Le condizioni di Trump per un accordo di pace con i talebani

Pubblicato il 12 febbraio 2020 alle 18:43 in Afghanistan USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dato la sua “approvazione condizionata” ad un accordo di pace con i talebani che potrebbe portare al ritiro delle truppe statunitensi dal Paese. Tra le condizioni: 7 giorni senza violenze. 

La notizia è stata riferita dal New York Times, che aggiunge che l’accordo “sarà firmato solo se i talebani dimostreranno il loro impegno per una riduzione duratura della violenza in un periodo di prova di circa 7 giorni”. Se tale condizione verrà rispettata, allora un accordo USA-talebani dovrebbe condurre a colloqui intra-afgani e al ritiro delle truppe statunitensi dal Paese. L’11 febbraio, il segretario di Stato USA, Mike Pompeo, ha chiamato il presidente, Ashraf Ghani, e il direttore generale del Paese, Abdullah Abdullah, informandoli dei “progressi” nei colloqui tra Washington e i talebani. “Oggi sono stato felice di ricevere una telefonata dal segretario statunitense, Mike Pompeo, che mi ha informato dei notevoli progressi compiuti nei colloqui di pace in corso con i talebani. Il segretario mi ha poi riferito della proposta dei talebani in merito alla riduzione significativa e duratura della violenza”, ha scritto Ghani su Twitter. Secondo una dichiarazione dell’ufficio di Abdullah, Pompeo ha parlato con il direttore e lo ha ringraziato per la sua continua cooperazione e sostegno agli sforzi di pace e ha sottolineato i progressi nei colloqui. 

Nel suo discorso sullo stato dell’Unione, tenuto il 4 febbraio, Trump ha promesso che avrebbe portato a casa le truppe statunitensi dall’Afghanistan, anche se non ha chiarito entro quando questo potrebbe accadere. “In Afghanistan, la determinazione e il valore dei nostri combattenti ci ha permesso di compiere enormi progressi e sono in corso colloqui di pace”, ha affermato il presidente. “Non sto cercando di uccidere centinaia di migliaia di persone in Afghanistan, molte delle quali assolutamente innocenti. Inoltre, non è una nostra funzione quella di servire altre nazioni come forze dell’ordine”, ha aggiunto. “In Afghanistan ci sono combattenti da guerra, i migliori al mondo, e vogliono combattere per vincere o non combattere affatto”, ha dichiarato Trump. “Stiamo lavorando per porre fine alla guerra più lunga d’America e riportare le nostre truppe a casa!”, ha poi concluso il presidente. 

Uno dei più recenti round di negoziati tra gli Stati Uniti e i talebani, svoltosi a Doha,in Qatar, era iniziato il 7 dicembre 2019 e mirava a negoziare un ritiro delle forze armate USA, in cambio della fine degli assalti e di una serie di assicurazioni da parte dei militanti islamisti. Nonostante i rappresentanti USA e i media afghani riferissero di progressi diplomatici consistenti, le violenze nel Paese continuavano ad essere all’ordine del giorno. Infine, i colloqui sono stati sospesi a seguito dell’attacco dell’11 dicembre 2019 contro una struttura medica, nei pressi della base militare degli Stati Uniti a Bagram. Due civili sono morti ed altri 73 sono stati feriti nell’assalto. Inoltre, il 23 dicembre 2019, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti aveva comunicato una nuova vittima delle forze speciali statunitensi, uccisa in Afghanistan

A partire dal 20 gennaio 2020, è iniziato un altro round di colloqui tra il rappresentante speciale USA in Afghanistan, Zalmay Khalilzad, e il capo negoziatore dei talebani, il Mullah Abdul Ghani Baradar. Tuttavia, il 24 gennaio, i talebani hanno espresso frustrazione per quelle che hanno descritto come ulteriori richieste statunitensi nei colloqui di pace, anche dopo che il gruppo aveva offerto una “riduzione della violenza”. Tuttavia, i militanti islamisti afghani non hanno specificato quali fossero le nuove richieste di Washington. Infine, l’8 febbraio, 2 soldati statunitensi sono stati uccisi e altri 6 sono rimasti feriti quando un aggressore, che indossava un’uniforme dell’esercito afgano, ha aperto il fuoco contro di loro con una mitragliatrice. Nessuna rivendicazione da parte dei talebani è stata resa nota. Tuttavia, i militanti islamisti afghani hanno già potuto contare sulla collaborazione con alcuni elementi all’interno delle forze armate afghane. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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