Presunto attacco islamista nella Repubblica Democratica del Congo

Pubblicato il 8 febbraio 2020 alle 14:00 in Africa Rep. Dem. del Congo

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Almeno 8 persone sono state uccise in un attacco in Repubblica Democratica del Congo (RDC) e numerose altre sono disperse. La polizia sospetta che si tratti di un assalto dei ribelli jihadisti del gruppo noto come le Forze Democratiche Alleate (ADF). 

I militanti hanno tagliato la gola di 8 persone, in pieno giorno, il 7 febbraio. L’intervento delle forze dell’ordine ha fermato la carneficina e evitato un bilancio peggiore, secondo quanto riferito dal maggiore Losendjola Morisho, capo della polizia di Mangina, nella regione di Beni. “Circa altri 20 sono dispersi nella zona”, ha aggiunto Morisho. “Non sappiamo se sono stati uccisi, presi in ostaggio o sono fuggiti dalla zona. Li stiamo cercando”, ha affermato. Si tratta del più recente episodio di violenza ad opera dei ribelli nella regione di Beni, a seguito di un’escalation che è iniziata a novembre del 2019. 

Secondo fonti locali, centinaia di civili sono morti in quell’area del Paese da inizio novembre. L’esercito ha intensificato le operazioni militari ad Est, da tempo teatro di scontri tra vari gruppi armati, e i combattenti hanno risposto con una serie di attacchi soprattutto contro i civili. Le ultime vittime risalgono al 29 gennaio, quando almeno 36 persone sono state uccise in un attacco ribelle nella stessa regione. La precedente aggressione è avvenuta il 28 gennaio a Manzingi, un villaggio a 20 chilometri dalla città di Oicha. Nella stessa serata, altri 3 villaggi sono stati assaltati dalle Forze Democratiche Alleate (ADF), un’organizzazione che opera anche nella vicina Uganda. 

Secondo i dati pubblicati da un’organizzazione della società civile, la Kivu Security Tracker (KST), circa 265 persone sono state uccise nella regione di Beni dal 30 ottobre 2019, quando l’esercito ha intensificato le operazioni di repressione dei gruppi armati. I massacri delle Forze Democratiche Alleate sembrano dunque essere perpetrati con l’intento di terrorizzare la popolazione, a detta di diverse fonti locali. Le offensive dell’esercito, condotte tra le fitte foreste al confine con l’Uganda, hanno portato finora alla cattura del quartier generale del gruppo e all’uccisione di 5 dei suoi 6 leader.

Secondo quanto stimato dalle Nazioni Unite, il numero di combattenti dell’ADF si aggirava nel 2018 intorno alle 450 unità. A dicembre 2019, il presidente Felix Tshisekedi ha annunciato di aver inviato altri 22.000 soldati a combattere contro i ribelli della regione di Beni, incluse le forze speciali. Gli Stati Uniti hanno imposto pesanti sanzioni sui leader delle Forze Democratiche Alleate, accusati di aver compiuto abusi e violazioni dei diritti umani, come stupri di massa, torture e uccisioni. Diversi gruppi armati operano nelle regioni orientali del Paese africano nonostante la presenza della missione delle Nazioni Unite, una delle più grandi del continente. Ciò ha diffuso un generale risentimento della popolazione nei confronti del personale ONU, accusato di non essere in grado di proteggere adeguatamente i cittadini e di non fare abbastanza per fermare la minaccia dei gruppi armati. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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