Camerun: il Paese al voto, elezioni legislative e comunali

Pubblicato il 10 febbraio 2020 alle 12:00 in Africa Camerun

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Il Camerun ha votato, domenica 9 febbraio, per eleggere, dopo 7 anni e 2 diversi rinvii, i membri del Parlamento e i consigli comunali. Il voto è stato segnato da un parziale boicottaggio delle opposizioni e da un clima di tensione dovuto alle violenze separatiste che da anni scuotono il Paese. Per questo, fin dalle prime ore del voto, un gran numero di agenti di polizia è stato dispiegato lungo le strade delle maggiori città. In particolare, i controlli sono stati serrati a Buea, capitale della Regione Sudoccidentale, una delle due province teatro dei più sanguinosi scontri separatisti. Tuttavia, dopo un’ora dall’inizio delle votazioni, i seggi della città erano ancora deserti.

Il maggior partito dell’opposizione, il Movimento per la Rinascita del Camerun, non ha schierato alcun candidato. Il boicottaggio, secondo quanto riferito dal quotidiano Africanews, garantirà una quasi totale vittoria del partito di maggioranza, il Movimento Democratico per il Popolo del Camerun, che nella precedente legislatura deteneva 148 seggi su 180. L’altro grande partito di opposizione, il Fronte socialdemocratico (SDF), che attualmente ha 18 seggi, ha invece preso parte al voto di domenica, senza tuttavia costituire una grande minaccia per il partito al potere. Nella capitale del Paese, Yaounde, l’entusiasmo per il voto è stato contenuto e non sono state documentate grandi folle fuori dai seggi elettorali.

Le elezioni legislative e comunali di domenica erano state annunciate con decreto presidenziale il 13 novembre scorso. Il leader del Paese, Paul Biya, ha già posticipato le votazioni per due volte.  L’ultimo voto per eleggere i membri del Parlamento nazionale si era tenuto nel 2013 e prevedeva un mandato di 5 anni.

Il leader dell’opposizione, Maurice Kamto, aveva mobilitato diversi cittadini camerunensi per denunciare la corruzione e i brogli che sarebbero stati compiuti sia durante il voto sia durante la campagna elettorale e, in seguito a ciò, era stato arrestato insieme ad alcuni suoi sostenitori. Dalla sua scarcerazione, ad ottobre, Kamto ha provato a organizzare comizi pubblici che non sono mai stati autorizzati dalle autorità di Yaoundé. Il suo partito, il Movimento per la Rinascita del Camerun, aveva richiesto il rispetto di alcune condizioni preliminari in vista delle elezioni presidenziali, come una revisione del codice elettorale, ma tali rivendicazioni non sono state accolte.

In questo momento, il Camerun sta affrontando una fase delicata del processo di pace avviato per risolvere la crisi delle regioni anglofone del Nord-Ovest e del Sud-Ovest. Il governo si aspetta che i colloqui aprano la porta a un accordo di pace storico che ponga fine agli scontri tra l’esercito e le milizie separatiste delle regioni nord e sudoccidentali. Queste ultime hanno cominciato a battersi, nel novembre 2016, per la costituzione di uno Stato autonomo con il nome di Ambazonia. Decenni di risentimento scatenati dalle discriminazioni perpetrate dalla maggioranza francofona del Camerun hanno provocato un conflitto armato che è costato la vita a circa 2.000 persone e ha costretto mezzo milione di abitanti ad abbandonare le proprie case.

Il presidente Biya, a inizio ottobre, ha annunciato la scarcerazione di 333 militanti separatisti e l’adozione di una risoluzione che prevede l’istituzione di uno “status speciale” per le aree di lingua inglese “finalizzato a rafforzare l’autonomia delle zone amministrative”. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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