Cosa aspettarsi dalla Conferenza sulla sicurezza di Monaco

Pubblicato il 14 febbraio 2020 alle 16:05 in Europa Germania

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Sono almeno 35 i capi di Stato giunti a Monaco, in Germania, per partecipare alla 56esima Conferenza sulla Sicurezza, dove si discuterà delle principali sfide geopolitiche.

L’evento, che ha avuto inizio venerdì 14 febbraio e si concluderà domenica 16, sarà l’occasione per passare in rassegna i principali temi di sicurezza e politica internazionale, come i conflitti in Libia e Yemen, le tensioni in Medio Oriente e la crisi che ha coinvolto l’India e il Kashmir.

Tra i partecipanti spiccano figure come il segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, il presidente della Francia, Emmanuel Macron, il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, il capo di Stato ucraino, Volodymyr Zelensky, e i ministri degli Esteri di Russia, Sergey Lavrov, Iran, Mohammad Javad Zarif, e India, Subrahmanyam Jaishankar.

Il filo conduttore della Conferenza sulla Sicurezza di quest’anno è il distacco del contesto securitario globale dal mondo occidentale, il che riflette il crescente scisma sul futuro delle relazioni transatlantiche e le spaccature a livello europeo in materia di sicurezza comune, insieme alla crescita dei fenomeni nazionalisti e antiliberali.

È quanto emerge dal Munich Security Report, pubblicato in vista della Conferenza, il quale sostiene che la rilevanza dell’Occidente sia stata messa in dubbio sempre più spesso nell’ultimo periodo e, per tale ragione, invita i partecipanti a ragionare su come possa cambiare il quadro securitario globale in caso di minore influenza dei Paesi occidentali.

Con tali premesse, il National ha rivelato alcuni dei principali interrogativi che saranno indirizzati ai partecipanti della Conferenza.

Il ministro della Difesa della Turchia, Hulusi Akar, verrà coinvolto nelle discussioni sulle dimostrazioni di potere di Ankara avanzate in Siria e in Libia, ma sarà anche ascoltato in merito alle relazioni tra Turchia e Unione Europea e al legame con l’iniziativa della Nuova Via della Seta avviata dalla Cina.

Anche al segretario della Difesa degli Stati Uniti, Mark Esper, verranno rivolte domande, soprattutto in merito alla decisione del capo della Casa Bianca, Donald Trump, di assassinare il generale iraniano Qassem Soleimani, morto lo scorso 3 gennaio a causa di un raid statunitense.

In agenda, secondo quanto rivelato dal National, anche un confronto con il presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, il quale giunge a Monaco in seguito all’annuncio dei progressi nel negoziato tra talebani e Stati Uniti. In tale contesto, Ghani si esprimerà in merito al futuro del Paese in seguito alla ritirata delle truppe estere.

Grande attesa anche per le dichiarazioni del ministro degli Esteri dell’Iraq, Mohamed Ali Al Hakim, il quale avrà modo di chiarire la situazione nel Paese in seguito all’ondata di proteste contro il sistema e la classe politica al potere e contro l’influenza dell’Iran e degli Stati Uniti che ha avuto inizio il 1° ottobre 2019. In aggiunta, tra i temi sui quali Hakim si esprimerà vi sono anche le uccisioni di Soleimani e del generale delle milizie irachene filo iraniane, Abu Mahdi al-Muhandis, e la decisione del Parlamento di Baghdad di espellere le truppe straniere dal proprio territorio.

L’instabilità delle relazioni con il Pakistan, le proteste contro la legge sulla cittadinanza, l’escalation di tensione con Islamabad in merito al Kashmir, insieme alla strategia indopacifica e al ruolo dell’India in Asia saranno invece oggetto di spiegazione da parte del ministro degli Affari Esteri indiano, Subrahmanyam Jaishankar.

Tra gli interventi più attesi vi è anche quello del ministro degli Esteri della Russia, il quale chiarirà la posizione di Mosca in merito al suo rapporto con la Turchia in Siria, ma anche sulle sanzioni imposte alla Russia e alla possibilità dell’avvio di una nuova fase di relazioni con l’Europa.

La Germania, la quale ospita per il 56esimo anno la Conferenza internazionale, sarà rappresentata dai ministri degli Esteri, Heiko Maas, e della Difesa, Annegret Kramp-Karrenbauer, i quali evidenzieranno il peso della Germania nel processo decisionale dell’UE e discuteranno della Difesa europea, della crescita dell’assertività dell’UE e delle relazioni con gli Stati Uniti, la Russia e la Cina.

Il futuro dell’UE, il contrasto alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti e il ruolo della Francia nell’Africa e soprattutto nel Sahel saranno invece alcuni dei temi affrontati dal capo dell’Eliseo, anch’egli tra le figure più attese della prossima Conferenza di Monaco.

Un ulteriore importante contributo sarà portato dal ministro degli Affari Esteri della Cina, Wang Yi, il quale affronterà il tema delle tensioni con Taiwan, le proteste ad Hong Kong, la guerra commerciale con gli Stati Uniti, il Mar Cinese Meridionale, la disputa con gli uiguri, gli investimenti in Africa e, non da ultimo, l’epidemia del coronavirus.

Quest’ultimo tema, in particolare, sarà anche al centro dell’intervento del direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, il quale farà un punto sull’epidemia in corso e sui suoi effetti.

Numerosi gli interrogativi che potranno essere indirizzati anche al ministro degli Esteri iraniano, il quale giunge alla Conferenza di Monaco in un clima di tensioni sul nucleare e sul futuro del Paese.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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