Italia: fermato sospetto jihadista legato all’ISIS

Pubblicato il 13 febbraio 2020 alle 11:26 in Italia Tunisia

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Un cittadino della Tunisia di 25 anni è stato fermato in Italia e accusato di propaganda e addestramento jihadista, oltre che di aver avuto contatti via web con l’ISIS.

È quanto rivelato, mercoledì 13 febbraio, dalla Polizia di Stato italiana, ripresa da ANSA, la quale ha altresì rivelato di aver trovato sul cellulare del giovane tunisino istruzioni per la fabbricazione di armi ed esplosivi, lezioni e manuali sul combattimento e sulla fuga.  In aggiunta, le autorità hanno trovato immagini e video di attentati terroristici, di esecuzioni di “infedeli” e di predicatori che invocavano al jihad. Indagando sui profili social del giovane tunisino, inoltre, la polizia è riuscita a risalire ai contatti avuti con i gruppi simpatizzanti o affiliati all’ISIS.

In virtù di ciò, il giovane è stato accusato dalla procura di Bologna di addestramento di altri soggetti e di sé stesso e di attività, nazionali e internazionali, a scopo terroristico.

Il 25enne della Tunisia, difeso da Roberto Filocamo, è stato per mesi sotto osservazione della DIGOS e della polizia postale, le quali avevano perquisito il sospetto terrorista nello scorso giugno.

Spetterà ora alla corte decidere se confermare l’arresto del giovane tunisino che, secondo quanto ricostruito dalle autorità, per mesi ha progressivamente e sistematicamente scaricato e salvato materiale chiaramente finalizzato a compiere atti terroristici.

Tra il materiale trovato dalle autorità vi è anche un manuale contenente 200 consigli per realizzare bombe molotov, ordigni esplosivi, strumenti di autodifesa e fuga e per combattere e raggirare le autorità ed evitare l’arresto. In aggiunta, la polizia ha sottolineato il possesso da parte del giovane di testi inneggianti al martirio.

Il terrorismo, secondo quanto reso noto dall’agenzia europea di collaborazione delle autorità, la Europol, all’interno del suo ultimo report dei trend e della situazione europea in materia di terrorismo, continua a costituire una minaccia per la sicurezza della maggior parte degli Stati membri.

Per quanto riguarda l’Italia, Europol rivela che Roma ha arrestato 56 terroristi nel corso del 2018, di cui 4 sono stati accusati di inviare in Siria del denaro, ottenuto in parte con donazioni e in parte con i guadagni generati dal traffico di migranti. Nello specifico, parte del denaro rintracciato era destinato a un gruppo terroristico attivo in Siria e affiliato ad al-Qaeda. A destare preoccupazione in Italia, secondo quanto rivelato da Europol, vi è anche il rischio della radicalizzazione nelle carceri italiane, dove nell’arco del 2018 è stato registrato l’aumento del numero dei detenuti che sostengono lo Stato Islamico.

In aggiunta, secondo i dati diffusi dal Viminale, per quanto riguarda le espulsioni, dall’1 gennaio 2015 al 4 gennaio 2020 l’Italia ha espulso 462 sospetti terroristi, di cui 98 nel 2019. Nel 2018 le espulsioni erano state 126, 21 in più rispetto all’anno precedente, quando 105 sospetti terroristi erano stati espulsi dal Paese.

L’ultimo terrorista espulso dal Paese è stato un imam di origini marocchine, il quale viveva a Padova, dove predicava nel luogo di culto “Al Hikma”.

L’uomo, di 41 anni, era stato indagato dopo aver espresso commenti positivi nei confronti del califfato di Al Baghdadi e dei jihadisti in Siria. Parallelamente, l’uomo aveva diffuso sui suoi profili social video di propaganda jihadista.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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