Irlanda: cosa significa la vittoria di Sinn Fein alle elezioni

Pubblicato il 10 febbraio 2020 alle 16:23 in Irlanda Irlanda del Nord

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Secondo i primi conteggi, Sinn Fein, il partito nazionalista irlandese d’inspirazione socialista, ha ottenuto il 24,5% alle elezioni parlamentari dell’8 febbraio in Irlanda. Si tratta del miglior risultato nella storia dell’ex sezione politica dell’Irish Republican Army (IRA). 

I risultati parziali provenienti dai 39 collegi elettorali dell’Irlanda mostrano una schiacciante vittoria di Sinn Fein, che ha quasi raddoppiato le preferenze, rispetto alle elezioni del 26 febbraio 2016. A seguire, il principale partito dell’attuale opposizione irlandese, Fianna Fail, ha ottenuto il 22,2%, e la forza politica al governo, Fine Gael, il 20,9%. I risultati in questione prendono in considerazione la prima preferenza indicata dagli elettori.

Il Parlamento irlandese, Oireachtas Éireann, è formato da una Camera Bassa, Dáil Éireann, eletta ogni 5 anni, e da una Camera Alta, Seanad Éireann, i cui membri invece vengono nominati. I deputati della Camera Bassa vengono scelti tramite il sistema elettorale del “voto singolo trasferibile”, una formula proporzionale a voto di preferenza. In pratica, l’elettore sceglie i propri candidati numerandoli in ordine di preferenza sulla scheda elettorale. Al primo spoglio vengono contate le prime preferenze, e i seggi vengono assegnati a chi raggiunge la soglia richiesta con le prime preferenze ricevute. In caso di seggi non assegnati, un secondo spoglio considera le seconde preferenze e poi quelle successive, fino a che tutti i seggi del collegio non sono stati assegnati. Secondo i risultati disponibili il 10 febbraio, Sinn Fein è stata la prima scelta del 24,5% dei votanti. 

Tuttavia, è importante sottolineare che il partito nazionalista irlandese si è presentato alle elezioni con una lista di soli 42 candidati per 159 seggi. Questo potrebbe limitare le sue capacità rappresentative, nonostante la schiacciante vittoria. Tuttavia, dato il complesso sistema elettorale irlandese, i risultati non saranno definitivi prima dei prossimi 3 giorni. Nel frattempo, i leader di Sinn Fein stanno festeggiando i dati fin’ora disponibili. “È ufficiale abbiamo vinto le elezioni – il più alto voto popolare”, ha scritto in un post su Twitter Mary Lou McDonald, presidentessa di Sinn Fein. La campagna elettorale del partito nazionalista si è incentrata sulle questioni relative all’assistenza sanitaria e al diritto alla casa. Secondo i sondaggi, Sinn Fein è forte tra gli elettori di età compresa tra 18-24 e 25-34 anni, con un sostegno del 32% per ciascuna fascia di età.

Non è semplice prevedere cosa succederà ora nel panorama politico irlandese. Prima del voto, Fine Gael e Fianna Fail, che tradizionalmente si sono alternati al potere sin dalla fondazione della Repubblica d’Irlanda nel 1922, avevano escluso un’alleanza con Sinn Fein. “Sembra che ora abbiamo un sistema a 3 partiti”, ha dichiarato il primo ministro uscente, Leo Varadkar. “Questo renderà piuttosto difficile la formazione di un governo”, ha aggiunto. Il leader di Fianna Fail, Micheal Martin, a seguito dei risultati, non ha ribadito i precedenti netti rifiuti a prendere in considerazione una coalizione con Sinn Fein. Tuttavia, ha sottolineato che rimangono significative incompatibilità tra le due realtà. “Le nostre politiche e i nostri principi non sono cambiati da un giorno all’altro”, ha affermato. “Ma l’importante è che il Paese venga prima di tutto”, ha poi aggiunto Martin.

Da parte sua, la leader di Sinn Fein ha festeggiato i risultati circondata da numerosi sostenitori. “Non si tratta di un momento transitorio, questo è solo l’inizio”, ha dichiarato ai giornalisti. La McDonald ha poi aggiunto che il suo partito avrebbe dialogato con tutte le parti per la formazione di un governo e ha suggerito ai suoi colleghi di Fine Gael e Fianna Fail di fare lo stesso. “Non accetto l’esclusione del nostro partito, un partito che rappresenta ora 1/4 dell’elettorato, penso che sarebbe fondamentalmente non democratico”, ha affermato. L’obiettivo finale di Sinn Fein è quello di riportare l’Irlanda del Nord, che fa parte della Gran Bretagna, in Irlanda. Il partito ha posto tale tema al centro della sua agenda politica. La condizione per formare una coalizione è quella che gli alleati siano d’accordo sulla organizzazione di un referendum per l’unità dell’Irlanda, entro 5 anni.

La proposta di un simile referendum si inserisce in un contesto particolarmente delicato di rapporti tra Irlanda, Irlanda del Nord e Gran Bretagna, in un periodo caratterizzato da grandi cambiamenti, come l’uscita di Londra dall’Unione Europea. A tale proposito, è stato reso noto che la polizia dell’Irlanda del Nord sta indagando su un possibile attentato fallito su un traghetto, previsto per il 31 gennaio, giorno in cui è stata ufficializzata la Brexit. Le autorità sospettano che i responsabili siano militanti nazionalisti della Continuity IRA (CIRA). Il 31 gennaio un giornale ha ricevuto una telefonata che ha denunciato la presenza una bomba sul rimorchio di un camion nel porto di Belfast. Secondo la chiamata, il mezzo sarebbe poi dovuto salpare per la Gran Bretagna. Dopo l’avvertimento, la polizia ha perquisito tutti i mezzi, ma non ha trovato nulla e il traghetto ha effettuato il proprio percorso come previsto, senza incidenti. Il 3 febbraio, c’è stata una seconda telefonata, che ha portato la polizia a organizzare un’operazione di 2 giorni che prevedeva la perquisizione di 400 veicoli. In tale modo è stata rinvenuta una bomba attaccata a un camion nella zona industriale di Silverwood, a Lurgan. Il veicolo, tuttavia, non è mai salito sul traghetto. 

Tuttavia, fonti vicine ai militanti repubblicani dell’Irlanda del Nord hanno contestato la versione della polizia, secondo la quale la bomba sarebbe dovuta esplodere durante una traversata in traghetto. Secondo quanto riferisce il quotidiano The Guardian, i militanti avevano intenzione di trasferire il materiale esplosivo in Inghilterra per farlo esplodere nei pressi di obiettivi commerciali o strategici. “Il piano non era diverso, sebbene di dimensioni molto inferiori, da quello dell’IRA quando ha spostato l’enorme bomba che ha devastato Canary Wharf, nel 1996. Non c’è modo in cui i repubblicani stessero pianificando di far esplodere una bomba su un traghetto”, avrebbe rivelato la fonte. La bomba di Canary Wharf, che ha segnato la fine del cessate il fuoco dell’IRA del 1994, era stata costruita dai militanti della “Brigata East Tyrone” e poi trasportata in un camion da un altro gruppo di militanti nazionalisti. “L’idea che i repubblicani contro l’Accordo del Venerdì Santo avrebbero fatto saltare in aria una nave nel giorno della Brexit è una sciocchezza”, hanno riferito al Guardian fonti vicine ai militanti.

L’Accordo del Venerdì Santo o Belfast Agreement, rappresenta uno dei più importanti sviluppi del processo di pace in Irlanda del Nord. Ed è stato firmato nel 1998 tra gli “unionisti”, prevalentemente protestanti e favorevoli alla permanenza dell’Irlanda del Nord nel Regno Unito, e i repubblicani, cattolici e favorevoli invece all’unificazione con l’Irlanda. In Irlanda del Nord la maggioranza della popolazione era unionista e protestante, mentre i repubblicani rappresentavano una minoranza. Tale intesa mise fine ai cosiddetti “Troubles”, l’insieme di violenze, attentati e divisioni che dalla fine degli anni ’60 avevano causato la morte di 3.600 persone, tra cui quasi 2000 civili, in Irlanda del Nord. Le tensioni erano nate dai crescenti attriti tra la comunità protestante e quella cattolica. Le due parti erano sostenute da formazioni paramilitari: l’IRA,  per i repubblicani e l’Ulster Defence Association, per gli unionisti. 

Quando si fa riferimento all’Irish Republican Army (IRA), a volte indicato come “Vecchia IRA”, s’intende l’organizzazione militare nata nel 1919 e che il Parlamento irlandese riconobbe come esercito della Repubblica Irlandese, proclamata durante la Rivolta di Pasqua del 1916. Il Sinn Féin comincia la sua attività politica, occupandosi di propaganda indipendentista, proprio in questo periodo. Anche se non ufficialmente, nel 1916 partecipa all’insurrezione di Pasqua sposando la causa repubblicana. Nello stesso periodo, l‘IRA combatté nella Guerra d’indipendenza contro la Gran Bretagna, in qualità di forza armata ufficiale. L’Esercito Repubblicano finì per dividersi a seguito della firma del Trattato anglo-irlandese del 1921, che istituì lo Stato libero d’Irlanda, ma con importanti limitazioni territoriali e di sovranità. I membri dell’IRA che approvarono tale intesa formarono il nucleo dell’esercito nazionale, fondato nel 1922 dal leader Michael Collins. La parte dell’IRA contraria al patto con Londra continuò ad esistere in funzione anti-britannica. Numerose organizzazioni politiche e para-militari nazionaliste in Irlanda e Irlanda del Nord hanno ripreso il proprio nome dall’Irish Repubblican Army. Tra queste, la New IRA, Provisional IRA, Continuity IRA, Official IRA e Real IRA. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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