Ecuador: il peso del debito

Pubblicato il 12 febbraio 2020 alle 8:25 in America Latina Ecuador

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L’alleanza tra il presidente Lenín Moreno e il suo predecessore e mentore Rafael Correa ha iniziato a crollare un mese dopo la successione, nel 2017, quando l’attuale presidente dell’Ecuador ha scoperto quanto ingenti fossero i debiti lasciati dai dieci anni di presidenza Correa. Quasi tre anni dopo, tuttavia, non ci sono segnali che Moreno lasci al prossimo presidente un’economia più sana. Nel 2021 ci saranno le elezioni in Ecuador e nel 2022 la scadenza delle obbligazioni sovrane raggiungerà importi tali che l’agenzia di rating Moody’s ha già deciso di abbassare la valutazione del debito ecuadoriano da B3 a Caa1, una mossa che lascia il governo di Quito senza spazio di manovra.

In pratica, la decisione di Moody’s significa che il livello di conformità del Paese rispetto ai suoi obblighi passa da un livello “speculativo e ad alto rischio di credito” a una “posizione di rischio povera e molto elevata”. Ci sono due fattori fondamentali per cui Moody’s, una delle tre agenzie di rating più influenti al mondo, sostiene la sua decisione: la forte resistenza degli ecuadoriani all’applicazione di manovre di aggiustamento e il programma di pagamenti che dovrà assumere dal 2022, quando sarà terminato l’accordo attualmente in vigore con il Fondo monetario internazionale (FMI) .

Il paese latinoamericano ha emesso quasi 18 miliardi di dollari in obbligazioni sovrane negli ultimi sei anni, da quando è tornato sui mercati durante il governo di Correa, per accedere a finanziamenti con cui coprire il proprio deficit fiscale. Tali obbligazioni, la maggioranza a breve termine e comunque non superiori ai 10 anni e ad alti tassi di interesse, compresi tra il 7,85% e il 10,75%, devono iniziare a essere pagate a partire da quest’anno, in un intenso programma che si estende fino al 2030, per un valore compreso tra 1 e 2 miliardi di dollari l’anno.

“Siamo abbastanza tranquilli con lo scenario che si profila per il 2020 e il 2021. La nostra preoccupazione è per il 2022. Il problema è che il tempo sta per scadere e ci sono ancora misure che il governo può attuare, ma sembra assai improbabile che vengano attuate. Il programma con il FMI termina nel 2021 e per noi il quadro è molto complicato in termini di fonti di finanziamento per il governo” – ha dichiarato Jaime Reusche, Vice Presidente del Servizio Investimenti Sovrano di Moody’s, in un’intervista per il giornale ecuadoriano Expreso. “Se non esiste un nuovo programma con il Fondo, e questa possibilità è scarsa in questo momento, vedremo che sarà molto difficile soddisfare tutte le scadenze che arriveranno a partire dal 2022.” A suo avviso, le dichiarazioni del ministro delle finanze, Richard Martínez, sono preoccupanti, poiché dimostrano che il governo sia disposto a incontrarsi con gli obbligazionisti per ripagare quel debito, perché “a seconda di come viene fatto, l’Ecuador potrebbe finire in default”.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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