Somalia e Somaliland: primo incontro tra i rispettivi presidenti

Pubblicato il 13 febbraio 2020 alle 18:37 in Africa Somalia

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Il presidente della Somalia, Mohamed Abdullahi Farmajo, e il suo omologo della regione semiautonoma di Somaliland, Muse Bihi Abdi, si sono incontrati ad Addis Abeba, in Etiopia, per la prima volta dal 2017, quando entrambi hanno assunto la loro carica. Il meeting è stato confermato, mercoledì 12 febbraio, con un tweet del portavoce della presidenza somala, Abdinur Mohamed. Le discussioni tra i due presidenti e le rispettive delegazioni si sono svolte nell’ambito del 33esimo summit annuale dell’organizzazione dell’Unione Africana.

“Ci sono stati colloqui a porte chiuse e nessun comunicato è stato rilasciato. È stato un incontro per rompere il ghiaccio”, ha riferito il portavoce. Nel frattempo, secondo quanto reso noto da Africanews, anche il Ministero degli Esteri di Hargeisa, capitale amministrativa dello Stato del Somaliland, ha confermato l’incontro. In una sua dichiarazione, si specifica che il presidente Abdi si sarebbe recato in Etiopia per ottenere il riconoscimento dell’Unione Africana. Il governo del Somaliland ha altresì informato di incontri tenuti dalla propria delegazione con vari leader africani.

Il Somaliland si è separato dalla Somalia nel maggio 1991, proclamando la propria indipendenza. Ciononostante, non ha mai ottenuto il riconoscimento della comunità internazionale pur disponendo di un governo indipendente, di una propria moneta e di un sistema di sicurezza. Una disputa con la regione nord-orientale di Puntland è iniziata nel 1998, quando questo si è proclamato Stato autonomo e ha iniziato a rivendicare la sua sovranità sui territori al confine con il Somaliland. Il Puntland rivendica le aree di Sool, Sanaag e Ayn (Khatumo-SSC), in virtù del legame con la popolazione tribale del luogo. Da parte sua, il Somaliland considera quei territori come propri, in quanto parte dei confini originari del protettorato britannico della Somalia. Le violenze si sono intensificate nel 2010, durante le elezioni presidenziali in Somaliland, e nel 2016, in seguito alla cattura di un importante membro dell’amministrazione di Puntland, Mohamed Farah Adan. La situazione si è ulteriormente aggravata il 24 maggio 2018, quando uno scontro tra gli eserciti delle due regioni ha provocato la morte di circa 40 soldati. Il vicepresidente del Puntland, Abdihakim Abdullahi, ha riferito di voler continuare a combattere fino a quando non libererà la città di Las Anod, ritenuta illegalmente occupata dalla Somaliland.

Mogadiscio ritiene che il Somaliland sia parte del proprio territorio. Diversi round di colloqui su una possible riunificazione sono sempre falliti. I funzionari somali accusano la controparte di non voler collaborare e di non mostrare alcuna serietà durante le trattative. I rappresentanti del Somaliland, invece, rifiutano le critiche rivolte contro di loro e sostengono che la propria sovranità non sia negoziabile.

Da quando Abiy Ahmed è diventato primo ministro dell’Etiopia, nell’aprile 2018, ha lavorato a lungo per cercare di distendere le relazioni nel Corno d’Africa e risolvere i vecchi dissidi. Etiopia ed Eritrea, ad esempio, in guerra dal maggio 1998, hanno riallacciato i rapporti a partire dal 9 luglio, data della firma di una dichiarazione congiunta di pace ed amicizia da parte di Abiy e Afwerki, ad Asmara. Successivamente, il 16 settembre, i due leader si sono incontrati nuovamente a Gedda, in Arabia Saudita, per firmare il secondo accordo di pace, alla presenza del sovrano saudita, re Salman, del principe ereditario, Mohammed bin Salman, e del segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres.

Il 27 gennaio, Eritrea, Somalia ed Etiopia si sono incontrate ad Asmare per un summit tripartito in cui hanno definito un piano d’azione comune per il 2020.  Le tre nazioni hanno soprattutto riaffermato il loro impegno a tenere fede alle condizioni previste dal trattato di pace del 2018 tra Etiopia ed Eritrea e hanno stabilito di consolidare ed espandere le loro relazioni nel Corno d’Africa. In particolare, i tre punti principali fissati dal piano d’azione comune per il 2020 includono: 1) il consolidamento della pace, della stabilità e della sicurezza; 2) la promozione dello sviluppo sociale ed economico; 3) l’ampliamento degli sforzi per rafforzare l’effettiva cooperazione regionale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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