Nigeria: attentato jihadista nel Borno, 30 morti

Pubblicato il 11 febbraio 2020 alle 9:18 in Africa Nigeria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Almeno 30 persone sono state uccise in Nigeria, nello Stato nordorientale del Borno, in seguito a un attentato terroristico non ancora rivendicato. Le autorità, tuttavia, ritengono che i responsabili vadano ricercati tra le fila di Boko Haram o tra quelle dello Stato Islamico dell’Africa Occidentale (ISWAP), affiliato all’Isis. I militanti hanno colpito nella notte tra domenica 9 e lunedì 10 febbraio, dando fuoco a diversi veicoli fermi in una piazzola di sosta del villaggio di Auno, vicino Maiduguri. Le vittime si erano fermate a riposare per la notte, vicino a un posto di blocco, a causa della chiusura di un tratto di strada. “I jihadisti hanno ucciso almeno 30 persone, per lo più viaggiatori che si trovavano sulla strada tra Maiduguri e Damaturu, e hanno bruciato 18 veicoli”, ha dichiarato il portavoce del governatore regionale, Abdurrahman Ahmed Bundi. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, durante l’offensiva sarebbero state rapite decine di donne e bambini.

“Molti camionisti e automobilisti sono morti, bruciati vivi nel sonno”, ha detto all’agenzia di stampa francese, Agence France Presse, un membro della milizia che collabora con l’esercito nigeriano, Babakura Kolo. “Non si sa quante donne e bambini siano stati rapiti, ma il numero è importante”, ha aggiunto Kolo. Dopo aver bruciato le auto e continuato ad uccidere le persone del luogo sparando dalle loro motociclette, i jihadisti hanno poi saccheggiato e dato fuoco all’intero villaggio di Auno.

Il presidente nigeriano Muhammadu Buhari ha condannato l’attacco, specificando che l’esercito dovrebbe ricevere in breve tempo strumenti militari e di intelligence più all’avanguardia per tentare di frenare la diffusione della violenza.

Boko Haram è un gruppo fondamentalista nigeriano che, da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 35.000 persone e costretto circa 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case. Durante i loro assalti, i militanti dell’organizzazione rapiscono spesso donne e bambini per arruolarli e costringerli a compiere attentati suicidi. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, Camerun, Niger e Ciad, causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF).

Anche altri militanti jihadisti, come quelli appartenenti al gruppo dello Stato Islamico nell’Africa Occidentale (ISWAP), sono soliti compiere offensive in Nigeria e nei Paesi circostanti. L’ISWAP è una fazione secessionista di Boko Haram che, nel 2016, ha giurato fedeltà all’ISIS. Il 26 dicembre, alcuni suoi membri hanno rilasciato un video in cui si vedono alcuni membri del gruppo decapitare 11 nigeriani cristiani. L’organizzazione ha dichiarato che il gesto fa parte di una campagna volta a vendicare la morte del leader dell’ISIS Abu Bakr al-Baghdadi e del suo portavoce.

Solo qualche anno fa, la situazione sembrava destinata a migliorare. Nel 2015, dopo essere stato eletto per la prima volta, il presidente nigeriano Buhari aveva reso noto che l’esercito aveva fatto grandi passi avanti nella lotta contro Boko Haram. I militanti erano stati cacciati da Maiduguri, capitale dello Stato del Borno, e da altre città minori, trovandosi costretti a rifugiarsi nelle foreste. Tuttavia, con l’emergere di altre problematiche legate alla sicurezza, come le rivalità tra gruppi criminali, le uccisioni extragiudiziali della polizia regionale e gli scontri tra agricoltori e pastori nomadi nelle aree centrali, l’attenzione delle autorità di Abuja si è spostata altrove.

Il Country Report on Terrorism 2018 del governo americano informa che in Nigeria Boko Haram e ISWAP hanno continuato a condurre, nel corso dell’anno passato, numerosi attacchi contro forze governative e di sicurezza. Boko Haram, in particolare, non ha mancato di effettuare attentati anche contro la popolazione civile, mentre lo Stato Islamico dell’Africa occidentale sta provando a stringere legami più forti con le comunità locali, provvedendo a fornire una serie di limitati servizi sociali. L’obiettivo principale del gruppo sono le forze di sicurezza locali. Verso la fine del 2018, le due organizzazioni, nonostante la presenza della Task Force multinazionale congiunta, sono riuscite a guadagnare la completa libertà di movimento negli Stati regionali del Borno e di Yobe. Più di 200.000 nigeriani sono stati costretti a cercare rifugio nei Paesi vicini, soprattutto Camerun, Ciad e Niger. Nel corso di tutto il 2018, Boko Haram e ISWAP hanno condotto circa 700 attacchi sul territorio della Nigeria, usando armi di piccola taglia, ordigni improvvisati, rapimenti, imboscate, attentati suicidi. Secondo quanto reso noto dal Global Terrorism Index 2019, la Nigeria occupa il terzo posto mondiale tra i 163 Paesi considerati per misurare l’impatto della minaccia terroristica globale.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.