Grecia: continuano i voli non autorizzati della Turchia sul Mar Egeo

Pubblicato il 12 febbraio 2020 alle 17:02 in Grecia Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Due aerei caccia della Turchia si sono nuovamente introdotti nello spazio aereo della Grecia senza aver ottenuto l’autorizzazione da Atene.

È quanto rivelato dal quotidiano ellenico Ekathimerini, il quale ha specificato che i voli sono avvenuti alle ore 10:03, 10:08 e 10:12 di mercoledì 12 febbraio.

Il primo ha sorvolato l’isola di Farmaco, nell’area sudorientale dell’Egeo, a una quota di circa 7 chilometri. Successivamente, i caccia F-16 inviati da Ankara hanno sorvolato l’isolotto di Lisso, a una quota di circa 2,6 chilometri. Infine, quattro minuti dopo, i caccia hanno sorvolato Gaidaro, nel Sud dell’Egeo, a una quota di circa 2,1 chilometri.

Già il giorno precedente, ricostruisce il quotidiano, Ankara aveva effettuato 5 voli non autorizzati nell’Est dell’Egeo. Nello specifico, nella mattina di martedì 11 febbraio i caccia turchi avevano sorvolato le isole di Oinousses e Panagia.

In generale, Reuters rivela che le relazioni tra Grecia e Turchia risultano compromesse per via di molteplici fattori. Principalmente, ad aver incrinato i rapporti tra Ankara e Atene concorrono le dispute in materia di diritti minerari nel Mar Egeo, all’interno delle quali si inserisce la controversia sulle trivellazioni condotte dalla Turchia a largo delle coste di Cipro, ricche di gas naturale. In aggiunta, i due Paesi sono teatro di tensioni a causa di una disputa sullo status internazionale di alcuni isolotti nel Mar Egeo.  In tale clima, e date le tensioni tra Atene e Ankara, alcuni esperti avevano evidenziato, lo scorso dicembre, che i due Paesi siano stati vicini allo scoppio di uno scontro armato.

L’intromissione non autorizzata di aerei caccia turchi nello spazio aereo della Grecia va avanti dallo scorso 16 gennaio, quando due caccia F-16 turchi avevano sorvolato l’isolotto greco di Kinaros, a una quota di circa 1.8 chilometri. Poche ore prima, il ministro degli Esteri della Turchia, Mevlut Cavusoglu, aveva dichiarato che, secondo Ankara, vi sono isole nel Mar Egeo la cui sovranità non risulta ancora assegnata dal diritto internazionale. Per tale ragione, la Turchia aveva chiesto l’avvio di un processo di dialogo per risolvere tale questione e prevenire l’emergenza di dispute simili a quella che aveva coinvolto l’isolotto di Imia nel 1996, quando Atene e Ankara, la quale chiama Imia con il nome turco Kardak, erano quasi sul punto di dichiararsi guerra per via della contesa sovranità sull’isolotto inabitato.

In risposta a tali affermazioni, il Ministero degli Affari Esteri della Grecia aveva dichiarato che lo status giuridico del Mar Egeo e delle isole che ne fanno parte risulta disciplinato da trattati internazionali, motivo per cui “non vi è spazio per le dispute”.

Successivamente, il 22 gennaio, il ministro della Difesa della Turchia, Hulusi Akar, aveva richiesto alla Grecia di demilitarizzare 16 isole dell’Egeo, nei pressi delle coste turche, ritenute illecitamente armate. A tali parole, il Ministero degli Affari Esteri di Atene aveva dichiarato di ritenere le accuse avanzate dalla Turchia contro la Grecia frutto di ipocrisia.

In tale clima, lo scorso 29 gennaio, due aerei caccia F16 turchi avevano nuovamente volato all’interno dello spazio aereo ellenico senza aver ottenuto l’autorizzazione dalla Grecia. Questa volta, i due velivoli avevano sorvolato su Lisso, prima a una quota di circa 4.3 chilometri e successivamente, dopo pochi minuti, a una quota di 1.8 chilometri.

Il giorno successivo, Panagiotopoulos era stato informato della presenza all’interno delle acque della Grecia di una nave da esplorazione della Turchia, la Oruc Reis. In risposta, già la mattina seguente, Atene aveva inviato una fregata, la Nikiforos Fokas, e un aereo caccia F-16 dell’aviazione greca, temendo che le intenzioni della Turchia fossero quelle di testare la prontezza di riflessi della Grecia.

Poco dopo, il 6 febbraio, il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, si era espresso sullo status di alcune isole del Mar Egeo, dichiarando ai giornalisti di ritenere che quest’anno non sia scoppiata una crisi sulla sovranità di Kardak, isolotto noto in greco come Imia, in virtù del fermo mantenimento della posizione da parte di Ankara, la quale aveva dichiarato che avrebbe risposto a un’eventuale azione di Atene.

Solo quattro giorni dopo, lo Stato maggiore della Difesa di Atene aveva confermato due nuovi sorvoli da parte della Turchia sugli isolotti di Lisso e Arkioi.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Jasmine Ceremigna

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.