Xi Jinping contatta in videoconferenza la provincia di Hubei

Pubblicato il 10 febbraio 2020 alle 20:26 in Asia Cina

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Il presidente della Cina, Xi Jinping, ha parlato in videoconferenza con i medici di Wuhan, il 10 febbraio, e ha dichiarato che tutto il Paese è vicino al popolo di Hubei, il centro dell’epidemia. Intanto, fuori dalla zona di quarantena, si tenta di tornare al lavoro per evitare la paralisi dell’economia. 

Il 10 febbraio, indossando una maschera, Xi Jinping ha visitato una comunità residenziale, un ospedale e un centro distrettuale per il controllo e la prevenzione delle malattie a Pechino. L’ispezione arriva mentre molti cinesi, esclusi quelli della provincia di Hubei, hanno ripreso il lavoro dopo l’estensioni delle vacanze, a seguito della diffusione del coronavirus. Tuttavia, molte persone hanno preferito lavorare da casa, perché ancora fortemente preoccupate dalla portata dell’epidemia, che ha già superato le 900 vittime nella Cina continentale. A tale proposito, il presidente cinese ha affermato che la situazione al momento rimane molto grave, ma ha espresso fiducia nel fatto che una piena vittoria sia possibile. Xi Jinping si è recato per la prima volta nella comunità di Anhuali, nel distretto di Chaoyang, per conoscere le misure di prevenzione e controllo dell’epidemia a livello primario e ha sottolineato il ruolo della comunità nel contenere efficacemente la diffusione del virus. 

All’ospedale Ditan di Pechino, una delle strutture designate per il trattamento del coronavirus, Xi ha “controllato il trattamento dei pazienti ricoverati presso il centro di monitoraggio”. In seguito, il presidente ha parlato con il personale medico di Hubei, in collegamento video. Xi ha invitato il personale medico a continuare il loro prezioso lavoro e a salvare i pazienti a tutti i costi, non trascurando tuttavia un alto livello di protezione personale. Xi ha parlato direttamente con operatori sanitari in prima linea in 3 strutture di Wuhan, incoraggiandoli a continuare con determinazione la lotta per difendere la città, capoluogo della provincia di Hubei. Xi ha poi espresso profonde condoglianze per tutti coloro che sono morti a causa del nuovo focolaio di polmonite e si è rivolto alle loro famiglie in lutto, sottolineando che l’intero Partito, le forze armate e le persone di tutti i gruppi etnici in Cina sono vicine al popolo di Hubei e Wuhan. “Wuhan è una città eroica e le persone di Hubei e Wuhan sono persone eroiche che non sono mai state schiacciate da alcuna difficoltà e pericolo nella storia”, ha dichiarato il presidente cinese, parlando ai funzionari di Hubei. 

Tali incontri arrivano in un momento di forte tensione sociale in Cina, che è peggiorata a seguito della morte di un medico di Wuhan che era stato tra i primi a diffondere la notizia del coronavirus. Il medico cinese, Li Wenliang, è deceduto il 6 febbraio e, a seguito della sua dipartita, i social media cinesi sono stati travolti da notizie al suo riguardo. L’uomo era stato arrestato e detenuto per 2 giorni, per aver parlato del virus a dei suoi ex alunni. Dopo essere stato rilasciato era rimasto in ospedale a curare gli infetti. La popolazione cinese ha espresso la sua preoccupazione e commozione durante tutta la giornata del 7 febbraio, chiedendo a Pechino di limitare il controllo oppressivo sulla libertà di espressione. Li è stato definito “un eroe” e una foto del medico, che tiene in mano la sua carta d’identità ed è sdraiato su un letto d’ospedale con un respiratore ad ossigeno, è circolata in tutto il mondo. Anche la stampa cinese ha preso le parti del dottore. “Wuhan deve davvero delle scuse a Li Wenliang”, ha dichiarato Hu Xijin, direttore del Global Times, un giornale sostenuto dal governo di Pechino. Il gruppo per la tutela dei diritti umani, Amnesty International, ha definito la sua morte un “tragico promemoria” di come la preoccupazione della Cina per la stabilità le abbia fatto sopprimere informazioni vitali. Tuttavia, molte delle discussioni avviate sui social network sono state censurate dal governo centrale. La popolazione cinese, tuttavia, ha continuato a riempire il web di slogan riguardanti il medico: “il governo di Wuhan deve delle scuse al dottor Li Wenliang” e “vogliamo la libertà di parola” erano tra questi. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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