USA annunciano l’eliminazione del leader di Al-Qaeda nella Penisola Arabica

Pubblicato il 7 febbraio 2020 alle 15:35 in USA e Canada Yemen

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che le forze statunitensi hanno eliminato il leader di Al-Qaeda nella Penisola Arabica (AQAP), Qassim al-Rimi, durante un’operazione in Yemen. 

AQAP è considerato uno degli affiliati più pericolosi dell’organizzazione terroristica nota come Al-Qaeda, dati i numerosi tentativi di effettuare attacchi negli Stati Uniti. Annunciando la morte del leader del gruppo jihadista, il 6 febbraio, Trump ha dichiarato che Washington e i suoi alleati oggi sono più sicuri. Al-Rimi è stato ancora più al centro delle attenzioni dei servizi di sicurezza statunitensi dopo aver rivendicato la responsabilità della sparatoria del 6 dicembre 2019 del presso la base militare statunitense di Pensacola, in Florida. In tale data, il secondo tenente dell’aeronautica saudita, Mohammed Saeed Alshamrani, 21 anni, ha aperto il fuoco e ucciso 3 marinai statunitensi, ferendone altri 8, prima di essere ucciso. Il 13 dicembre, il procuratore generale USA, William Barr, ha dichiarato: “Si è trattato di un atto di terrorismo”. “Le prove hanno dimostrato che il tiratore era motivato dall’ideologia jihadista”, ha aggiunto. Nel corso dell’indagine, il procuratore ha appreso che l’uomo aveva pubblicato un messaggio l’11 settembre 2019 affermando che “il conto alla rovescia era iniziato”.

“Continueremo a proteggere il popolo americano rintracciando ed eliminando i terroristi che cercano di farci del male”, ha dichiarato Trump, nel discorso in cui ha annunciato l’uccisione di Al-Rimi. Non è chiaro quando l’operazione sia stata effettuata e non sono stati forniti ulteriori dettagli su come questa si sia svolta. Da parte sua, Al-Qaeda non ha confermato la morte del leader. Secondo quanto riferisce il quotidiano Al-Jazeera English, l’attacco sarebbe avvenuto a gennaio. Alla fine di tale mese, un assalto effettuato con quelli che erano stati identificati come droni statunitensi aveva distrutto un edificio che ospitava alcuni combattenti di Al-Qaeda, nello Yemen orientale. Inoltre, il primo febbraio, Trump ha pubblicato su Twitter alcune notizie che riferivano che l’attacco in questione aver ucciso Al-Rimi. Il jihadista rappresentava obiettivo importante per le autorità statunitensi. Era uno dei pochi leader attivo da prima degli attacchi dell’11 settembre del 2001 ed era stato addestrato nei campi in Afghanistan, dove lo stesso Osama Bin Laden era attivo. Dopo l’addestramento, Al-Rimi è tornato nello Yemen dove è stato in prigione per 5 anni per aver pianificato un attacco contro l’ambasciatore statunitense. Era uscito di prigione nel 2006. 

Il leader di Al-Qaeda nella Penisola Arabica aveva rivendicato la sparatoria nella base degli Stati Uniti tramite un video di 18 minuti, in cui aveva definito l’aggressore un “cavaliere coraggioso” e un “eroe”. A seguito della sparatoria di Pensacola, 21 cadetti sauditi sono stati “cancellati dal programma di addestramento” nell’esercito degli Stati Uniti e hanno lasciato il Paese lo stesso giorno, il 13 gennaio. Tali misure erano state prese dopo che un’indagine aveva svelato una serie di documenti illeciti, tra cui materiale “messaggi jihadisti” e “anti-americani” sui social media. William Barr ha affermato che non esistevano prove che l’assaltatore di Pensacola avesse degli aiutanti o che qualcuno dei giovani sauditi espulsi fosse a conoscenza dell’attacco del 6 dicembre. Da parte sua, l’Arabia Saudita ha fornito “supporto completo e totale” alle indagini sull’incidente, secondo Barr. Sebbene il materiale rinvenuto nei portatili o sui social media non fosse sufficiente ad avviare un’indagine speciale negli Stati Uniti, le autorità saudite hanno ritenuto che tali prove dimostrassero una condotta inammissibile per un ufficiale della Royal Saudi Air Force e della Royal Navy e hanno ritirato i cadetti dal programma di addestramento. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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