Italia-Ucraina: vertice tra Conte e Zelensky

Pubblicato il 7 febbraio 2020 alle 19:00 in Italia Ucraina

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Il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, è stato a Roma per incontrare il primo ministro dell’Italia, Giuseppe Conte. A rivelarlo è stato, venerdì 7 febbraio, il Governo italiano.

Secondo quanto diffuso dal sito in inglese dell’ufficio presidenziale dell’Ucraina al termine del colloquio, i due leader hanno avuto modo di discutere delle relazioni bilaterali e dell’incremento della collaborazione nelle aree di mutuo interesse.

In particolare, Conte e Zelensky hanno affrontato il tema della cooperazione nel commercio e dell’economia, specie in riferimento agli investimenti e all’incremento dei contatti e degli scambi tra le realtà imprenditoriali dei due Paesi.

L’Italia, rivela Kiev, è tra i tre principali partner economici europei dell’Ucraina, con un valore di interscambio nel 2019 pari a 4 miliardi di dollari. Tale cifra, ha dichiarato Zelensky, potrà essere incrementata nel 2020, portando le relazioni tra i due Paesi a un nuovo livello.

In particolare, il presidente ucraino ha sottolineato come l’aumento dell’interscambio tra Roma e Kiev sia possibile in virtù dei cambiamenti positivi di cui l’ex Paese sovietico è stato teatro nell’ultimo periodo. Più nello specifico, il presidente di Kiev ha menzionato il lavoro dell’esecutivo ucraino per la semplificazione dell’economia e dei processi aziendali, insieme alla costruzione di opere infrastrutturali quali strade, ponti, porti e aeroporti. Ciò, ha sottolineato Zelensky, può attrarre investitori italiani, i quali riceveranno le tutele del governo in merito alla sicurezza dei propri investimenti.

Tale opportunità, secondo quanto dichiarato da Zelensky, può verificarsi in particolar modo in riferimento alle privatizzazioni delle aziende statali ucraine, così come al settore delle infrastrutture e dello sviluppo del sistema energetico e al settore aerospaziale.

In aggiunta, il capo di Stato dell’Ucraina ha ringraziato Conte per il supporto ricevuto in merito alla difesa dell’integrità territoriale e della sovranità dell’Ucraina.

Nello specifico, la situazione dell’Ucraina orientale è una delle questioni chiave per le relazioni tra la Russia e i Paesi della NATO, nonché una delle principali cause delle sanzioni imposte a Mosca. Fin dall’annessione della Crimea, i Paesi NATO, Italia inclusa, si sono impegnati per la difesa dell’integrità territoriale dell’Ucraina, da una parte non riconoscendo l’annessione stessa, e dall’altra cercando di contrastare le forze separatiste delle regioni russofone del Donbass, le cui truppe sembrerebbero essere sostenute proprio dal Cremlino, come riportato nella legge di reintegrazione del Donbass, che definisce i territori di Donetsk e Lugansk “territori occupati” e che classifica la Russia come “occupante”. Per ristabilire la pace nella regione, nel 2014 è stato firmato il Protocollo di Minsk integrato, nel 2015, dal Pacchetto di Misure per l’Implementazione degli Accordi di Minsk, oggi noto come Minsk II. Entrambi gli accordi prevedono una serie di misure che le due parti dovrebbero adottare per arrivare ad una pacificazione, tra cui un cessate il fuoco bilaterale immediato.

Nel frattempo, nel corso della sua visita in Italia, Zelensky, secondo quanto rivelato dal sito della Presidenza della Repubblica italiana, ha incontrato anche il suo omologo di Roma, Sergio Mattarella, insieme al sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, Manlio Di Stefano.

Volodymyr Zelensky è il nuovo presidente dell’Ucraina a partire dallo scorso 20 maggio, quando ha prestato giuramento dopo aver vinto il ballottaggio del 21 aprile contro il presidente uscente Petro Poroshenko. In merito alla situazione in Ucraina e le tensioni con la Russia, Zelensky è stato criticato dai nazionalisti ucraini per aver difeso i diritti di coloro che parlano russo e dagli estremisti filorussi per aver rifiutato la rottura dei legami culturali con il resto dell’Ucraina. Si è detto anche disposto a negoziare la pace nel Donbass con la Russia e presentare l’accordo per un referendum alle repubbliche di Donetsk e Lugansk, ma ha chiarito che non cederà sulla sovranità di Kiev sui territori ribelli né sulla Crimea.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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