IOM pubblica nuovo rapporto sulle migrazioni

Pubblicato il 9 febbraio 2020 alle 7:35 in Europa Immigrazione

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) ha riferito che 7.168 migranti e rifugiati sono entrati in Europa via mare nelle prime 5 settimane del 2020, segnando un aumento del 3% rispetto ai 6.932 arrivi dello stesso periodo dell’anno passato. Quasi la metà di tutti gli sbarchi è avvenuta in Grecia, maggior Paese di destinazione nel 2019.

I decessi registrati sulle tre principali rotte del Mar Mediterraneo, fino al 2 febbraio, ammontano a 77. Circa 63 di questi sono avvenuti nelle acque al largo della Grecia e Turchia. Nel 2019, nello stesso periodo, erano morti in totale 216 migranti o rifugiati nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. Solo due di quelle morti erano state registrate nel Mediterraneo orientale.

IOM Grecia ha specificato che, nell’ultima settimana, la Guardia costiera ellenica ha partecipato a 6 incidenti che hanno richiesto operazioni di ricerca e salvataggio al largo delle isole di Lesbo, Samo, Kos, Farmakonisi e vicino al porto di Alessandropoli. In totale, circa 227 migranti sono stati salvati, portando a 3.352 il numero di arrivi via mare da parte di migranti irregolari in Grecia nel 2020. 

Nel primo mese del 2020, 175 persone hanno perso la vita durante le varie migrazioni avvenute nel mondo. La regione più mortale continua ad essere il bacino del Mar Mediterraneo, dove la maggior parte dei migranti è annegata al largo della Grecia. Si sa molto poco sulle identità di coloro che sono morti, ma i dati disponibili indicano che la maggioranza di loro proveniva da Siria, Afghanistan e Iraq.

Sulla rotta del Mediterraneo centrale, almeno 6 persone hanno perso la vita nel tentativo di lasciare la Libia via mare. Anche nel Mediterraneo occidentale, sono state rilevate le morti di 6 persone dall’inizio dell’anno corrente. Tre morti sono stati documentati sulla pericolosa traversata marittima di Alborán, due sono stati registrati sulla rotta dalla costa occidentale dell’Algeria alla Spagna continentale e uno nello Stretto di Gibilterra.

Anche nella rotta dell’Africa occidentale verso la Spagna sono state registrate le morti di due persone, verso le Isole Canarie. Tra queste vi è quella di un neonato la cui madre aveva partorito all’interno di una barca al largo della costa di Lanzarote. La madre non ha potuto assistere alla sepoltura di suo figlio, perché era già stata evacuata in un’altra isola a circa 200 km di distanza.

In altre parti del mondo, diverse morti sono state documentate dal team del Missing Migrants Project dell’IOM in America, Europa e nel Sud-Est asiatico. Il progetto pubblica i dati raccolti dallo staff dell’Organizzazione attraverso una varietà di fonti, alcune delle quali non ufficiali.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.