Immigrazione: Amnesty International contro il Perù

Pubblicato il 6 febbraio 2020 alle 10:00 in Immigrazione Perù

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Un rapporto di Amnesty International pubblicato martedì 4 febbraio critica duramente le politiche migratorie applicate dal Perù ai migranti venezuelani che cercano di entrare in territorio peruviano in cerca di rifugio. Da giugno, il governo di Lima ha richiesto un visto umanitario per i cittadini venezuelani che sfuggono alla crisi nel loro paese, in una “escalation di requisiti”, secondo la denuncia di Amnesty International, che è iniziata nell’agosto 2018, quando il Perù ha stabilito l’obbligo di presentare un passaporto valido. La misura è stata presa dopo che 800.000 venezuelani si sono stabiliti nel paese andino e le richieste di rifugio sono aumentate da poche migliaia nel 2016 a oltre 120.000 dal 2017. Oggi sono circa 370.000. Nel suo rapporto, la ONG afferma che il Perù viola i suoi obblighi nazionali e internazionali in materia di diritti umani a causa di “pratiche irregolari al confine cui si aggiunge un’interpretazione restrittiva della norma che regola la protezione internazionale”.

Il rapporto intitolato Buscando refugio: Perú da la espalda a quienes huyen de Venezuela (Cercando rifugio: il Perù volta le spalle a chi fugge dal Venezuela) documenta il respingimento di decine di migranti venezuelani a Tumbes, il passo di confine settentrionale del paese andino con l’Ecuador, mentre cercavano di entrare legalmente nel territorio peruviano. Secondo le testimonianze raccolte a novembre 2019, un cittadino che aveva un visto umanitario ma il cui passaporto non era stato siglato dai funzionari ecuadoriani all’entrata e all’uscita da quel paese, non era stato ammesso in Perù. Altri venezuelani respinti avevano un permesso di permanenza temporanea o erano bambini e anziani considerati “eccezioni umanitarie” che, anche dopo la riforma dell’agosto 2018, potevano essere ammessi senza passaporto.

Per la sua indagine, Amnesty International ha intervistato 41 migranti e numerosi funzionari pubblici delle diverse entità coinvolte. Il documento afferma che il Perù “sta mettendo i venezuelani in una situazione di grave rischio” e che “sta negando categoricamente a quelle persone il loro diritto di cercare protezione e promuovendo una politica deliberata di rifiuto di donne, uomini e bambini che richiedono la condizione del rifugio del Venezuela”.

Amnesty International chiede al governo peruviano di applicare la legge sui rifugiati, in base alla quale non solo coloro che sono perseguitati nel loro paese di origine hanno bisogno di protezione, ma anche “coloro che fuggono da un grave disturbo dell’ordine pubblico o da gravi violazioni dei diritti”, secondo il Dichiarazione sui rifugiati di Cartagena, firmata dai paesi dell’America Latina nel 1984.

Il governo di Lima ha contestato il rapporto. Per quanto riguarda i passaporti non timbrati in Ecuador, Lima afferma che responsabili sono le autorità di Quito, mentre per il resto dei casi considera che il 99% dei migranti venezuelani siano migranti economici e non rifugiati, cui non si applica la Dichiarazione di Cartagena.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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