Xi Jinping annuncia la “guerra del popolo” contro il coronavirus

Pubblicato il 6 febbraio 2020 alle 20:36 in Asia Cina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente cinese, Xi Jinping, ha dichiarato la “guerra del popolo” contro il coronavirus, il 6 febbraio, in una telefonata con il re dell’Arabia Saudita.

Il bilancio delle vittime nella Cina continentale è salito a 563, con oltre 28.000 infezioni confermate. In tale contesto, Xi Jinping sta cercando di prevenire il panico globale e continua a ribadire che la forte capacità di mobilitazione della Cina e la ricca esperienza in materia di sanità pubblica gli permetteranno di sconfiggere il coronavirus. Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa cinese, Xinhua, il presidente ha parlato al telefono con il re Salman dell’Arabia Saudita, al quale ha comunicato: “L’intero Paese ha risposto con tutte le sue forze con misure di prevenzione e controllo più approfondite e rigorose, avviando una guerra del popolo per il controllo dell’epidemia”. Durante la chiamata, re Salman ha ripetutamente espresso il suo fermo sostegno alla Cina in questo momento critico. Xi Jinping ha aggiunto che il sovrano saudita ha pienamente dimostrato la sincera amicizia e l’alto livello di partnership strategica globale tra i due Paesi .

Intanto, a livello internazionale, la crisi continua a preoccupare. Circa 3.700 persone sono ormeggiate al largo del Giappone sulla Diamond Princess, una nave da crociera dove sono stati confermati 20 casi di infezione. Tutti gli altri passeggeri sono sottoposti a test e momentaneamente rimarranno in quarantena, per almeno 2 settimane. Gay Courter, un romanziere americano di 75 anni a bordo, ha fatto appello al governo degli Stati Uniti affinché prelevi propri cittadini. A Hong Kong, un’altra nave da crociera con 3.600 passeggeri e l’equipaggio è in quarantena per il secondo giorno, dopo la scoperta di tre persone infette dal coronavirus a bordo. Taiwan ha vietato l’attracco delle navi da crociera internazionali.

Una riunione del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (CPC) sulla prevenzione e il controllo del nuovo focolaio di coronavirus, tenutasi il 3 febbraio, ha implementato nuove misure di emergenza per combattere l’epidemia. Il primo ministro cinese, Li Keqiang, membro del Comitato Permanente dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del CPC, ha presieduto l’incontro. Sono previste, quindi, ulteriori misure per garantire l’ospedalizzazione di tutti i cittadini e la fornitura di risorse mediche, riferisce l’agenzia stampa cinese. A tale fine, anche hotel e locali di varia natura saranno utilizzati come siti per effettuare il trattamento di infezioni sospette. In questo modo, anche i pazienti che mostrano sintomi lievi potranno essere tenuti sotto osservazione. Tale monitoraggio non era stato garantito in precedenza per scarsità di risorse. Saranno, inoltre, allestiti ospedali mobili e altri 2.000 operatori sanitari saranno inviati nella provincia di Hubei, ha assicurato il Comitato. 

Le misure sono arrivate a seguito della seconda vittima del coronavirus fuori dalla Cina, una donna di 39 anni, ad Hong Kong, che era tornata da Wuhan. La prima vittima fuori dal territorio era stata registrata nelle Filippine. Secondo quanto ha riferito il New York Times, l’epidemia era già una vera e propria crisi, che aveva colpito decine di persone in Cina e probabilmente anche all’estero, quando l’allerta è stata diffusa da Pechino. Il quotidiano statunitense sostiene che i funzionari locali potrebbero aver minimizzato i primi segnali o semplicemente non erano coordinati abbastanza per comprendere la portata del problema. In tale contesto, la burocrazia rigidamente gerarchica della Cina avrebbe scoraggiato i funzionari dal riferire cattive notizie ai propri superiori, creando una catena di silenzio che ha reso difficile comprendere l’entità della crisi. Il coronavirus, secondo gli analisti del quotidiano, starebbe quindi mettendo in luce alcuni dei più profondi difetti e contraddizioni della governance cinese.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.