicato del presidente “in ottemperanza all’ordine della Corte” pubblicato lunedì 11 febbraio, abbassa la tensione nel Paese dopo le scene del giorno precedente, quando decine di soldati hanno preso d’assalto l’Assemblea, dominata dalle opposizioni di destra e di sinistra.

“Sebbene non condividiamo ciò che è stato risolto dalla Corte costituzionale, ci atterremo” – ha affermato la nota in cui Bukele difende l’idea che l’esecutivo “ha dimostrato, in ogni momento, di essere rispettoso del principio di separazione dei poteri”.

Tuttavia, il gesto aggressivo ordinato dal presidente ha provocato dure proteste da parte dell’opposizione che lo ha definito “auto-golpe” e da parte della comunità internazionale. La Commissione per i diritti delle Nazioni Unite, il Dipartimento degli Stati Uniti e le ambasciate di Regno Unito, Canada e Unione Europea nel paese centroamericano hanno criticato la presenza delle forze armate al Congresso e paragonato le immagini con quelle della dittatura militare.

Secondo il sacerdote José Luis Tojeira, rettore dell’Università Centro-Americana (UCA), la situazione attuale è colpa di una “Assemblea screditata che legifera a favore di pochissimi” e  di “un modello di democrazia che richiede riforme urgenti” – spiega all’edizione americana del quotidiano spagnolo El País. “Il sistema giudiziario funziona male e lentamente. C’è povertà e disuguaglianza e l’Assemblea legislativa dimentica i diritti della maggioranza. Ciò ha generato l’elezione di una persona i cui tratti caratteristici sono populismo e inesperienza politica. Questa inesperienza lo ha portato a commettere questo tipo di errori entrando con i soldati armati in parlamento, con grave danno di tutte le istituzioni di El Salvador”.

Lo scontro con i deputati è scoppiato venerdì 7 febbraio, quando il presidente ha chiesto che l’Assemblea nazionale si riunisse domenica per approvare l’erogazione dei fondi di un finanziamento della Banca centrale americana per l’integrazione economica (CABEI) , che verrà utilizzato per equipaggiare la polizia e l’esercito nel quadro del piano di Bukele per affrontare la violenza in un paese che, assieme al vicino Honduras, domina le classifiche mondiali di tasso di violenza e numero di omicidi per abitante. Tra le attrezzature da acquistare sono previsti elicotteri, blindati e anche una nave del valore di 26 milioni di dollari.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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