Tunisia: le sfide sociali da affrontare

Pubblicato il 13 febbraio 2020 alle 11:57 in Africa Tunisia

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Il futuro governo tunisino si troverà di fronte a diverse sfide economiche e sociali da affrontare, dalle conseguenze dirette per la vita dei cittadini. Tra le principali, disoccupazione, sanità ed istruzione.

A parlarne, è il quotidiano arabo al-Araby al-Jadeed, il quale ha affermato che il primo ministro designato, Elyes Fakhfakh, incaricato il 21 gennaio di proporre un esecutivo per la Tunisia, se riuscirà ad ottenere la fiducia del Parlamento, avrà davanti a sé diversi ostacoli da superare, frutto di una crisi che è andata via via peggiorando nel corso degli ultimi anni. Anche l’ex premier, e primo ministro del governo ad interim, Youssef Chahed, ha ribadito la necessità di formare un nuovo governo nel minor tempo possibile, affinchè i diversi Ministeri possano cominciare a lavorare per sanare le problematiche economiche e sociali in cui versa attualmente la Tunisia.

A tal proposito, il vicepresidente della commissione per gli affari sociali del Parlamento tunisino, Moncef Boughattas, ha dichiarato che le sfide che attendono il prossimo governo sono rilevanti. Tra queste, l’aumento del tasso di disoccupazione, la difficoltà di creare opportunità di lavoro, le problematiche finanziarie e logistiche riscontrate dagli ospedali, la riduzione dei fondi sociali, una crescita ed uno sviluppo lenti e la disparità sociale.

A livello sociale, inoltre, Boughattas ha messo in luce un alto tasso di povertà e analfabetismo, i problemi legati all’ambiente e all’istruzione e crescenti fenomeni legati a violenza e criminalità, in diverse forme. dimensione del crimine nelle sue varie forme. Non da ultimo, diversi settori hanno assistito ad un aumento dei livelli di tensione sociale, mentre episodi di scioperi e contestazioni continuano a colpire unità vitali per il Paese.

Di fronte a tale scenario, secondo Boughattas, il nuovo esecutivo tunisino dovrà essere in grado di mettere in atto delle riforme adeguate ed efficaci, riguardanti altresì le reti di sicurezza sociale, la sanità e l’istruzione. Tali riforme, tuttavia, dovranno ottenere un ampio consenso a livello parlamentare, così da andare realmente incontro alle esigenze della popolazione tunisina.

La disoccupazione “decennale” in Tunisia è una delle maggiori questioni affrontate dai governi succedutisi nel corso degli anni, che, tuttavia, non sono stati in grado di trovare soluzioni strutturali adeguate, a tal punto da alimentare anno dopo anno la rabbia della popolazione. Secondo le ultime statistiche ufficiali, il tasso di disoccupazione in Tunisia è superiore al 15%, con un numero di disoccupati che supera le 630.000 persone in grado di lavorare. Il tasso di disoccupazione per i tunisini con diploma di istruzione superiore sale a oltre il 28%, portando il numero di laureati disoccupati a oltre 263.000 persone.

La povertà è un’altra sfida per il futuro governo tunisino. Secondo le stime del Ministero degli Affari Sociali, il tasso di povertà è pari al 15,2%, e la percentuale legata al fenomeno della povertà tra i bambini è del 24%. Inoltre, stando ai dati dell’Istituto nazionale di statistica, il numero di tunisini al di sotto della soglia di povertà ammonta a un milione e 700mila tunisini, su una popolazione pari a circa 11 milioni di persone. La Banca mondiale stima la percentuale di tunisini classificati nella fascia di povertà estrema al 3,5 %, pari a più di 700 mila poveri.

In tale quadro, i fondi sociali sono “sull’orlo della bancarotta” a causa della debolezza delle loro risorse e dei debiti crescenti. Il direttore generale del Fondo nazionale per l’assicurazione malattia, Bashir Al-Irmani, ha affermato che il debito dovuto dal fondo agli ospedali pubblici è pari a 400 milioni di dinari, ovvero circa 140 milioni di dollari.

Altra questione problematica è legata al declino del sistema sanitario tunisino, alla luce della crisi finanziaria vissuta da ospedali e istituzioni sanitarie pubbliche, a seguito dell’accumulo di debiti e della riduzione dei fondi destinati a tale settore. Non da ultimo, è stata registrata una grave carenza di attrezzature mediche, medicinali, specialisti e paramedici. Rilevante altresì il numero di “errori medici” commessi, sebbene non sia disponibile una cifra esatta.

Il quadro sociale tunisino vede poi un aumento del tasso di abbandono scolastico, pari a più di 100mila studenti all’anno, ovvero una media di 280 studenti al giorno. Il Ministro dell’istruzione ha rivelato che il numero di abbandoni ha superato i 526.000 negli ultimi cinque anni. In tal modo, aumenta altresì il rischio che i giovani tunisini rivolgano lo sguardo verso violenza e delinquenza, entrando a far parte del mondo della criminalità.

Sono più di tre mesi che la Tunisia attende un nuovo esecutivo. Il governo uscente ha già attuato tagli per ridurre il deficit pubblico, ma il Fondo Monetario Internazionale e altri istituti di credito stranieri hanno più volte richiesto ulteriori riforme fiscali. Al contempo, i cittadini tunisini hanno mostrato il proprio malcontento verso i servizi pubblici del Paese, considerati peggiori rispetto al periodo pre-rivoluzione del 2011. Ciò ha portato la popolazione ad avere sempre meno fiducia nei confronti delle istituzioni e della classe politica al potere.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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