Mali: la Francia annuncia l’eliminazione di oltre 30 militanti islamici

Pubblicato il 7 febbraio 2020 alle 19:59 in Francia Mali

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I soldati francesi hanno ucciso più di 30 militanti islamici in Mali, in tre operazioni separate, che hanno avuto luogo il 6 e 7 febbraio, e che hanno colpito Al-Qaeda e lo Stato Islamico nel Grande Sahara. 

Nella regione di Gourma, l’esercito francese ha ucciso circa 20 militanti e distrutto numerosi dei loro veicoli e nella regione di Liptako, una roccaforte dello Stato Islamico, ne sono stati eliminati altri 10, secondo quanto riferiscono fonti dell’esercito, citate dall’agenzia di stampa Reuters. Le operazioni hanno coinvolto un drone, aerei da guerra e due elicotteri. Già il 21 dicembre 2019, il presidente francese, Emmanuel Macron, aveva reso noto che le forze armate francesi avevano ucciso 33 militanti islamici in Mali usando elicotteri d’attacco, truppe di terra e un drone, nei pressi del confine con la Mauritania. Quest’ultima operazione arriva in un momento di particolare fermento per la regione. 

Il 2 febbraio, la Francia aveva annunciato che rafforzerà la propria presenza militare nel Sahel, inviando un totale di 600 truppe in più a sostegno dell’attuale contingente, fatto di circa 4.500 uomini, che fanno parte della cosiddetta Operazione Barkhane. È quanto ha reso noto il ministro della Difesa di Parigi, Florence Parly, specificando che il cuore delle operazioni si svolgerà nella zona di confine tra Mali, Burkina Faso e Niger a partire dalla fine di febbraio. Il rinforzo è mirato a consentire di aumentare la pressione contro lo Stato Islamico nel Grande Sahara. “Non lasceremo spazio a coloro che vogliono destabilizzare il Sahel”, ha affermato Parly riferendosi ai gruppi jihadisti africani legati all’ISIS. “Una parte di questi sforzi sarà poi direttamente impiegata nell’ambito della forza del G5 Sahel, in modo da supportarla nella lotta al terrorismo”, ha aggiunto il ministro francese.

La G5 Sahel è una task force internazionale antiterrorismo creata nel febbraio 2017 da Mali, Niger, Burkina Faso, Ciad e Mauritania con lo scopo di sconfiggere i gruppi armati attivi nell’Africa Nordoccidentale e contrastare lo sviluppo dell’estremismo violento. Il contingente lavora a stretto contatto con la forza francese presente in Mali dall’agosto 2014 e conosciuta con il nome di operazione Barkhane. Oltre ai 600 uomini, la Francia prevede anche di mandare circa 100 carri armati nella regione per fornire supporto alle operazioni di terra. Ad oggi, Parigi ha perso circa 41 soldati durante la sua missione di addestramento delle forze locali e lotta al terrorismo. Secondo quanto riferito da Parly, anche il Ciad prevede di dispiegare al più presto un battaglione aggiuntivo da utilizzare nelle operazioni della G5 Sahel.

Negli ultimi mesi, la violenza nel Sahel è esplosa fino a diventare ingestibile per le forze di sicurezza locali. I gruppi armati attivi nella regione sono molteplici e le loro numerose offensive contribuiscono a diffondere un senso generale di insicurezza. A gennaio, l’inviato delle Nazioni Unite per l’Africa occidentale, Mohamed Ibn Chambas, ha riferito al Consiglio di Sicurezza dell’ONU che gli attacchi terroristici sono aumentati di 5 volte rispetto al 2016 in Burkina Faso, Mali e Niger, portando a un totale di più di 4.000 morti nel 2019. Gli attentati, secondo quanto testimoniato dal rappresentante delle Nazioni Unite, sono spesso legati al crimine organizzato e alla violenza tra gruppi etnici rivali. Un rapporto del Consiglio di Sicurezza dello scorso luglio ha annoverato, tra gli sviluppi internazionali più sorprendenti, registrati nei primi mesi del 2019, “la crescente ambizione dei gruppi terroristici presenti nel Sahel e nell’Africa Occidentale”. Qui, combattenti legati all’Isis e ad Al Qaeda sfruttano la situazione di sottosviluppo di diversi Paesi africani per reclutare combattenti e indebolire il potere centrale.

di Redazione

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