Armenia: referendum costituzionale il 5 aprile

Pubblicato il 10 febbraio 2020 alle 12:02 in Armenia Europa

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il 5 aprile si terrà un referendum sugli emendamenti alla Costituzione dell’Armenia, che prevedono le dimissioni anticipate dei membri e del presidente della Corte costituzionale del paese transcaucasico. Secondo quanto ha riferito domenica 9 febbraio il servizio stampa della Presidenza della Repubblica di Armenia, il corrispondente decreto è stato firmato dal presidente Armen Sargsyan.

“Sono guidato dall’articolo 2016 della Costituzione, nonché dalla prima parte dell’articolo 12 della legge costituzionale sui referendum” – ha affermato il presidente Armen Sargsyan. 

Il parlamento di Erevan, il 6 febbraio scorso, in una sessione straordinaria ha deciso di indire un referendum popolare, il cui scopo è quello di ottenere le dimissioni anticipate dei membri e del presidente della Corte costituzionale. Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha invitato i membri della Corte costituzionale a dimettersi volontariamente prima del voto del parlamento o prima che il presidente firmasse l’apposito decreto sull’organizzazione di un referendum popolare che prevede la rimozione anticipata dei membri della corte suprema.

Pashinyan ha ripetutamente affermato che l’attuale capo della Corte costituzionale, Hrayr Tovmasyan, è stato eletto per questo incarico grazie alla corruzione e ai buoni uffici offerti ai governi di Serzh Sargsyan, deposto dalla rivoluzione di velluto di aprile e maggio 2018. Il giudice Tovmasyan, da parte sua, sostiene che il governo sia impegnato in una persecuzione politica ai suoi danni.

Non appena pubblicata la nota della Presidenza della Repubblica, Pashinyan ha lanciato un appello affinché domenica 5 aprile tutti i cittadini residenti all’estero tornino a casa e prendano parte al referendum sugli emendamenti costituzionali.

“So che molti dei nostri compatrioti per un motivo o per l’altro non hanno potuto prendere parte alla rivoluzione del velluto a maggio 2018. Poiché il giorno del referendum è fissato per il 5 aprile, fra quasi due mesi, vi invito tutti a prenotare i biglietti sin da oggi, per essere in Armenia il 5 aprile e votare per referendum. Ci incontreremo il 5 aprile nei seggi elettorali ” – ha dichiarato il capo del governo armeno durante una trasmissione in diretta su Facebook.

Lo scontro tra il Primo Ministro Nikol Pashinyan e il presidente della Corte costituzionale Hrayr Tovmasyan si è intensificato dopo una conferenza stampa del 25 gennaio. Il primo ministro ha detto che Tovmasyan gli ha offerto i suoi servigi per facilitare l’approvazione di riforme, che sono stati rifiutati. In risposta, Tovmasyan ha minacciato di fare causa per diffamazione se Pashinyan non avesse fornito prove delle sue parole entro 20 giorni o non avesse ritrattato.

Il giorno successivo, Pashinyan, come una delle prove della corruzione del capo della Corte costituzionale, pubblicò sulla sua pagina Facebook una fotografia di una costosa penna stilografica che, secondo lui, Tovmasyan gli aveva presentato in regalo. Inoltre il primo ministro ha dichiarato che Tovmasyan non aveva il diritto di occupare il posto di capo della Corte costituzionale, poiché la sua elezione era stata truccata.

In risposta, Tovmasyan ha incaricato i suoi avvocati di agire contro il primo ministro. Il 28 gennaio, in un’intervista con 168.am, il magistrato ha condannato la situazione di tensione che si è formata intorno alla Corte costituzionale e alla sua persona, asserendo che le dichiarazioni di Pashinyan sulla creazione di un sistema giudiziario equo siano un tentativo del governo di stabilire il controllo completo sui tribunali della repubblica.

Il 17 ottobre 2019, è stato reso noto che il Servizio investigativo speciale dell’Armenia ha aperto un procedimento penale contro il capo della Corte costituzionale Hrayr Tovmasyan per il reato di usurpazione di poteri, sulla base di una dichiarazione del deputato Arman Babajanyan rivolta al Procuratore Generale. Secondo il deputato, Tovmasyan è stato eletto giudice della Corte costituzionale in violazione della legge.

Tovmasyan è anche accusato di abuso di potere durante il suo mandato come Ministro della Giustizia. Tovmasyan è stato Ministro della Giustizia della Repubblica di Armenia dal 2010 al 2015, e nella primavera del 2018 è stato eletto presidente della Corte costituzionale dell’Armenia.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Italo Cosentino, interprete di russo

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.