Il viaggio della Turchia nei Balcani inizia in Montenegro

Pubblicato il 11 febbraio 2020 alle 17:32 in Balcani Turchia

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Il ministro degli Affari Esteri della Turchia, Mevlut Cavusoglu, si è recato in Montenegro, da dove ha avuto inizio il tour nei Balcani che lo vedrà recarsi anche in Albania.

L’arrivo di Cavusoglu a Podgorica era stato annunciato lunedì 10 febbraio dal sito del Governo del Montenegro, il quale aveva altresì specificato che la visita del ministro turco sarebbe durata due giorni, durante i quali Cavusoglu avrebbe incontrato il suo omologo montenegrino, Srdjan Darmanovic.

In aggiunta, il governo di Skopje aveva annunciato la firma da parte dei due ministri di un accordo per la protezione consolare dei cittadini montenegrini e una intesa sulla retribuzione del personale della rappresentanza diplomatica e dei familiari.

Stando a quanto riportato dal Balkan Investigative Reporting Network al termine dell’incontro tra i due omologhi, il vertice è stato l’occasione per annunciare il rafforzamento della collaborazione diplomatica, economica e nel settore della difesa.

Per quanto riguarda la sfera economica, i due ministri hanno annunciato l’incremento del valore di interscambio commerciale dagli attuali 140 milioni di dollari a 250 milioni nel breve periodo. In aggiunta, i due hanno rivelato l’esistenza di oltre 2.000 aziende turche in Montenegro, ovvero un numero maggiore rispetto alle aziende russe e serbe.

Passando alle relazioni diplomatiche, Cavusoglu e Darmanovic hanno annunciato l’apertura di un consolato montenegrino a Istanbul e l’arrivo di un console onorario turco a Bijelo Polje, dove vive una consistente minoranza bosniaco-musulmana. In aggiunta, Darmanovic ha ringraziato Ankara per l’assistenza diplomatica fornita ai cittadini montenegrini in Paesi privi di una rappresentanza del Montenegro, ovvero in 23 Stati situati principalmente in Africa e Asia. In tale contesto si colloca anche il servizio di fornitura di visti per il Montenegro che la Turchia garantirà in tali Paesi.

Per quanto invece riguarda l’ambito della Difesa, rivela il BIRN, Ankara ha recentemente donato 15 milioni di euro al Montenegro per l’acquisto di sistemi di difesa manufatti in Turchia. In aggiunta, Cavusoglu ha annunciato un ulteriore rafforzamento delle relazioni tra i due Paesi.

L’avvicinamento e l’interesse della Turchia alla regione balcanica era già stato confermato lo scorso 9 novembre, quando Cavusoglu aveva partecipato all’incontro dei vertici dei Paesi della regione balcanica, tenutosi in occasione del summit sul dialogo strategico sui Balcani occidentali, organizzato nella cornice del Forum Economico Mondiale, a Ginevra, in Svizzera. In tale occasione, il ministro degli Esteri della Turchia aveva confermato l’intenzione di Ankara di rafforzare la propria cooperazione con gli Stati della regione balcanica.

Ciò era già emerso precedentemente, il 7 ottobre, in occasione del vertice tra il capo di Stato della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, e il suo omologo serbo, Aleksandar Vucic. In tale occasione, Erdogan aveva reso noto che Ankara intende portare avanti attività in grado di contribuire al “benessere e alla stabilità” della regione balcanica e di rafforzare le sue relazioni e la cooperazione con la regione in ogni settore. In linea con ciò, Serbia e Turchia avevano in tale occasione siglato 9 nuovi accordi, i quali davano il via a una nuova stagione di cooperazione in materia di sicurezza, di difesa, di tutele sociali, dello sviluppo dell’industria, di progetti infrastrutturali, di scienza, impresa e servizi postali.

Serbia e Turchia avevano altresì concordato l’apertura di scuole da parte della Fondazione Maarif, considerata da studiosi e politici uno strumento politico per affermare e consolidare l’influenza della Turchia nella regione balcanica. Gli Stati balcanici che ospitano le scuole di tale fondazione, creata nel giugno 2016 dal Parlamento turco, sono la Bosnia, il Kosovo, la Macedonia del Nord e l’Albania. La Serbia e il Montenegro, invece, sono gli Stati balcanici che hanno avviato contatti di collaborazione con la Fondazione.

Nello specifico, secondo quanto evidenziato da un’analista del Balkan Investigative Reporting Network, Fatjona Mejdini, rientra nelle intenzioni della Turchia espandere la propria influenza nella regione tramite strumenti di soft-power. Tale intenzione si nota in primo luogo in Albania, dove Mejdini sottolinea che nel 2018 la Fondazione Maarif, creata nel giugno 2016 dal parlamento turco, ha acquistato la New York University di Tirana e con essa anche altri istituti educativi e formativi.  Da parte sua, la Turchia sostiene di aver avviato un intervento formativo, dato che la fondazione “incontra i bisogni formativi dei nostri fratelli e amici albanesi”.

Stando alle rivelazioni di Anadolu, il viaggio di Cavusoglu nei Balcani continuerà, mercoledì 12 febbraio, in Albania, dove incontrerà i vertici del Paese per discutere delle relazioni bilaterali.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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