Lavrov: Brexit rafforzerà la UE

Pubblicato il 12 febbraio 2020 alle 6:30 in Europa Russia

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Secondo il ministro degli Esteri di Mosca la Brexit non avrà ricadute negative sull’Unione europea ma, anzi, potrebbe dare il via ad un nuovo corso, anche per quanto riguarda le relazioni con la Russia.

In un’intervista ai media russi concessa per il Giorno del Diplomatico, il titolare degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha parlato delle possibili conseguenze che potrà avere la Brexit sull’Unione europea.

Lavrov si è detto ottimista sul futuro dell’Unione, spiegando che difficilmente la UE subirà dei contraccolpi significativi da un punto di vista economico e politico, vista la distanza da sempre mantenuta da parte di Londra nei confronti di Bruxelles.

“Il Regno Unito e l’Unione Europea sono stati sempre due corpi distinti, e hanno sempre cercato di fare ognuno il proprio gioco, questo è un fatto storico. I britannici ricevevano dei vantaggi economici e commerciali, ma sul piano politico hanno sempre mantenuto una certa distanza, cercando di portare avanti i propri interessi e gli interessi di Washington, qui non c’è niente da nascondere. Per questo non hanno mai partecipato a molti processi fondamentali in seno alla UE. Questo percorso era ben visibile anche quando il Regno Unito faceva parte dell’UE. Per questo non credo che l’UE soffrirà particolarmente la Brexit” – ha spiegato il capo della diplomazia russa.

Lavrov ha sottolineato inoltre che Mosca guarderebbe con favore, con l’uscita di Londra, ad una maggiore integrazione e a un maggiore coordinamento all’interno dell’Unione Europea, nonché a un rafforzamento della sua indipendenza e della sua autonomia, che consenta di operare nell’interesse degli stati membri, il che servirebbe a “lasciare da parte le tendenze russofobe” imposte da una minoranza.

L’Occidente, spiega ancora Lavrov, riconosce che “senza la Russia, è difficile, se non impossibile, risolvere i problemi nel mondo”. Allo stesso tempo, la UE è “ossessionata dalle sanzioni” contro Mosca e le sta continuando perché “invasa” da una “minoranza russofobica” nella comunità, afferma Lavrov, in riferimento ai Paesi baltici e alla Polonia, ma anche al Regno Unito, con cui, dopo l’avvelenamento della ex spia russa Sergej Skripal’ a Salisbury, nel marzo 2018, le relazioni diplomatiche sono ridotte al minimo indispensabile.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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