Stati Uniti: “La Russia vuole dividere i Balcani”

Pubblicato il 13 febbraio 2020 alle 10:33 in Balcani USA e Canada

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L’Inviato Speciale della Casa Bianca per i Balcani Occidentali, Matthew Palmer, ha avvertito i Paesi balcanici dell’intenzione della Russia di dividere la regione, nel tentativo di ostacolarne l’integrazione con l’Occidente.

È quanto rivelato, mercoledì 12 febbraio, da EurActiv, il quale ha altresì specificato che le accuse di Palmer erano giunte il giorno precedente, poco dopo la sua visita in Bulgaria, dove Palmer aveva avuto modo di rafforzare la collaborazione strategica tra Washington e Sofia.

Nello specifico, il sito di informazione rivela che Washington di frequente indirizza le proprie accuse in merito all’interferenza nella regione contro la Russia, la quale, a detta di Palmer, preferisce che i Balcani occidentali siano divisi e sospettosi, teatro di caos.

A ciò, ha sottolineato Palmer, è da aggiungere l’attività portata avanti nella regione dagli agenti dei servizi segreti russi, come dimostrato con il tentato colpo di Stato in Montenegro del 2016.

In tale contesto, l’Inviato Speciale degli Stati Uniti ha dichiarato di sperare che il Consiglio europeo decida già il prossimo marzo di dare il via ai negoziati di adesione per la Macedonia del Nord e l’Albania, i quali avevano subito una battura di arresto lo scorso 18 ottobre.

In tale occasione, il presidente francese, Emmanuel Macron, aveva bloccato l’allargamento dell’Unione Europea sia a Tirana sia a Skopje. Nello specifico, l’ingresso della Macedonia del Nord era stato votato positivamente da tutti gli Stati membri dell’UE, eccetto che della Francia, mentre l’ingresso dell’Albania era stato ostacolato da Francia, Danimarca e Paesi Bassi. Da parte sua, Parigi aveva dichiarato di ritenere che l’Europa stia già affrontando troppe sfide per consentire l’ingresso di due ulteriori Paesi dei Balcani, una regione ancora in via di recupero dopo le guerre degli anni Novanta e che ancora oggi combatte contro il crimine e la corruzione.

In questo momento, però, l’apertura dei negoziati di adesione per i due Paesi balcanici assume per l’Europa particolare valore dal momento che, secondo quanto sottolineato dal New York Times, vi è una diffusa preoccupazione in merito al possibile avvicinamento dei Paesi balcanici alla Russia e alla Cina, le quali potrebbero riempire il vuoto lasciato dall’Europa. Il blocco comunitario, però, è al momento già abbastanza esposto e sotto pressione a causa dell’uscita del Regno Unito, motivo per il quale può voler evitare di attirare ulteriori fonti di preoccupazione.

In vista del prossimo Consiglio europeo, nella cui agenda probabilmente verrà inserita la discussione sull’apertura dei negoziati di adesione per i Paesi balcanici, la Commissione europea ha presentato la sua proposta di modifica del processo di ingresso di altri Stati all’interno dell’Unione Europea.

I punti principali della proposta dell’UE sulla revisione del processo di allargamento sono quattro: credibilità, guida politica; dinamicità; prevedibilità. Per quanto riguarda il primo, Bruxelles propone di porre un accento maggiore sulle riforme fondamentali, ad esempio sullo stato di diritto. Passando al secondo punto, la proposta è di incrementare le occasioni di dialogo tra i vertici politici. In materia di dinamicità, la Commissione propone di raggruppare i capitoli dei negoziati di adesione in 6 aree, negoziabili contemporaneamente, ovvero le basi fondamentali; il mercato interno; la competitività e la crescita inclusiva; l’agenda ambientale e la connettività sostenibile; le risorse; l’agricoltura e la coesione; le relazioni esterne. Infine, affinché il processo sia più predittivo, la Commissione ha proposto di esprimere con maggiore chiarezza le conseguenze del raggiungimento e del mancato raggiungimento degli obiettivi delle riforme.

Tale proposta è stata ben accolta sia dai Paesi della regione, i quali ritengono di essere ora agevolati, sia dagli Stati membri dell’UE, i quali hanno apprezzato il maggiore peso della loro opinione in merito al perseguimento degli obiettivi da parte dei Paesi candidati.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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