Grecia: Dendias in Spagna per parlare di immigrazione, Turchia e Balcani

Pubblicato il 11 febbraio 2020 alle 11:57 in Grecia Spagna

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Il ministro degli Affari Esteri della Grecia, Nikos Dendias, si è recato in Spagna per incontrare la sua omologa di Madrid, Arancha Gonzalez Laya.

È quanto rivelato, lunedì 10 febbraio, dal quotidiano ellenico Ekathimerini, il quale ha altresì aggiunto che il vertice ha riguardato principalmente le relazioni bilaterali tra Spagna e Grecia e i dossier di rilevanza europea e internazionale, come l’immigrazione, la situazione nel Mediterraneo orientale e il futuro europeo dei Balcani occidentali.

Stando a quanto rivelato dal comunicato ufficiale rilasciato dal Ministero degli Affari Esteri della Grecia al termine del vertice con Gonzalez Laya, in materia di relazioni bilaterali entrambi i Paesi hanno riconosciuto la collaborazione in ambito sia politico sia economico. Per quanto riguarda le prospettive future, Atene ha rivelato l’intenzione di incrementare il livello di investimenti reciproci e la cooperazione bilaterale.

Per quanto invece riguarda l’immigrazione, i due Paesi hanno riconosciuto di avere in comune lo status di punto di accesso e di prima registrazione per i migranti, elemento che li pone al centro dell’emergenza causata dall’aumento degli sbarchi. In tale quadro, Madrid e Atene hanno deciso di incrementare il livello di cooperazione in ambito europeo, al fine di adottare una linea comune in vista della discussione sulla modifica del processo per la richiesta dell’asilo e sui meccanismi di redistribuzione.

Il terzo tema al centro del vertice tra i due omologhi è stata la situazione nel Mediterraneo orientale, il quale è teatro di tensioni tra Grecia e Turchia in materia di diritti minerari nel Mar Egeo. A tale riguardo, Dendias ha avuto modo di illustrare la situazione attuale alla sua omologa spagnola, sottolineando l’impatto delle violazioni commesse dalla Turchia alla stabilità, sicurezza e pace nella regione mediterranea che, secondo il ministro degli Esteri, è terra comune con la Spagna, essendo entrambi Paesi che affacciano sul Mediterraneo.

A tale riguardo, il ministro greco ha inoltre sottolineato la necessità di garantire il rispetto del diritto internazionale del mare, al fine di assicurare la pace e la stabilità nella regione. In linea con ciò, Dendias ha nuovamente criticato il Memorandum d’Intesa sulla definizione dei confini marittimi siglato tra Ankara e Tripoli lo scorso 27 novembre.

Nello specifico, in tale occasione, il presidente del Consiglio presidenziale del governo tripolino, Fayez Al-Sarraj, ed il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, avevano firmato alcuni memorandum d’intesa relativi alla cooperazione in materia di sicurezza e al settore marittimo. A causare tensioni è il memorandum siglato in ambito marittimo, il quale, sottolinea Reuters, definisce i confini marittimi tra Libia e Turchia anche nei pressi dell’isola greca di Creta. Tale isola, a detta di Ankara, non dispone di piattaforma continentale, ma solo di acque territoriali, motivo per cui è stato possibile definire i confini delle acque intorno a Creta. La Grecia, invece, da parte sua, considera l’accordo siglato tra Libia e Turchia una “palese violazione del diritto internazionale”.

Tale protocollo, ha aggiunto Dendias nel corso del vertice con Gonzalez Laya, è una minaccia anche per gli sforzi della comunità internazionale tesi al raggiungimento del cessate il fuoco in Libia. A tale riguardo, sia la Spagna, sia la Grecia hanno dichiarato di condividere la propria posizione a favore del cessate il fuoco nel Paese nordafricano.

Successivamente, Dendias e Gonzalez Laya hanno passato in rassegna gli sviluppi nel percorso di integrazione dei Paesi dei Balcani occidentali nell’Unione Europea. A tale riguardo, la Grecia ha ribadito di ritenere l’accesso dei Balcani al blocco comunitario come un fattore necessario per garantire la stabilità e la prosperità della regione. In tale ottica, Dendias ha rivelato di apprezzare la proposta di modifica del processo di accesso all’UE avanzata dalla Commissione europea, ribadendo in ogni caso la necessità che i Paesi rispettino i criteri fondamentali prima di accedere al blocco dei 27.

Infine, Grecia e Spagna hanno discusso delle iniziative regionali condivise volte a garantire la stabilità e la pace nella regione, ribadendo il proprio impegno.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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