Trump presenta il budget degli USA: forti aumenti nel settore Difesa

Pubblicato il 10 febbraio 2020 alle 19:42 in USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il 10 febbraio, ha reso pubblica una proposta di bilancio da 4,8 trilioni di dollari che prevede un aumento delle spese per la Difesa e lo sviluppo spaziale. 

Secondo quanto riferisce il New York Times, tale proposta include anche tagli importanti alle politiche di assistenza sociale, come il supporto ai prestiti per gli studenti, i buoni alimentari e l’assistenza sanitaria. Tuttavia, sono state incluse spese aggiuntive per l’esercito, la Difesa e il controllo delle frontiere. Il bilancio aumenta anche i fondi per la United States Space Force (USSF), l’astronautica militare degli Stati Uniti d’America. Parlando alla Casa Bianca, Trump ha affermato, sempre il 10 febbraio, che la sua proposta porterà il deficit statunitense vicino allo zero in “un periodo di tempo non lungo” e ha sottolineato l’importante investimento del governo nell’esercito e nell’arsenale nucleare statunitense. “Avremo un ottimo budget con un budget militare molto potente, perché non abbiamo scelta”, ha aggiunto, affermando che intendeva ridurre le spese, contrastando con forza frodi e abusi. “Stiamo facendo un sacco di cose buone tra cui combattere sprechi e frodi”, ha dichiarato il presidente. Il bilancio della Casa Bianca deve ora essere approvato dal Congresso. Il documento di Trump, al momento, riflette le priorità di spesa dell’amministrazione e ha poche possibilità di essere confermato per intero dalla Camera e dal Senato.

Per quanto riguarda le necessità statunitensi nel settore Difesa, è importante sottolineare che il direttore dell’FBI, Christopher Wray, ha tenuto una conferenza stampa, il 6 febbraio, presso il Center for Strategic and International Studies (CSIS) di Washington. In tale occasione ha riferito che “nessun Paese rappresenta una minaccia maggiore della Cina comunista”. Wray ha affermato che tale problema deve essere affrontato attraverso l’intervento della Casa Bianca. “Mentre sono qui a parlare con voi oggi, l’FBI ha circa 1.000 indagini aperte che riguardano tentativi di furto da parte della Cina della tecnologia degli Stati Uniti in tutti i 56 nostri uffici sul campo e in quasi tutti i settori industriali”, ha dichairato Wray. La Cina sta sfruttando in modo aggressivo l’apertura accademica degli Stati Uniti per rubare la tecnologia, passando attraverso le università. William Evanina, direttore del Centro Nazionale di Controspionaggio e Sicurezza, ha dichiarato che Pechino attribuisce particolare attenzione alle informazioni sugli aeromobili statunitensi e sulla tecnologia relativa ai veicoli elettrici. Il furto di segreti commerciali statunitensi da parte della Cina dovrebbe costare agli Stati Uniti dai 300 ai 600 miliardi di dollari l’anno. 

Similmente, il procuratore generale degli Stati Uniti, William Barr, ugualmente presente alla conferenza, ha ricordato che Pechino rappresenta il “principale avversario geo-politico” degli Stati Uniti e ha sottolineato la grave minaccia che rappresentata dal dominio cinese nello sviluppo della tecnologia 5G per le telecomunicazioni. L’ultimo caso noto di tentato militare spionaggio da parte della Cina è stato reso pubblico il 15 dicembre 2019. In tale occasione, gli Stati Uniti hanno espulso 2 funzionari dell’ambasciata cinese che avevano tentanto di accedere ad una base militare in Virginia. Secondo quanto ha riferito il New York Times, il gruppo di persone rimpatriate in Cina, che includeva le mogli dei diplomatici, ha tentato di accedere ad una base militare a settembre del 2019. Tuttavia, né Washington né Pechino avevano diffuso la notizia. Non è chiaro cosa stessero cercando di fare presso la struttura, ma una persona informata sui fatti ritiene che questi volessero semplicemente testare i livelli di sicurezza dell’edificio. Se i funzionari cinesi si fossero avvicinati alla base senza essere fermati, l’ambasciata avrebbe potuto inviare un ufficiale di intelligence più anziano per accedere alla struttura, stando a questa ipotesi. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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