Cosa è successo durante la visita di Di Maio nei Balcani

Pubblicato il 11 febbraio 2020 alle 18:26 in Balcani Italia

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Il ministro degli Affari Esteri dell’Italia, Luigi Di Maio, ha incontrato i vertici di Macedonia del Nord e Kosovo, dopo essersi recato in Serbia.

È quanto annunciato dalla Farnesina, la quale ha altresì rivelato i dettagli degli incontri avuti da Di Maio con i vertici dei due Paesi balcanici.

A Skopje, il ministro degli Esteri di Roma ha incontrato il presidente della Repubblica, Stevo Pendarovski, il primo ministro, Oliver Spasovski, e il Ministro degli Esteri, Nikola Dimitrov.

Stando alle rivelazioni del Ministero italiano, durante i colloqui con il capo di Stato macedone Di Maio ha avuto modo di ribadire il sostegno dell’Italia al percorso di integrazione nell’Unione Europea e nella NATO della Macedonia del Nord. In particolare, il ministro italiano ha ribadito come l’avvio dei negoziati di adesione all’UE per Skopje sia una priorità del governo italiano, in seguito alla battuta di arresto subita lo scorso 18 ottobre. In tale occasione, il presidente francese, Emmanuel Macron, aveva bloccato l’allargamento dell’Unione Europea sia a Tirana sia a Skopje. Nello specifico, l’ingresso della Macedonia del Nord era stato votato positivamente da tutti gli Stati membri dell’UE, eccetto che della Francia, mentre l’ingresso dell’Albania era stato ostacolato da Francia, Danimarca e Paesi Bassi. Da parte sua, Parigi aveva dichiarato di ritenere che l’Europa stia già affrontando troppe sfide per consentire l’ingresso di due ulteriori Paesi dei Balcani, una regione ancora in via di recupero dopo le guerre degli anni Novanta e che ancora oggi combatte contro il crimine e la corruzione.

Questa volta, però, nel corso dell’incontro con l’omologo macedone, Di Maio ha annunciato di essere fiducioso che il negoziato possa aprirsi già nei prossimi mesi, dichiarando di contare sull’Italia affinché questo accada. In aggiunta, rivela la Farnesina, il ministro di Roma ha sottolineato di ritenere l’accesso della Macedonia del Nord all’UE una tappa fondamentale per l’aumento della credibilità che l’Unione Europea ha nei Paesi della regione, specie dopo che la decisione di Parigi dello scorso 18 ottobre ha causato lo scontento della regione, la quale teme l’avvicinamento di Russia e Cina, intenzionate a proporsi quale alternativa a Bruxelles.

Tali parole sono state ribadite anche in occasione del vertice tra Di Maio e il premier macedone, al quale il ministro italiano ha voluto anche sottolineare il proprio sostegno per la continuazione del processo di riforma del Paese.

Dopo essersi recato in Macedonia del Nord, Di Maio si è spostato in Kosovo, a Pristina, dove ha incontrato la presidente del Parlamento, Vjosa Osmani, il Primo Ministro, Albin Kurti e il Ministro degli Affari Esteri, Glauk Konjufca.

Nel corso del vertice con la neonominata presidente della Camera, Di Maio ha avuto modo di ribadire la solidità delle relazioni tra Roma e Pristina, sottolineando l’importanza del dialogo interparlamentare per la stabilizzazione della regione.

A Pristina, il ministro degli Esteri italiano ha incontrato anche il suo omologo kosovaro, al quale ha ribadito l’importanza della normalizzazione delle relazioni con la Serbia e della ripresa del dialogo, in un’ottica di stabilizzazione della regione. A tal fine, ha aggiunto Di Maio, si rivela fondamentale anche la mediazione da parte di Bruxelles.

Successivamente, il ministro italiano ha avuto un colloquio con il neonominato premier di Pristina. Tale incontro, rivela la Farnesina, è stato occasione per confermare il sostegno dell’Italia al Kosovo per la stabilizzazione dei Balcani e per la crescita economica del Paese, sottolineando la disponibilità dell’Italia a cogliere le opportunità di investimento fornite dall’economia kosovara.

Al termine della propria visita a Pristina, Di Maio si è recato in visita presso il comando della Missione NATO in Kosovo, KFOR, attualmente a guida italiana. Attualmente, secondo i dati diffusi da ANSA, la missione della NATO in Kosovo conta 3.400 militari, provenienti da 28 diverse nazioni. Per quanto riguarda il contingente italiano, il Ministero della Difesa informa che attualmente sono 574 i militari impegnati in Kosovo. 

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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