Cieli aperti: Russia apre a missione USA-Ucraina

Pubblicato il 11 febbraio 2020 alle 8:13 in Russia USA e Canada

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Militari di Stati Uniti e Ucraina, nell’ambito dell’attuazione del Trattato internazionale sui cieli aperti, effettueranno un volo di osservazione sul territorio russo dal 10 al 14 febbraio. A darne notizia è il Centro russo per la riduzione del pericolo nucleare in una pubblicazione del quotidiano delle forze armate russe, Krasnaja Zvezda (Stella Rossa).

“Tra il 10 e il 14 febbraio, nell’ambito dell’attuazione del Trattato internazionale sui cieli aperti, una missione congiunta USA-Ucraina condurrà un volo di osservazione sul territorio della Federazione russa su di un velivolo di osservazione rumeno An-30 partendo dall’aerodromo di Kubinka. Al volo prenderanno parte esperti russi” – spiega il responsabile del Centro russo per la riduzione del pericolo nucleare Sergej Ryžkov.

Secondo l’esperto russo, durante il volo, che si svolgerà lungo una rotta concordata con Mosca, gli specialisti russi a bordo dell’aereo monitoreranno il rigoroso rispetto dei parametri di volo concordati e l’uso delle apparecchiature di osservazione previste nell’accordo.

Il Trattato sui cieli aperti è stato firmato nel 1992 nel quadro di una serie di misure per rafforzare la fiducia reciproca tra Occidente e paesi dell’ex blocco sovietico in Europa al termine della guerra fredda. Il trattato è attivo dal 2002 e consente ai Paesi partecipanti di raccogliere, senza ostacoli di sorta, informazioni sulle reciproche forze e attività armate.

Il volo programmato con l’accordo di Mosca e Kiev allontana le ipotesi di uscita di Washington dal trattato. Il Wall Street Journal riferiva lo scorso ottobre che il Presidente americano Donald Trump avesse firmato un documento in cui esponeva l’intenzione della Casa Bianca di uscire dal Trattato. Un’ipotesi duramente contestata all’estero sia dall’Unione Europea sia dalla Federazione russa e all’interno dalla Camera dei Rappresentanti. Eliot Engel, presidente della commissione per gli affari esteri della Camera degli Stati Uniti, aveva affermato che la Casa Bianca stava “esplorando” la possibilità di ritirarsi dal trattato e che la Camera si opponeva all’idea.

L’ipotesi di un ritiro di Washington dal Trattato sui cieli aperti aveva causato, il 17 gennaio scorso, la reazione del Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, che durante una conferenza stampa aveva affermato che “l’uscita degli Stati Uniti dal trattato Cieli Aperti porterebbe danni all’architettura di sicurezza europea e creerebbe per la Russia una necessità di intraprendere risposte adeguate”.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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