Sospetto attentato della Continuity IRA nel giorno della Brexit

Pubblicato il 6 febbraio 2020 alle 20:18 in Irlanda del Nord UK

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La polizia dell’Irlanda del Nord sta indagando su un possibile attentato fallito su un traghetto il 31 gennaio, giorno in cui è stata ufficializzata la Brexit. Le autorità sospettano che i responsabili siano militanti nazionalisti della Continuity IRA (CIRA). 

George Clarke, vice capo della polizia locale, ha riferito ai giornalisti che il 31 gennaio un giornale ha ricevuto una telefonata che ha denunciato la presenza una bomba sul rimorchio di un camion nel porto di Belfast. Secondo la chiamata, il mezzo sarebbe poi dovuto salpare per la Gran Bretagna. Dopo l’avvertimento, la polizia ha perquisito tutti i mezzi, ma non ha trovato nulla e il traghetto ha effettuato il proprio percorso come previsto, senza incidenti. Il 3 febbraio, c’è stata una seconda telefonata, che ha portato la polizia a organizzare un’operazione di 2 giorni che prevedeva la perquisizione di 400 veicoli. In tale modo è stata rinvenuta una bomba attaccata a un camion nella zona industriale di Silverwood, a Lurgan. Il veicolo, tuttavia, non è mai salito sull’imbarcazione. “Potrebbe aver causato la morte e lesioni molto gravi ai passeggeri. Quelli che hanno collocato questo dispositivo sono degli sconsiderati oppure avevano l’intenzione di causare un tale danno”, ha dichiarato il vice capo della polizia. Clarke ha aggiunto che ritenevano che i responsabili avessero pianificato l’esplosione nella serata in cui il Regno Unito ha lasciato l’Unione Europea, il 31 gennaio.

Tuttavia, fonti vicine ai militanti repubblicani di Belfast hanno contestato la versione della polizia secondo la quale la bomba sarebbe dovuta esplodere durante una traversata in traghetto. Secondo quanto riferisce il quotidiano The Guardian, i militanti avevano intenzione di trasferire il materiale esplosivo in Inghilterra per farlo esplodere nei pressi di obiettivi commerciali o strategici. “Il piano non era diverso, sebbene di dimensioni molto inferiori, da quello dell’IRA quando ha spostato l’enorme bomba che ha devastato Canary Wharf, nel 1996. Non c’è modo in cui i repubblicani stessero pianificando di far esplodere una bomba su un traghetto”, avrebbe rivelato la fonte. La bomba di Canary Wharf, che ha segnato la fine del cessate il fuoco dell’IRA del 1994, era stata costruita dai militanti della “Brigata East Tyrone” e poi trasportata in un camion da un altro gruppo di militanti nazionalisti. “L’idea che i repubblicani dell’Accordo contro il Venerdì Santo avrebbero fatto saltare in aria una nave nel giorno della Brexit è una sciocchezza”, hanno riferito al Guardian fonti vicine ai militanti.

A non agevolare il raggiungimento di un accordo tra Regno Unito e l’Unione Europea era stata proprio la questione dell’Irlanda del Nord e, nello specifico, la clausola sul confine tra Regno Unito e Irlanda, altrimenti nota come “backstop”. Il “backstop” era stato negoziato dall’ex premier, Theresa May, e prevede che la Gran Bretagna rimanga in un’unione doganale temporanea con l’UE dopo la Brexit, fino a soluzione migliore, impedendo il ritorno di un confine duro in Irlanda, unica frontiera terrestre tra Gran Bretagna e UE. Da parte sua, Johnson ritiene che il backstop renderebbe il Regno Unito dipendente dall’UE, mentre l’UE, e soprattutto l’Irlanda, non sembrano vedere alternative. A tale riguardo, il premier irlandese, Leo Varadkar, aveva dichiarato di essere “aperti a valutare alternative, ma queste devono essere realistiche” e che in “assenza di valide opzioni, la rimozione della clausola sul backstop non è fattibile per l’Irlanda”.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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