Italia: Di Maio in Francia per preparare il vertice di Napoli

Pubblicato il 12 febbraio 2020 alle 18:00 in Francia Italia

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Il ministro degli Affari Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha incontrato il suo omologo francese, Jean-Yves Le Drian, con il quale ha discusso di importanti dossier internazionali, tra cui la Libia.

A rivelarlo è stato ANSAmed, il quale ha inoltre specificato che oltre alla Libia, i due omologhi hanno avuto modo di discutere della situazione in Sahel, in Iran, in Siria, delle future relazioni con il Regno Unito e del processo di pace in Medio Oriente. I temi, aggiunge il quotidiano, sono stati trattati in vista dell’atteso vertice bilaterale tra Francia e Italia, programmato per il 27 febbraio a Napoli.

Per quanto riguarda la Libia, i due ministri hanno principalmente discusso degli esiti della Conferenza di Berlino, la quale si era tenuta lo scorso 19 gennaio. In tale data si erano riunite in Germania diverse parti a livello internazionale, compresi il generale a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) e uomo forte del governo di Tobruk, Khalifa Haftar, e il premier del Governo di Accordo Nazionale della Libia, Fayez al-Sarraj. Al termine della Conferenza, sono state concordate 3 strade da seguire per riportare stabilità nel Paese Nordafricano, in termini economici, politici e militari, ribadendo in ogni caso la necessità di rispettare l’embargo sulle armi e di preferire una soluzione politica a quella militare.

Nel corso del vertice tra Di Maio e Le Drian, rivela ANSAmed, tale posizione è stata ribadita da ambo le parti, le quali si sono dette legate al rispetto dell’embargo delle armi e all’implementazione del cessate il fuoco, soprattutto dal momento che, nonostante gli sforzi diplomatici, la Libia sia ancora teatro di scontri sul campo, caratterizzati, informa Reuters, dal tentativo di Haftar di aprire un nuovo fronte attraverso l’avanzata delle proprie forze verso Misurata, nell’Ovest del Paese. 

Il secondo tema al centro delle discussioni tra i due ministri è stato il Sahel, la fascia di territorio dell’Africa sub-sahariana che si estende tra l’Oceano Atlantico a Ovest e il Mar Rosso a Est. Dal 2001, la regione è in balia di numerosi gruppi terroristici jihadisti, che si concentrano nella parte Nord-occidentale della regione. I principali gruppi armati che operano sul territorio sono tre: al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM), Ansar al-Din e il Movimento Nazionale di Liberazione dell’Azawad.

A tale riguardo, il ministro della Difesa italiano, Lorenzo Guerini, aveva annunciato, già in occasione della presentazione del documento programmatico della Difesa, di voler ridisegnare l’impegno dell’Italia e incrementare la cooperazione con la Francia. Ciò era stato successivamente confermato, il 15 gennaio, nel corso di un’audizione in Commissione Difesa di Camera e Senato, durante la quale aveva anticipato l’incremento del numero di militari in Sahel e nello Stretto di Hormuz.

In maniera simile, lo scorso 3 febbraio, anche la Francia aveva annunciato il rafforzamento della propria presenza militare nel Sahel, inviando un totale di 600 truppe in più a sostegno dell’attuale contingente, fatto di circa 4.500 uomini. 

Il terzo tema trattato da Di Maio e Le Drian è stato l’Iran. A tale riguardo, la posizione dell’Italia è quella di mantenere e salvaguardare le proprie relazioni bilaterali con Teheran, pur ribadendo la necessità di procedere con la de-escalation del clima di tensioni attraverso il dialogo e il negoziato politico. Ciò era stato già preannunciato nel corso dell’informativa presso il Senato del 15 gennaio, quando Di Maio aveva annunciato l’intenzione dell’Italia di intensificare i contatti bilaterali con i vertici iraniani, dapprima a livello tecnico e poi politico.

Successivamente, i due omologhi hanno avuto modo di discutere di Siria dove la guerra civile, scoppiata il 15 marzo 2011 è tuttora in corso. Metà dei 3 milioni di abitanti dell’area nordoccidentale del Paese è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive del presidente siriano, Bashar Al-Assad. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime.

Anche in tal caso, la posizione dell’Italia è a sostegno di una soluzione perseguibile politicamente, attraverso cioè l’implementazione della risoluzione 2254 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e il coinvolgimento di tutte le parti in causa, anche della società civile. 

Successivamente, Le Drian e Di Maio hanno fatto il punto sul processo di pace in Medio Oriente alla luce dei recenti sforzi di Washington per la pace tra Israele e i palestinesi. A tale riguardo, l’Italia e la Francia condividono la propria posizione, accogliendo con favore gli sforzi di Trump, ma riservandosi la necessità di studiare il piano presentato nel dettaglio.

Infine, i due ministri hanno discusso del futuro delle relazioni con il Regno Unito all’indomani della Brexit, ufficializzata alla mezzanotte del 31 gennaio. Da parte sua, l’Italia mira a rafforzare i propri rapporti bilaterali con il Regno Unito, motivo per cui si augura una parità di condizioni a tutti i livelli.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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