Siria: intercettati e abbattuti missili israeliani su Damasco

Pubblicato il 6 febbraio 2020 alle 9:03 in Israele Siria

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Fonti siriane del regime hanno riferito che, nelle prime ore di giovedì 6 febbraio, aerei da guerra israeliani hanno condotto un attacco nei pressi di Damasco.

Tuttavia, le forze di Difesa aerea siriana sono riuscite ad intercettare ed abbattere i missili lanciati da Israele prima che questi colpissero la periferia occidentale e le aree meridionali della capitale siriana. A detta di un gruppo di monitoraggio dell’opposizione, l’attacco era diretto, in particolare, contro le postazioni di combattenti filoiraniani e contro la base aerea militare di Mazzeh. Secondo quanto riportato dal quotidiano arabo al-Arabiya, il bilancio delle vittime include 12 membri di milizie filoiraniane, 7 nell’area di al-Kiswa e altri 5 a Izra, nel governatorato di Dar’a, nel Sud della Siria.

L’agenzia di stampa SANA ha poi precisato che i missili sono stati abbattuti mentre sorvolavano la regione del Golan siriano occupato e il Sud del Libano, e che tra le aree bersagliate vi erano al-Kiswa, a 13 km a Sud di Damasco, Marj al-Sultan, villaggio situato a 15 km a Est della capitale, e Jisr al-Baghdad. L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ha aggiunto che diversi missili sono precipitati contro una caserma del regime e alcune postazioni delle milizie iraniane posti in queste aree, provocando un incendio presso il Centro di ricerca scientifica dell’area di Jamraya.

Sin dal 2011, Israele ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, prendendo di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, ovvero l’Iran e il gruppo paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei propri confini territoriali. A tal proposito, Israele si è detto determinato a frenare la crescita della forza militare dell’Iran in Siria, contro cui sarebbe suo diritto continuare a combattere come forma di auto-difesa. In particolare, Teheran starebbe cercando di creare una propria base militare permanente. Gli attacchi aerei israeliani rappresenterebbero altresì un tentativo di colpire i depositi di armi appartenenti ad Hezbollah.

Una delle ultime offensive di Israele risale al 23 dicembre, quando le forze armate israeliane hanno effettuato una serie di attacchi aerei in territorio siriano uccidendo 3 cittadini iraniani. Precedentemente, il 20 novembre, l’esercito israeliano aveva dichiarato che le proprie forze aeree avevano colpito decine di obiettivi iraniani e siriani in Siria, prendendo di mira sia postazioni della Quds Force, un distaccamento del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica di Teheran, sia delle forze siriane. L’attacco ha causato la morte di 23 combattenti, di cui 16 non siriani. A detta di Israele, si era trattato di un’operazione condotta in risposta ai missili lanciati dalle forze iraniane dai territori siriani verso Israele, nella notte di martedì 19 novembre.

Sia l’Iran sia Hezbollah appoggiano il presidente siriano, Bashar al-Assad, nella guerra civile in Siria, sin dal 2012. Il conflitto siriano ha avuto inizio il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. Metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale del Paese è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive di Assad. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime. La Russia, anch’essa alleata del regime, ha finora ignorato apertamente i raid aerei israeliani.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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