Le Filippine stracciano l’accordo militare con gli USA: Trump “indifferente”

Pubblicato il 13 febbraio 2020 alle 17:25 in Filippine USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato, mercoledì 12 febbraio, di provare indifferenza in merito alla decisione del presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, di annullare l’accordo militare firmato 20 anni fa con gli Stati Uniti. La posizione del leader della Casa Bianca stona con quella del suo Segretario alla Difesa, Mark Esper, il quale si era detto sconcertato per l’inaspettato annuncio. La decisione di stracciare lo storico Visiting Forces Agreement (VFA) è stata presa martedì 11 febbraio e l’ambasciata americana a Manila, subito dopo la notizia, ha commentato affermando che si tratta “di un passo importante che avrà significative implicazioni”.

A scatenare l’indignazione del presidente Duterte, tanto da spingerlo a una simile scelta, è stata la revoca del visto americano, e il conseguente divieto di ingresso nel Paese, all’ex capo della polizia, ora senatore delle Filippine, Ronaldo Dela Rosa. Quest’ultimo ha affermato che l’ambasciata degli Stati Uniti a Manila non ha fornito spiegazioni sui motivi dell’annullamento, ma molto probabilmente la ragione riguarda le accuse di omicidi extragiudiziali che sarebbero stati commessi durante il suo mandato, durato oltre due anni, come capo della polizia. “Se non correggono l’errore chiuderò le basi e metterò fine al Visiting Forces Agreement”, aveva riferito Duterte in un discorso, il 23 gennaio. “Sto dando al governo e al governo americano un mese”, aveva aggiunto. Il presidente filippino considera Dela Rosa un suo braccio destro, nonché una figura di primo piano nella complicata lotta al traffico di droga.

La decisione di Duterte di recidere l’accordo avrà effetto entro 180 giorni. I funzionari americani sperano che la scelta venga ritardata o annullata. D’altro canto, il presidente Trump non si mostrato preoccupato della mossa di Manila. “Non mi interessa affatto se hanno deciso così, risparmieremo un sacco di soldi”, ha detto Trump ai giornalisti che gli hanno chiesto della decisione di Duterte e dell’eventualità di fare qualcosa per fargli riconsiderare la scelta. “Le mie opinioni sono diverse da quelle degli altri”, ha specificato il presidente alla Casa Bianca.

Trump ha spesso espresso il desiderio di riportare a casa le forze militari statunitensi impegnate nei contingenti all’estero e ha più volte utilizzato le maniere forti per costringere alcuni alleati a pagare di più per ottenere in cambio il diritto a ricevere difesa da parte degli Stati Uniti. Il presidente ha poi sottolineato che Washington ha fornito un grande supporto alle Filippine nella lotta contro i militanti dello Stato Islamico. Ha detto di avere “un ottimo rapporto” con Duterte e ha aggiunto: “Vedremo cosa succede”.

La decisione del presidente filippino potrebbe complicare gli interessi militari statunitensi nella regione asiatica e del Pacifico, già minacciati dalle ambizioni della Cina. Alcuni senatori filippini hanno rapidamente cercato di bloccare la mossa, sostenendo che Duterte non possiede il diritto di annullare unilateralmente i trattati internazionali ratificati dal Senato filippino. Il VFA è un elemento importante dell’alleanza generale USA-Filippine e stabilisce regole fondamentali per i soldati statunitensi che operano sul territorio. Washington ha definito la relazione con Manila “a prova di bomba”, nonostante le lamentele di Duterte che includono accuse di ipocrisia e minacce statunitensi.

Il Segretario americano alla Difesa, Esper, aveva detto ai giornalisti martedì 11 febbraio: “Centottanta giorni. Dobbiamo lavorarci su, faremo un respiro profondo e lo faremo un giorno alla volta. Abbiamo un problema che dobbiamo superare”.

Alcuni legislatori filippini temono che senza il VFA, altri due patti, di fondamentale importanza nella lunga alleanza tra Washington e Manila, diventerebbero irrilevanti, ovvero l’Accordo di cooperazione per la Difesa avanzata del 2014, stipulato sotto l’amministrazione Obama, e il Trattato di Mutua Difesa del 1951. I sostenitori dell’alleanza affermano di aver contribuito a scoraggiare la militarizzazione di Pechino nel Mar Cinese Meridionale e sostengono che 1,3 miliardi di dollari di assistenza alla difesa forniti dagli Stati Uniti, a partire dal 1998, sono stati fondamentali per rafforzare le capacità delle forze filippine, dotate di risorse insufficienti.

Il VFA è stato firmato nel 1998 e definisce lo status legale di migliaia di truppe statunitensi che erano state inviate nel Paese asiatico per effettuare esercitazioni militari e operazioni di assistenza umanitaria. 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.