Nigeria: operazione antiterrorismo porta all’uccisione di 250 militanti

Pubblicato il 6 febbraio 2020 alle 12:05 in Africa Nigeria

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La polizia nigeriana ha annunciato il successo di un’operazione militare che ha portato all’uccisione di 250 sospetti terroristi nello Stato di Kaduna, mercoledì 5 febbraio. La missione, realizzata nella foresta di Kuduru, nell’area sotto assedio di Birnin Gwari, è durato diverse ore, secondo quanto reso noto dal portavoce della polizia, Frank Mba. L’uomo ha sottolineato che i militanti uccisi erano “membri di alto profilo” del gruppo terroristico di Ansaru. L’organizzazione si compone di elementi che terrorizzano i cittadini attraverso rapimenti incessanti, rapine a mano armata e altri crimini violenti in tutta la Nigeria centrale. Altresì noto come l’Avanguardia per la Protezione dei Musulmani nell’Africa nera, Ansaru è un gruppo fondamentalista islamico, particolarmente attivo nel Nord della Nigeria. Nato come fazione di Boko Haram, è diventato ufficialmente indipendente nel 2012, e, dal 2015, ha ridotto notevolmente le sue offensive. Alcuni membri del gruppo continuano però a diffondere la propaganda jihadista in diverse aree del Paese.

Secondo quanto riferito da Mba mercoledì, la polizia nigeriana non ha perso nessuno dei suoi uomini durante l’operazione. “Assolutamente no”, ha detto ripetutamente il portavoce delle forze armate interrogato sulla possibilità che ci siano state vittime tra gli agenti. “Nessuna forza di sicurezza in Nigeria ha mai partecipato a un’operazione del genere. È stata una missione molto difficile e senza precedenti”, ha poi voluto sottolineare il portavoce nigeriano. Mba ha altresì rivelato che la polizia starebbe pianificando altri raid simili su tutto il Paese e che, indipendentemente dalle conseguenze, non si tirerà indietro. Non è chiaro se tutte le 250 persone uccise erano effettivamente terroristi. Benchè la polizia abbia parlato di tutti sospettati di “alto profilo”, nessun nome è stato ancora rilasciato. L’operazione di mercoledì è stata condotta da un insieme di unità tattiche della polizia, tra cui la polizia mobile (PMF), l’unità antiterrorismo (CTU), le forze speciali, la squadra di intelligence, la squadra tattica speciale (STS) e la squadra speciale antirapina (SARS). Due agenti a bordo di uno degli elicotteri utilizzati sono rimasti feriti, ma sono fuori pericolo e si trovano sotto osservazione.

La foresta di Kuduru è stata a lungo una pericolosa roccaforte di diverse bande criminali. Le forze di sicurezza hanno più volte accertato che molti degli attentati realizzati nell’area di Birnin Gwari venivano condotti da militanti che utilizzavano la boscaglia come nascondiglio.

L’organizzazione terroristica più pericolosa in Nigeria resta quella di Boko Haram. Si tratta di un gruppo fondamentalista nigeriano che, da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 35.000 persone e costretto circa 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, Camerun, Niger e Ciad, causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF).

Anche altri militanti jihadisti, come quelli appartenenti al gruppo dello Stato Islamico nell’Africa Occidentale (ISWAP), sono soliti compiere offensive in Nigeria e nei Paesi circostanti. L’ISWAP è una fazione secessionista di Boko Haram che, nel 2016, ha giurato fedeltà all’ISIS. Il 26 dicembre, alcuni suoi membri hanno rilasciato un video in cui si vedono alcuni membri del gruppo decapitare 11 nigeriani cristiani. L’organizzazione ha dichiarato che il gesto fa parte di una campagna volta a vendicare la morte del leader dell’ISIS Abu Bakr al-Baghdadi e del suo portavoce.

Solo qualche anno fa, la situazione sembrava destinata a migliorare. Nel 2015, dopo essere stato eletto per la prima volta, il presidente nigeriano Buhari aveva reso noto che l’esercito aveva fatto grandi passi avanti nella lotta contro Boko Haram. I militanti erano stati cacciati da Maiduguri, capitale dello Stato del Borno, e da altre città minori, trovandosi costretti a rifugiarsi nelle foreste. Tuttavia, con l’emergere di altre problematiche legate alla sicurezza, come le rivalità tra gruppi criminali nella regione di Zamfara, o le uccisioni extragiudiziali della polizia regionale e gli scontri tra agricoltori e pastori nomadi nelle aree centrali, l’attenzione delle autorità di Abuja si è spostata altrove. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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