Mar Egeo: caccia della Turchia sorvolano isole della Grecia

Pubblicato il 10 febbraio 2020 alle 14:35 in Grecia Turchia

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Due aerei caccia F-16 della Turchia hanno sorvolato la porzione sudorientale del Mar Egeo, senza aver prima ottenuto l’autorizzazione dalla Grecia.

È quanto rivelato, lunedì 10 febbraio, dal quotidiano ellenico Ekathimerini, il quale ha altresì specificato che il volo, effettuato alle ore 10:27, ha coinvolto gli isolotti di Lipsoi e Arkioi, nei pressi di Patmos, a una quota di circa 27 mila piedi.

L’annuncio è stato trasmesso dallo Stato maggiore della Difesa di Atene, il quale ha altresì rivelato che i due caccia della Turchia sono stati prontamente intercettati dai velivoli della Grecia, in linea con le regole internazionali d’ingaggio.

L’intromissione non autorizzata di aerei caccia turchi nello spazio aereo della Grecia giunge in un momento di tensioni tra Atene e Ankara sullo status di alcuni isolotti nel Mar Egeo. Tali tensioni vanno avanti a partire dallo scorso 16 gennaio, quando due caccia F-16 turchi avevano sorvolato l’isolotto greco di Kinaros, a una quota di circa 1.8 chilometri. Poche ore prima, il ministro degli Esteri della Turchia, Mevlut Cavusoglu, aveva dichiarato che, secondo Ankara, vi sono isole nel Mar Egeo la cui sovranità non risulta ancora assegnata dal diritto internazionale. Per tale ragione, Ankara aveva chiesto l’avvio di un processo di dialogo per risolvere tale questione e prevenire l’emergenza di dispute simili a quella che aveva coinvolto l’isolotto di Imia nel 1996. In risposta a tali affermazioni, il Ministero degli Affari Esteri della Grecia aveva dichiarato che lo status giuridico del Mar Egeo e delle isole che ne fanno parte risulta disciplinato da trattati internazionali, motivo per cui “non vi è spazio per le dispute”.

Successivamente, il 22 gennaio, Akar aveva richiesto alla Grecia di demilitarizzare 16 isole dell’Egeo, nei pressi delle coste turche, ritenute illecitamente armate. A tali parole, il Ministero degli Affari Esteri di Atene aveva dichiarato di ritenere le accuse avanzate dalla Turchia contro la Grecia frutto di ipocrisia.

In tale clima, lo scorso 29 gennaio, due aerei caccia F16 turchi avevano nuovamente volato all’interno dello spazio aereo ellenico senza aver ottenuto l’autorizzazione dalla Grecia. Questa volta, i due velivoli avevano sorvolato su Lisso, prima a una quota di circa 4.3 chilometri e successivamente, dopo pochi minuti, a una quota di 1.8 chilometri.

Il giorno successivo, Panagiotopoulos era stato informato della presenza all’interno delle proprie acque, a circa 200 miglia a Sud di Kastellorizo, di una nave da ricerca della Turchia, la Oruc Reis. In risposta, già la mattina seguente, Atene aveva inviato una fregata, la Nikiforos Fokas, e contemporaneamente un aereo caccia F-16 dell’aviazione greca sorvolava la nave turca.

Tale risposta era giunta dal momento che, secondo Atene, la Turchia poteva aver deciso di voler testare la prontezza di riflessi della Grecia. Tuttavia, il ministro della Difesa ellenico aveva anche aggiunto che la Oruc Reis avrebbe potuto decidere di entrare nella piattaforma continentale greca per evitare le condizioni climatiche avverse che vi erano a largo delle coste di Cipro.

Poco dopo, il 6 febbraio, il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, si era espresso sullo status di alcune isole del Mar Egeo, dichiarando ai giornalisti di ritenere che quest’anno non sia scoppiata una crisi sulla sovranità di Kardak, isolotto noto in greco come Imia, in virtù del fermo mantenimento della posizione da parte di Ankara, la quale aveva dichiarato che avrebbe risposto a un’eventuale azione di Atene. Imia era stato, nel 1996, al centro di una disputa tra Grecia e Turchia, le quali erano quasi sul punto di dichiararsi guerra per via della contesa sovranità sull’isolotto inabitato.

In generale, Reuters rivela che le relazioni tra Grecia e Turchia risultano compromesse per via di molteplici fattori. Principalmente, ad aver incrinato i rapporti tra Ankara e Atene concorrono le dispute in materia di diritti minerari nel Mar Egeo, all’interno delle quali si inserisce la controversia sulle trivellazioni condotte dalla Turchia a largo delle coste di Cipro, ricche di gas naturale.

In tale clima, e date le tensioni tra Atene e Ankara, alcuni esperti avevano evidenziato, lo scorso dicembre, che i due Paesi siano stati vicini allo scoppio di uno scontro armato.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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