Francia e Marocco: bilaterale sulla cooperazione militare

Pubblicato il 7 febbraio 2020 alle 19:41 in Francia Marocco

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La ministra francese delle Forze Armate, Florence Parly, è atterrata a Rabat, il 6 febbraio, per una serie di incontri sulla cooperazione militare bilaterale con alti funzionari marocchini.

La visita ufficiale del ministro è la prima in 8 anni, poichè l’ultimo bilaterale di alto livello risale al dicembre 2012, quando l’ex ministro della difesa francese, Jean-Yves Le Drian, visitò il Marocco. Durante la visita del 6 febbraio, Parly ha incontrato il ministro delegato del Marocco per l’Amministrazione della Difesa Nazionale, Abdellatif Loudyi. I due rappresentanti hanno discusso delle relazioni bilaterali marocchino-francesi nel campo della difesa e di questioni regionali, secondo un comunicato stampa dell’ambasciata francese a Rabat. I ministri hanno parlato in particolare della cooperazione in Africa, in particolare per quanto riguarda le questioni di sicurezza nel Sahel e in Libia. Il Marocco ha un ruolo strategico in entrambi i casi, secondo la rappresentante del governo francese. Durante la stessa visita, la Parly ha anche incontrato l’ispettore generale delle forze armate marocchine e il generale dell’esercito, Abdelfattah Louarak, per elaborare nuovi modi per rafforzare la cooperazione militare. La visita “ribadisce l’interesse della Francia a rafforzare la sua cooperazione con il Marocco in tutti i campi”, secondo un comunicato stampa dell’ambasciata francese in Marocco. Numerosi alti funzionari governativi e militari, provenienti sia dal Marocco che dalla Francia, hanno partecipato agli incontri.

La Francia è uno dei principali partner del Marocco nel settore militare e in quello della sicurezza. Il 22 gennaio 2020, il Marocco ha firmato due accordi militari con produttori di armi francesi per una spesa totale di 400 milioni di euro. Il primo contratto è con il produttore di armi statale, Nexter, e riguarda l’acquisto di un obice semovente CAESAR, un tipo di artiglieria di produzione francese da 170 milioni, e munizioni per 30 milioni di euro. Il secondo accordo, invece, stipula l’acquisizione di missili terrestri VL MICA da uno dei maggiori produttori di missili al mondo, MBDA, per un prezzo di 200 milioni di euro. Il Marocco dovrebbe rendere pubblici tali contratti durante la prossima visita del presidente francese, Emmanuel Macron, in Marocco, prevista per il 12 febbraio. La Marina marocchina avrebbe in programma, inoltre, di acquisire sottomarini dall’appaltatore francese, Naval Group. Tra il 2008 e il 2018, la Francia ha venduto attrezzature militari al Marocco per un valore di oltre 1,8 miliardi di euro. Tra i maggiori acquisti ci sono una fregata FREMM nel 2008 e due satelliti spia nel 2013, dalle compagnie aerospaziali Airbus e Thales.

Tali accordi arrivano in un momento di tensione del Marocco ai suoi confini meridionali. Il Parlamento marocchino, il 22 gennaio, ha approvato una serie di normative con cui ha stabilito l’annessione ai propri territori marittimi delle acque del Sahara Occidentale. Si tratta di due leggi che consentono al Regno magrebino di estendere il proprio controllo su di una ex colonia spagnola, oggetto di contestazione da lungo tempo. Nello specifico, Rabat stabilisce la propria giurisdizione sulle acque territoriali che si estendono da Tangeri, città situata sulla costa settentrionale, fino a Lagouira, al confine con la Mauritania. Non da ultimo, è stata altresì creata una zona economica esclusiva con un raggio di 200 miglia nautiche nelle acque tra il controverso Sahara Occidentale e l’arcipelago delle Canarie in Spagna. Il Fronte Polisario non ha accolto con favore tali cambiamenti. Il movimento politico del Sahara Occidentale continua a battersi affinché venga indetto un referendum per l’autodeterminazione del proprio territorio, dove risiedono circa mezzo milione di individui. Il Fronte, infatti, controlla una striscia desertica del Sahara Occidentale a Est delle mura di difesa del Marocco. Si stima che i militanti siano circa 10.000, concentrati non nel Sahara Occidentale, ma a Tindouf. In questa città, il Fronte organizza campi profughi per la popolazione sahrawi che, secondo le ultime stime delle Nazioni Unite, soffrono per la mancanza di aiuti umanitari e per malnutrizione.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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