La Corea del Nord continua con i suoi programmi missilistici

Pubblicato il 11 febbraio 2020 alle 15:18 in Asia Corea del Nord

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La Corea del Nord ha continuato a portare avanti lo sviluppo di missili nucleari e balistici e a importare illegalmente petrolio raffinato, in violazione delle sanzioni delle Nazioni Unite. 

Tali informazioni sono contenute in un report dell’ONU che non è ancora stato reso pubblico, ma a cui ha avuto accesso l’agenzia stampa Reuters. Il Paese ha inoltre esportato illegalmente circa 370 milioni di dollari di carbone con l’aiuto di navi cinesi, secondo il documento. Il rapporto di 67 pagine è stato inviato al Comitato per le Sanzioni alla Corea del Nord del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e dovrebbe essere reso pubblico il prossimo mese. Tali rivelazioni arrivano mentre gli Stati Uniti stanno cercando di rilanciare i colloqui sulla denuclearizzazione con la Corea del Nord. “Nel 2019, la Repubblica Democratica Popolare di Corea (RPDC) non ha interrotto i suoi programmi illeciti riguardanti i missili nucleari e balistici, che ha continuato a rafforzare, in violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza”, hanno scritto gli osservatori delle Nazioni Unite. “Nonostante la sua ampia capacità di produzione locale, fa affidamento su acquisti esterni illeciti per alcuni componenti e tecnologie”, aggiunge il documento. Pyongyang ha anche importato illegalmente auto di lusso e alcool, secondo il rapporto. 

Inoltre, il gruppo di esperti delle Nazioni Unite ha dichiarato di aver ricevuto un rapporto dagli Stati Uniti che conteneva immagini e dati satellitari relativi al periodo dal primo gennaio al 31 ottobre 2019. Secondo tali informazioni, la Corea del Nord ha superato le quote di importazione autorizzate di petrolio raffinato. “La Federazione Russa e la Cina hanno richiesto prove più concrete per esprimere un giudizio”, afferma il documento, che aggiunge che Pyongyang ha anche effettuato esportazioni marittime illecite di merci, in particolare carbone e sabbia. Tra le importazioni non consentite invece figurano beni di lusso e macchinari robotici. Il Paese ha continuato “ad accedere ai canali bancari internazionali in violazione delle sanzioni delle Nazioni Unite, principalmente utilizzando intermediari di terze parti”, ha rilevato il rapporto. La Corea del Nord “ha continuato illegalmente ad acquisire valute virtuali e a condurre attacchi informatici contro le banche globali per eludere le sanzioni finanziarie”. La Cina, che è stata accusata di aiutare Pyongyang ad aggirare le restrizioni, ha dichiarato, il 10 febbraio, di aver “sempre rispettato fedelmente e seriamente i suoi obblighi internazionali”.

La Russia e la Cina avevano proposto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU di allentare le sanzioni contro la Corea del Nord, a condizione che Pyongyang si impegnasse a rispettare le risoluzioni sulla denuclearizzazione. Gli Stati Uniti, tuttavia, avevano definito tale mossa “prematura”. La proposta era stata presentata il 16 dicembre 2019 e suggeriva al Consiglio di Sicurezza di revocare il divieto all’esportazione della Corea del Nord per alcuni beni, tra cui le statue, i frutti di mare e i tessuti. Inoltre, Mosca e Pechino suggerivano di annullare la revoca dei permessi per lavorare all’estero per la popolazione nordcoreana. Tale misura mirava a incoraggiare il dialogo tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti, secondo Mosca. Un funzionario del Dipartimento di Stato USA, tuttavia, ha respinto la proposta, sostenendo che le Nazioni Unite non dovrebbe prendere in considerazione un “prematuro allentamento delle sanzioni” per il Paese asiatico, poiché questo “minaccia di condurre provocazioni intensificate e rifiuta gli incontri ideati per discutere di denuclearizzazione”.

A partire da ottobre 2006, le Nazioni Unite hanno approvato 9 risoluzioni contro la Corea del Nord tramite le quali sono state imposte le prime sanzioni, in risposta ai suoi programmi nucleari e missilistici. Nel 2017, la Corea del Nord ha eseguito una serie di nuovi test missilistici nucleari che hanno fatto crescere la preoccupazione a livello internazionale. Il 4 e il 28 luglio 2017, Pyongyang aveva lanciato i suoi primi due missili balistici intercontinentali, il 3 settembre, aveva sperimentato una bomba all’idrogeno e, il 29 novembre, aveva dichiarato di aver miniaturizzato i suoi dispositivi militari, per renderli idonei a lanciare un missile nucleare contro gli Stati Uniti. Per tentare di fermare tale sviluppo, le Nazioni Unite e gli Stati Uniti avevano più volte imposto una serie di sanzioni sempre più restrittive su Pyongyang, limitandone le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, fra i quali quello del petrolio, tentando così di convincere le autorità del Paese a sedersi al tavolo delle trattative. Kim Jong-un, nel suo discorso di fine anno del 2017, aveva comunicato il suo desiderio di vedere gli atleti nordcoreani prendere parte alle Olimpiadi Invernali di febbraio 2018 in Corea del Sud, dando il via, in questo modo, all’apertura del dialogo con Seoul e, più tardi, con gli Stati Uniti. 

Lo storico summit tra il leader nordcoreano, Kim Jong-un, e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, avvenuto il 12 giugno 2018 a Singapore, si era concluso con una promessa reciproca di collaborazione al fine di smantellare il programma nucleare della potenza asiatica, sospendere il regime sanzionatorio e cominciare un processo di pace nella regione. Tuttavia, i progressi da allora sono stati irregolari. In occasione del secondo incontro, avvenuto il 28 febbraio dell’anno successivo, i colloqui tra le due parti erano naufragati inaspettatamente a causa di un disaccordo sulle sanzioni. Trump e Kim, accompagnati dalle rispettive delegazioni avevano lasciato il loro sito di incontro nella capitale del Vietnam senza sedersi per un pranzo programmato o partecipare a una cerimonia di firma. Le sanzioni e il ritiro del personale nordcoreano sono stati visti come una battuta d’arresto nella distensione del clima regionale. Inoltre, tali eventi avrebbero indebolito i tentativi del presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, di migliorare i rapporti con Pyongyang. 

I negoziati tra USA e Corea del Nord erano poi ripresi il 5 ottobre a Stoccolma. Tuttavia, il capo della delegazione nordcoreana ha accusato gli Stati Uniti di essere “inflessibili”, annunciando un nuovo stop ai negoziati. Il tentativo di dialogo, tuttavia, non è stato particolarmente positivo. Il leader della delegazione proveniente dalla Corea del Nord, mediatore per il nucleare, Kim Myong Gil, dopo aver passato gran parte della giornata a dialogare con la controparte statunitense, ha criticato l’inflessibilità dei suoi interlocutori, affermando che i diplomatici di Washington non si distaccano dal loro “vecchio punto di vista e atteggiamento”. “I negoziati non hanno soddisfatto le nostre aspettative e alla fine sono stati interrotti”, ha spiegato Myong Gil, con l’aiuto di un interprete, ai giornalisti presenti fuori dall’ambasciata nordcoreana.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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