Attacco di Assad contro Idlib uccide 5 soldati della Turchia

Pubblicato il 10 febbraio 2020 alle 16:53 in Siria Turchia

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Cinque soldati turchi sono stati uccisi in un attacco effettuato il 10 febbraio dall’esercito del presidente siriano, Bashar Al-Assad, nel Nord-Ovest della Siria, secondo quanto riferisce il ministero della Difesa di Ankara.

Altri 5 membri dell’esercito turco sono rimasti feriti nel bombardamento di lunedì 10 febbraio contro una base militare nella provincia di Idlib, l’ultima roccaforte controllata dai ribelli in Siria. “L’intenso fuoco di artiglieria del regime ha preso di mira le nostre truppe, inviate come rinforzo nella regione con l’obiettivo di prevenire gli scontri, garantire la sicurezza delle nostre frontiere e fermare la migrazione e la tragedia umana”, ha dichiarato il Ministero della Difesa di Ankara. L’esercito turco ha quindi reagito “distruggendo obiettivi nemici”. Un reporter di Al-Jazeera ha riferito che l’attacco ha colpito la base militare di Taftanaz. “L’ultima escalation è vista come la più preoccupante tra Ankara e Damasco in 9 anni di guerra in Siria”, ha affermato il giornalista. “Le forze armate turche vengono colpite direttamente dall’esercito siriano”, ha aggiunto. Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e il ministro della Difesa, Hulusi Akar, hanno tenuto una riunione di emergenza immediatamente dopo l’attacco. 

Nell’ultima settimana la Turchia aveva rafforzato le proprie 12 postazioni di osservazione di Idlib, a seguito dell’attacco di Assad del 3 febbraio, che aveva causato la morte di 7 soldati turchi. L’assalto contro il personale turco è arrivato dopo che, l’1 febbraio, i ribelli siriani, sostenuti dalla Turchia, avevano attaccato il Nord-Est di Aleppo, controllato dal governo di Assad, riaprendo un nuovo fronte nella guerra civile siriana. In particolare, tale offensiva ha avuto luogo nei pressi della città di al-Bab, controllata sin dal 2017 dalla Turchia e dai suoi alleati dell’opposizione anti-Assad. A tale proposito, l’8 febbraio, Ankara ha ospitato colloqui tra una delegazione di Mosca e un’altra turca. L’incontro è durato circa tre ore e ha visto le parti discutere degli ultimi sviluppi sul campo a Idlib e delle modalità per incoraggiare un processo politico nel Paese, per risolvere le attuali tensioni. Non da ultimo, è stata evidenziata la necessità di raggiungere una tregua il più presto possibile e ci si è impegnati a tenere ulteriori discussioni nelle prossime settimane.

Uno degli ultimi incontri risale al 9 gennaio, quando Ankara e Mosca avevano annunciato un cessate il fuoco nel governatorato di Idlib, che sarebbe entrato in vigore a partire dalla mezzanotte del 12 gennaio. Erdogan, tuttavia, ha quasi immediatamente denunciato le violazioni di tale accordo, data l’avanzata delle forze armate di Damasco nella regione. Il perdurante conflitto civile in Siria ha avuto inizio il 15 marzo 2011. A causa della guerra, metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale del Paese è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive di Assad. Sin dalla fine del mese di aprile 2019, la provincia di Idlib e le aree adiacenti hanno assistito ad un’escalation di bombardamenti da parte di Siria e Russia. Nel 2019, le vittime totali hanno raggiunto quota 11.215, tra cui più di 1.000 bambini, secondo i dati dell’Osservatorio Siriano dei Diritti Umani, il quale, tuttavia, ha classificato il 2019 come l’anno meno “mortale” dall’inizio del conflitto.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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