Balcani: un nuovo accordo tra Kosovo e Serbia

Pubblicato il 14 febbraio 2020 alle 19:09 in Kosovo Serbia

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Il Kosovo e la Serbia, con la mediazione degli Stati Uniti, hanno deciso di ripristinare il collegamento autostradale e ferroviario tra i due Paesi.

È quanto stabilito, venerdì 14 febbraio, nel corso di un summit che si è tenuto ai margini della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco e che visto come partecipanti le delegazioni dei due Paesi e il mediatore chiave, cioè gli Stati Uniti, nella persona dell’Inviato speciale della Casa Bianca per la normalizzazione dei rapporti tra il Kosovo e la Serbia, Richard Grenell.

Per quanto riguarda la delegazione del Kosovo, questa era composta dal presidente, Hashim Thaci, e il responsabile del Dipartimento rete stradale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Rame Qupeva. La Serbia, invece, era rappresentata dal capo di Stato, Aleksandar Vucic, e dal Direttore dell’Ufficio per il Kosovo e la Metochia, Marko Djuric. All’incontro, inoltre, era presente l’ambasciatore degli Stati Uniti in Kosovo, Philip Kosnett.

A Monaco, rivela il Pristina Insight, le due delegazioni hanno firmato due lettere d’intenti, entrambe a segnale della volontà dei due Paesi in merito al ripristino dei collegamenti tra Belgrado e Pristina e con la regione nel suo complesso.

La prima lettera d’intenti riguarda la rete autostradale, mentre la seconda la rete ferroviaria.

Al termine della cerimonia organizzata per la firma, Thaci ha ringraziato Grenell per aver reso possibile il raggiungimento di una simile intesa che, secondo le parole del capo di Stato kosovaro, rappresenta “il messaggio migliore per la regione in materia di pace, sviluppo economico, progresso e occupazione”.

Successivamente, Thaci ha ringraziato anche il capo della Casa Bianca, Donald Trump, per i suoi sforzi nel facilitare il raggiungimento di una intesa definitiva tra il Kosovo e la Serbia. Nello specifico, il presidente di Pristina ha dichiarato che il Kosovo crede nella leadership di Trump e nella sua amministrazione, entrambi al lavoro per la normalizzazione delle relazioni tra i due Paesi balcanici.

Anche Vucic ha rivolto i propri ringraziamenti a Trump, ribadendo come le lettere d’interesse creeranno un futuro migliore nella regione e garantiranno un clima di pace per i prossimi decenni.

Nel frattempo, l’Ambasciata degli Stati Uniti in Germania, al cui capo vi è Grenell, ha definito “storico” il raggiungimento di tale intesa, la quale giunge 25 giorni dopo la firma dell’accordo sul ripristino del collegamento aereo tra il Kosovo e la Serbia.

Tale intesa era stata firmata, lunedì 20 gennaio, a Berlino, nella sede dell’ambasciata degli Stati Uniti, i quali anche in tale occasione avevano fatto da mediatori per il miglioramento dei rapporti economici tra i due Paesi.

Kosovo e Serbia non hanno avuto collegamenti aerei commerciali per circa 21 anni. Al momento, per il trasporto delle merci da un Paese all’altro, via terra, occorrono, secondo quanto riportato dall’agenzia stampa kosovara, RTK, circa 5 ore. Con il nuovo accordo sul ripristino dei voli, serveranno invece circa 25 minuti.

Le relazioni tra il Kosovo e la Serbia sono in stallo da oltre un anno, ovvero da dopo che il Kosovo aveva imposto dazi sui beni importati dalla Serbia in virtù dell’ostruzionismo portato avanti da Belgrado in merito al possibile ingresso di Pristina nell’Interpol.

Nello specifico, la decisione di Pristina di imporre tariffe del 100% sui beni importati dalla Serbia era arrivata mercoledì 21 novembre 2018, ovvero il giorno dopo la votazione sull’ingresso del Kosovo nell’Interpol, tenutasi durante l’Assemblea Generale dell’organizzazione a Dubai. In seguito al risultato, Haradinaj aveva espresso la sua profonda delusione e aveva accusato la Serbia di aver combattuto una feroce campagna contro l’adesione di Pristina all’Interpol. Il 17 ottobre 2019, il primo ministro uscente del Kosovo, Ramush Haradinaj ha ritirato la domanda in merito all’ammissione di Pristina nell’Interpol.

La Serbia, inoltre, è stata più volte accusata dal Kosovo di condurre una campagna per convincere altri Paesi a ritirare il riconoscimento dell’indipendenza di Pristina, in cambio dell’esenzione del visto per la Serbia. Da parte sua, la Serbia ha negato le accuse, dichiarando che tale gesto era soltanto una dimostrazione di amicizia. 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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