Águilas Negras: i paramilitari che minacciano gli indigeni in Colombia

Pubblicato il 12 febbraio 2020 alle 12:45 in America Latina Colombia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Organizzazione nazionale indigena della Colombia (ONIC) ha denunciato minacce da parte del gruppo paramilitare Águilas Negras (letteralmente, Aquile nere) nei confronti di numerosi leader indigeni e in particolare contro Aida Quilcué, consigliere per i diritti umani della stessa organizzazione, e contro il portavoce del gruppo, il senatore Feliciano Valencia.

“Hanno nuovamente minacciato la nostra consigliera per i diritti umani Aida Quilcué e Feliciano Valencia, senatore del Movimento MAIS (Movimento indigeno e sociale alternativo), insieme ad altri leader sociali; ancora una volta chiediamo che il governo Iván Duque fornisca garanzie di protezione integrale”  – ha denunciato la ONIC su Twitter.

In un opuscolo, la cui veridicità non è stata ufficialmente confermata o scartata dalle autorità colombiano, il cosiddetto Bloque Capital de las Águilas Negras, che opera a Bogotà, ha affermato che “ha identificato tutti i guerriglieri, i comunisti e i socialisti che stanno ponendo fine alla ricchezza del paese”, seguono i nomi di numerosi politici e leader di comunità indigene. 

Nella dichiarazione, le Águilas Negras fanno menzione diretta di Quilcué e Valencia, così come di altri leader sociali e indigeni dei dipartimenti di Cauca e Nariño (sud-ovest), e affermano che “spariranno”.

La minaccia ha suscitato enorme preoccupazione nelle comunità indigene del paese, oggetto di violenze da parte di gruppi paramilitari, esercito e gruppi di guerriglia che non hanno aderito agli accordi di pace di L’Avana del 2016, che si contendono le zone dove sono insediate numerose comunità.

Secondo i dati presentati dalla Indepaz, l’istituto che studia l’applicazione degli accordi di pace e la fine della violenza nelle aree rurali e forestali del Paese, 20 leader sociali sono stati uccisi finora in Colombia dall’inizio dell’anno, mentre l’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha dichiarato che nei primi 13 giorni del 2020 sono stati uccisi 10 leader sociali.

Lo stesso ente ha indicato che, nel 2019, almeno 107 difensori dei diritti umani sono stati uccisi nel paese e che altri 13 casi sono in fase di verifica.

Le Nazioni Unite hanno anche sottolineato che i leader sociali più colpiti dall’ondata di omicidi erano coloro “che sostenevano i diritti di specifici gruppi etnici” come indigeni e afro-colombiani.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.