Elezioni a Nuova Delhi: allerta per 545 seggi a rischio

Pubblicato il 8 febbraio 2020 alle 11:53 in Asia India

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L’8 febbraio si tengono le elezioni per il rinnovo dell’assemblea legislativa del Territorio di Nuova Delhi, in India. Su 2.689 seggi, almeno 545 sono considerati a rischio secondo la polizia, che ha disposto 75 mila agenti in tali aree. 

Gli elettori di Nuova Delhi si stanno recando alle urne in un clima particolarmente teso per l’India, sconvolta dalle proteste contro la modifica della legge sulla cittadinanza. Circa 14, 7 milioni di persone hanno diritto al voto e decideranno il rinnovo di 70 membri del parlamento locale. Tali elezioni sono viste come una prova della popolarità del primo ministro indiano, Narendra Modi e del suo partito nazionalista indù, il Bharatiya Janata Party (BJP). I risultati, tuttavia, non saranno resi noti prima dell’11 febbraio prossimo. I tre partiti che si contendono la vittoria locale sono il Partito dell’Uomo Comune (AAP), l Congresso Nazionale Indiano (INC) e il BJP di Modi. Nelle stesse elezioni, il 7 febbraio 2015, l’AAP conquisto 67 membri e il leader del partito, Arvind Kejriwal, prese la guida del governo locale. Il BJP, in tale occasione, ottenne solo 3 membri. Secondo l’ultimo sondaggio dell’Istituto CVoter, aggiornato al 5 febbraio, il Partito dell’Uomo Comune dovrebbe ottenere tra 42 e 56 seggi, il BJP tra 10 e 24 e il Congresso Nazionale tra 0 e 4. 

Una sconfitta elettorale eclatante rappresenterebbe un brutto colpo per il partito nazionalista indù di Modi, dopo che il BJP ha già perso il controllo dello Stato del Maharashtra, la cui capitale è Mumbai. Modi ha fatto appello a tutti gli elettori affinché esercitassero il loro diritto al voto senza eccezioni. “Sto esortando il popolo di Nuova Delhi, in particolare i miei giovani amici, a votare in numeri record”, ha scritto in un post su Twitter. Le elezioni locali arrivano in un momento in cui la terza più grande economia dell’Asia sta subendo il peggior rallentamento degli ultimi decenni, con la crescita economica del Paese che è scesa al 4,5% nel trimestre luglio-settembre del 2019, il valore trimestrale più basso degli ultimi 6 anni. Anche la tensione sociale è particolarmente alta nel Paese, a seguito di una riforma sulla cittadinanza e l’immigrazione avviata dal governo centrale di Modi. 

Il Parlamento di Nuova Delhi ha approvato, l’11 dicembre 2019, il cosiddetto “Citizenship Amendment Bill” (CAB), una controversa legge che garantisce la cittadinanza agli immigrati irregolari di numerose minoranze, escludendo solo i musulmani. Tale ondata di regolarizzazioni rischia di alterare fortemente gli equilibri del Paese, sopratutto nel Nord, maggiormente interessato dalle migrazioni. Il CAB garantisce la cittadinanza alle “minoranze perseguitate” di Pakistan, Bangladesh e Afghanistan. Gli individui che fanno richiesta, tuttavia, devono vivere in India almeno dal 31 dicembre 2014. Una serie di proteste sono scoppiate nella capitale contro questa normativa e si sono diffuse in tutta l’India, con episodi di violenza e repressione armata delle piazze. In tale contesto, è importante sottolineare che il 27 gennaio era stato reso pubblico un video del ministro delle Finanze indiano, Anurag Thakur, che chiedeva ad una folla, riunita per un comizio politico, di cantare un coro contro i manifestanti. Il coro recitava: “Spara ai traditori del Paese”. Il video è stato girato mentre Thakur stava partecipando ad un raduno, in vista delle elezioni dell’8 febbraio, a sostegno di un candidato locale del BJP.

Appena 3 giorni dopo, il 30 gennaio, un ragazzo di 17 anni ha sparato contro i manifestanti che stavano protestando nei pressi dell’università Jamia Millia Islamia, a Nuova Delhi, ferendo 1 studente. L’aggressore ha fatto una diretta su Facebook prima di compiere il gesto. Testimoni oculari hanno riferito che l’aggressore ha urlato “Yeh lo azaadi”, che si traduce con “Ecco la vostra libertà” contro i manifestanti, prima di aprire il fuoco contro di loro e venire arrestato. Similmente, il 2 febbraio, un uomo ha aperto il fuoco contro un altra protesta. Anche in questo caso, l’aggressore ha gridato “Jai Shri Ram”, Ave Dio Ram, in riferimento ad una divinità indù, mentre sparava i colpi di pistola sulla folla. I manifestanti si erano radunati per una protesta pacifica contro la legge sulla cittadinanza. I video girati durante l’arresto dell’aggressore, identificato dalla polizia come Kapil Gujjar, mostrano l’uomo che urla: “Solo gli indù vinceranno in questo Paese. Questo Paese è nostro”. 

 

di Redazione

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